Spazio a cura di Claudia Pieri e Samuela Moro
Intervista a cura di Claudia Pieri
Graditissima ospite di oggi nel nostro spazio dedicato alle interviste “In salotto con…” Lucia Tilde Ingrosso.
Lucia nasce a Milano il 27 gennaio 1968, dove vive con il marito e la figlia.
Scrittrice eclettica e giornalista, progetta e tiene corsi in cui declina la scrittura nei vari ambiti: fiction, vendita, lavoro. Insegna scrittura anche online con Il Tempo ritrovato. È autrice di podcast, speaker, moderatrice di eventi e ghostwriter.
La morte fa notizia è il primo dei suoi 5 gialli con protagonista l’ispettore Sebastiano Rizzo. In seguito pubblica libri di (quasi) ogni genere: rosa, noir, umorismo, guide… A oggi, è arrivata a firmare 24 libri, senza contare la partecipazione a varie antologie.
In molti casi, scrive in coppia con Giuliano Pavone, scrittore e giornalista tarantino, suo marito.
Nel 2023 pubblica I Monteleone, primo volume della saga. Il secondo volume Le stagioni della verità, edito Baldini Castoldi, esce nel 2025. A leggerlo e recensirlo per Salotto Giallo è Claudia Pieri (a questo link la recensione completa) che, con l’occasione, ha posto all’autrice alcune domande per questa interessante intervista.
Nel passaggio dal primo al secondo volume della saga, hai scelto di virare più decisamente verso il genere giallo. Quali sono state le sfide più grandi nell’integrare questo nuovo elemento all’interno di una narrazione corale e familiare?
È una scommessa: quella di mescolare due generi così diversi. La difficoltà sta nel soddisfare sia i lettori che mi hanno conosciuta grazie ai Monteleone che quelli affezionati ai miei gialli milanesi. Volevo arricchire la narrazione di nuovi elementi, ma senza snaturarla.
Nel romanzo intrecci con efficacia le vicende storiche e sportive con le dinamiche intime della famiglia Monteleone, lungo un arco temporale che va dagli anni Quaranta a oggi. Come hai bilanciato la dimensione emotiva dei personaggi con la tensione narrativa, e quale criterio hai seguito nella scelta degli eventi storici e sociali da includere?
Al centro della Storia, quella che riguarda l’intero Paese, e delle storie familiari volevo che ci fossero sempre i personaggi. Sono loro – con percorsi, sentimenti, sfide – l’elemento più importante.
Ne ho creati di ogni carattere e di ogni età proprio perché volevo che ogni lettore trovasse il suo preferito, quello in cui immedesimarsi e per cui fare il tifo.
Sono loro il motore della storia e per questo i sentimenti sono fondamentali. Alcuni li racconto nei vari momenti della loro vita. Li faccio conoscere ai lettori da bambini, giovani, adulti e anziani. Le loro vicende mutano anche in base al contesto socio economico dell’epoca che stanno vivendo. Sono influenzati dalle mode, dalle convenzioni, dagli avvenimenti storici.
Per esempio Silvia, che nel presente ha 85 anni, ha vissuto la Seconda Guerra Mondiale, che l’ha vista sfollata da Milano a Laveno, sul Lago Maggiore. Appena maggiorenne, nel 1957, è andata alla Prima della Scala, dove ha ammirato sul palco Maria Callas. Ha vissuto il Boom economico e poi gli Anni di Piombo, che le hanno strappato un fratello. È sopravvissuta alla pandemia e ora fatica ad adattarsi a tempi che non sente più suoi. Milano è stata al centro di molti eventi che hanno influenzato la storia d’Italia e ho cercato di scegliere i più significativi.
All’ambientazione riservi grande cura e importanza. Come scegli i luoghi da inserire nelle tue storie e in che modo il contesto geografico influisce sul percorso e sulla crescita dei personaggi?
Anche se ho origini pugliesi e ho vissuto a lungo in Toscana, a Cortona, Milano è la mia città. Lo trovo un luogo interessante, anche imprevedibile, che dietro a ogni angolo può riservarti incontri inaspettati e occasioni preziose. Per questo ho pensato a una famiglia milanese.
Ogni volta racconto luoghi iconici della città e narro l’importanza che rivestono per la famiglia. In questo secondo volume i due luoghi simbolo sono il Teatro alla Scala e poi la Scala del calcio, cioè lo Stadio Meazza, che però tutti i tifosi continuano a chiamare San Siro. Ma la scena si sposta anche a Firenze, nei laghi del Nord e a Valencia.
Milano, al pari della famiglia Monteleone, è una città anche difficile, esigente, che detta delle regole.
Poi c’è Vittoria, la piccola di casa, che “scappa” in Spagna, affrancandosi così da una famiglia che a volte è un po’ soffocante.
Nei nuovi, giovanissimi personaggi si percepisce una scrittura calibrata sul loro linguaggio e sulla loro età, così come in altri momenti il tono e il ritmo si adattano al personaggio o al contesto storico. Come lavori per modulare la voce narrante mantenendo coerenza e coinvolgimento, e quali difficoltà hai incontrato in questa sfida stilistica?
Nei corsi di scrittura che tengo online ripeto sempre ai miei allievi che a ogni personaggio dobbiamo trovare la sua voce, senza però scadere nella macchietta o nella caratterizzazione eccessiva.
Nel volume due ho voluto inserire una classe d’età che mancava nel precedente, quella dei teenager. Confesso che per rendere verosimili personaggi, dialoghi e situazioni ho fatto ricorso a un consulente un po’ speciale: mia figlia Stella, di 18 anni.
La tua produzione spazia tra generi diversi: ce n’è uno che senti particolarmente vicino o nel quale ti riconosci di più? E cosa lo rende speciale per te?
Mi piace approcciare la scrittura di romanzi con lo stesso spirito del giornalismo, che è l’altro mio mestiere. Sono eclettica, curiosa, amo sperimentare.
Mi diverto molto a scrivere gialli, perché contengono una sfida lanciata al lettore. Ma le soddisfazioni più grandi le ho avute scrivendo per i più giovani. In particolare, il mio young adult Il sogno di Anna è arrivato al cuore di tanti ragazzi, avvicinandoli alla lettura.
Giochiamo con la fantasia: hai la possibilità di sederti nel nostro Salotto con il tuo autore preferito, per fargli una sola domanda: chi inviti? E cosa gli chiedi?
Paolo Nori e gli chiederei come fa a essere così meravigliosamente dissacrante anche quando tocca temi drammatici.
Salotto Giallo ringrazia l’autrice per la disponibilità, dandole appuntamento al prossimo romanzo.

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