Recensione di Samuela Moro
TRAMA
Cosa lega un blog le cui illustrazioni nascondono una scena spaventosa, lo scarabocchio di un bambino che contiene un oscuro messaggio e uno schizzo fatto dalla vittima di un omicidio nei suoi ultimi istanti di vita? Un romanzo con una trama inquietante, unica, dove solo una serie di immagini, da comporre e interpretare, permette di scoprire l’identità di un assassino.
Tradotto in tutto il mondo, scritto da un autore che cela il proprio volto dietro una maschera bianca, Strani disegni ha rinnovato il crime contemporaneo e ridefinito i confini dell’inquietudine. In Giappone ha venduto oltre 1,6 milioni di copie.
Strani disegni di Uketsu è un romanzo che si distingue per la sua struttura originale, capace di intrecciare racconto scritto e rappresentazione visiva in modo indissolubile.
Il volume ruota infatti attorno a una serie di disegni, a volte semplici e infantili, altre vere e proprie illustrazioni, che diventano parte integrante della narrazione, alimentando un senso di mistero e di inquietudine che accompagna il lettore per tutta la durata del libro.
L’autore costruisce la storia attraverso capitoli che, inizialmente, sembrano presentare trame del tutto autonome.
Personaggi e vicende appaiono scollegati, ma a mano a mano che le pagine scorrono si avverte la presenza di fili sottili che, quasi invisibili, legano tra loro queste storie. È solo nel finale che l’intreccio si svela in tutta la sua complessità, con un effetto di rivelazione che premia l’attenzione e la pazienza del lettore.
Non è possibile soffermarsi sui protagonisti o anche solo nominarli senza rischiare di svelare troppo, privando così il lettore del piacere di scoprire gradualmente le connessioni che danno corpo al romanzo.
Basti sapere che la loro caratterizzazione rispecchia la cifra stilistica giapponese: essenziale, ridotta all’osso, calibrata esclusivamente su ciò che è strettamente funzionale allo svolgimento della storia.
Lo stesso vale per l’ambientazione, delineata con pochi tratti misurati, mai superflui, che riescono tuttavia
a suggerire sapientemente contesti e atmosfere.

Uketsu
Uketsu, scrittore dall’identità sconosciuta che nei video appare con una maschera bianca, una veste nera e la voce distorta digitalmente, è autore di libri horror e mistery, tutti di prossima pubblicazione per Einaudi Stile Libero.
Strani disegni (Einaudi, 2025) lo ha imposto come uno dei nomi piú importanti della scena letteraria internazionale.
Uketsu dimostra una notevole abilità nel costruire una trama articolata, congegnata con un rigore che ricorda la logica del ragionamento deduttivo: ogni elemento ha un suo perché e nulla resta privo di spiegazione.
Alla fine, ogni pezzo del puzzle va al proprio posto, restituendo un quadro d’insieme preciso e appagante.
Il tutto è sorretto da una prosa asciutta, tipicamente giapponese, che suggerisce più che spiegare,
lasciando che siano le zone d’ombra tra le righe a parlare.
Proprio sul piano della suspense, Strani disegni si rivela particolarmente riuscito: il ritmo è calibrato con attenzione e la curiosità di capire come tutto sia collegato tiene incollati alle pagine.
Tuttavia, pur in presenza di immagini che a tratti hanno un che di inquietante, il romanzo non sfocia mai davvero nell’horror. Si tratta piuttosto di un thriller psicologico, in cui l’inquietudine nasce dalla costruzione sapiente dei fatti e dal lento disvelarsi dei segreti, più che da atmosfere oscure o momenti di autentico terrore.
In definitiva, Strani disegni è un libro scritto con grande maestria, che offre un’esperienza di lettura appassionante e ben congegnata, pur discostandosi dalle sfumature horror che la sua presentazione poteva far immaginare.
Un romanzo che si guadagna ampiamente un posto tra le letture consigliate, impossibile da mettere giù fino all’ultima pagina.
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