Le stagioni della verità di Lucia Tilde Ingrosso

Le stagioni della verità Salotto Giallo

I Monteleone

Recensione di Claudia Pieri

A cura di Cristina Casareggio

TRAMA

Le stagioni della verità di Lucia Tilde Ingrosso

Milano, giorni nostri, dicembre. La dorata routine della famiglia Monteleone è sconvolta dalla morte misteriosa e violenta di uno dei suoi esponenti più in vista. Chi è la vittima? Lo scopriamo riavvolgendo il nastro fino all’inizio dell’anno. In dodici mesi, a casa Monteleone, insieme alle stagioni si susseguono passioni, intrighi, amori e rivalità, mentre il passato riemerge ingombrante e minaccioso.

La famiglia si allarga, si strappa e poi si ricuce, accoglie nuovi membri e rivendica il suo prestigio. C’è chi flirta con l’azzardo e chi guida auto di lusso, chi addenta la vita e chi «a dieci anni già sapeva odiare», chi insegue l’amore e chi è «contento, sì, ma felice è diverso». Sullo sfondo, ma protagonista essa stessa, Milano con i suoi luoghi simbolo: le dimore lussuose del centro, il Teatro alla Scala e lo stadio di San Siro.

La città lombarda è il fulcro, il punto di partenza e di arrivo di una storia che si dipana tra Firenze e i laghi del Nord, fino ad arrivare a Valencia e Lanzarote. In un susseguirsi di prove d’amore e inganni, indagini e colpi di scena, Lucia Tilde Ingrosso arricchisce di pagine uniche un album già colmo di raffinati dettagli, mostrandoci uno spaccato dell’Italia contemporanea, ma anche un ritratto – beffardo e tenerissimo – di ciascuno di noi.

I Monteleone avevano un grande, grandissimo senso della famiglia. Erano sempre presenti, compatti, solidali. In ogni circostanza a prescindere.

Nel primo volume, I Monteleone, li abbiamo conosciuti così: come un’unica entità, coesa nonostante le singole peculiarità, unita nel nome della famiglia.
E così li ritroviamo anche in Le stagioni della verità, secondo capitolo di questa avvincente saga familiare firmata da Lucia Tilde Ingrosso.

Una storia privata che cammina di pari passo con quella dell’Italia, dagli anni Quaranta fino ai giorni nostri. Con l’abilità narrativa che la contraddistingue, l’autrice intreccia le vicende personali dei protagonisti con i grandi eventi del Paese, tra politica, sport e costume.

Nonostante si tratti del secondo episodio di una trilogia, il libro è leggibile anche indipendentemente dal precedente, grazie alla capacità con cui la Ingrosso inserisce nel racconto le informazioni più significative riguardo ai personaggi principali, al loro vissuto e ai rapporti che li legano. Tuttavia, per una maggiore godibilità e per apprezzare pienamente la storia e le sfumature dei protagonisti, è consigliabile recuperare anche il primo volume.

Le stagioni della verità è un romanzo corale, ben strutturato e di ampio respiro, in cui ritroviamo tutti gli elementi distintivi del precedente libro, arricchiti da una svolta più marcata verso il giallo, genere che Lucia Tilde Ingrosso padroneggia con abilità e disinvoltura.

Torna anche Sebastiano Rizzo, l’ispettore che i lettori certamente non hanno dimenticato:

Sebastiano Rizzo non poteva certo immaginare che quell’indagine lo avrebbe portato a riaprire proprio il cold case che riguardava l’uccisione di suo padre, tanti anni prima.

Una trama avvincente, gestita con pieno controllo narrativo, in cui i salti temporali sono inseriti con precisione e danno vita a un’equilibrata alternanza tra passato e presente.

Fanno il loro ingresso sulla scena nuovi, giovanissimi attori, delineati attraverso un linguaggio adatto alla loro età, che conferma la versatilità della scrittura dell’autrice.

«Dai fra’, mollami!»
Tra i due amici se ne inserì un terzo: «Ma cos’ha?»
«L’ha mollato la tipa!»
Tommaso Reverberi si mise lo zaino nero sulla spalla per poi avviarsi senza degnare i due di un’occhiata.
«Come sta messo!» commentò uno.
«Rovinato proprio!» fece eco l’altro.

Uno dei fiori all’occhiello del romanzo è proprio la caratterizzazione dei personaggi, delineati con nitidezza e profondità psicologica. I pregi e i difetti di ognuno emergono dalle pagine rendendoli vivi, credibili, e contribuendo a creare la giusta corrente di empatia con il lettore:

Guido sollevò lo sguardo su di lei, inizialmente senza vederla né capire il senso delle sue parole. Stava lavorando a un libro dedicato ai canoni sacri e non era particolarmente abile nel saltare da un argomento all’altro. Lei si accorse della sua vaghezza. Era sveglia: lo beccava sempre.

In questo secondo volume, l’autrice dedica maggiore spazio a figure che nel primo avevamo conosciuto più superficialmente, come Walter

medico cardiologo, sempre stazzonato e scalcagnato, ma puro, generoso, di animo nobile. Forse aveva anche salvato qualche vita, con il suo lavoro in ospedale.

Lucia Tilde Ingrosso

Scrittrice eclettica, giornalista di Millionaire, Lucia Tilde Ingrosso si è occupata anche di corsi di scrittura.

Vive a Milano, ama Cortona e il mare di Puglia.

A dieci anni scrive il suo primo racconto con una Olivetti Lettera 32 e a quindici intervista Gianna Nannini (per finta).

A nozze col delitto e I fantasmi non muoiono mai sono solo alcuni dei titoli della serie gialli con protagonista l’ispettore milanese Sebastiano Rizzo.

Nella sua produzione ci sono libri di (quasi) ogni genere: rosa, noir, umorismo, guide…

In molti casi, scrive in coppia con Giuliano Pavone, scrittore e giornalista tarantino, suo marito.

Dal 2016 si dedica con passione anche alla letteratura per ragazzi.

Dopo il fantasy etrusco Curtun esce Il sogno di Anna: il libro, presentato anche nelle scuole, vince il premio Castello Volante

La prosa di Lucia Tilde Ingrosso si distingue per eleganza, ricchezza lessicale e scorrevolezza, adattandosi con naturalezza al punto di vista del personaggio o al periodo storico raccontato.

Uno stile narrativo duttile, capace di modulare ritmo e intensità in base al contesto.

L’ambientazione, curata fin nei minimi dettagli, non si limita a fare da sfondo ma partecipa attivamente allo sviluppo della narrazione: tra Firenze e Milano, con incursioni a Laveno e Valencia, i luoghi contribuiscono a definire l’atmosfera e a sostenere un ritmo narrativo sempre vivace e ben calibrato.

Con Le stagioni della verità, Lucia Tilde Ingrosso conferma la solidità di una saga familiare capace di coniugare introspezione, tensione narrativa e attenzione al contesto storico e sociale.

Un romanzo coinvolgente, che appassiona e lascia nel lettore la curiosità di scoprire come si chiuderà il cerchio nel terzo e ultimo capitolo della trilogia.

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