Segnale assente di François Morlupi

Segnale assente Salotto Giallo

Un’indagine per i Cinque di Monteverde

Recensione di Barbara Terenghi Zoia

TRAMA

È notte fonda, piove come se il cielo avesse deciso di sommergere Roma. Quando il tram numero 8 arriva al capolinea, un passeggero seduto cade a terra. È un adolescente, ha il cappuccio della felpa calato sulla testa, le cuffiette nelle orecchie, e non dà segni di vita.

Accorso sul posto, il commissario Ansaldi rimane sconvolto da ciò che viene a sapere. Il ragazzo è morto da ore, mentre decine di persone salivano e scendevano dal tram, e lo zaino che portava con sé contiene un chilo di sostanze stupefacenti. Com’è possibile che una cosa del genere avvenga a Monteverde, uno dei quartieri più rispettabili della città?

Davvero la gente è diventata così indifferente da non accorgersi che una tragedia sta avvenendo sotto i suoi occhi? E perché un quindicenne se ne va in giro con tutta quella droga? In passato il commissario e la sua squadra hanno avuto a che fare con serial killer e organizzazioni criminali, sono stati più volte faccia a faccia con gli abissi dell’animo umano.

Ma il caso che li aspetta è destinato a sconvolgerli ancora più a fondo, perché il Male fa più paura quando ha il volto di un figlio, di un amico, di un vicino di casa.

Segnale assente, il nuovo romanzo di François Morlupi, non è un semplice poliziesco: è un noir che scava a fondo, ben oltre i confini dell’indagine.

Al centro, una storia dura, cruda, e purtroppo attualissima: quella degli adolescenti “bruciati”, costantemente connessi eppure terribilmente soli, travolti da un mondo che promette tutto ma non mantiene nulla. Un mondo veloce, spietato, che li seduce e poi li abbandona.

Sono ragazzi che, pur vivendo in famiglie apparentemente normali, borghesi, rispettabili, precipitano nel buio della droga per noia, per un bisogno disperato d’identità, o per l’illusione di guadagni facili.
E genitori che spesso non vedono, non ascoltano, non riescono più a comunicare con i propri figli. Fino a quando è troppo tardi.

Sa che non esiste una parola italiana per la perdita di un figlio? Esiste orfano, quando i genitori muoiono. Ma non esiste il contrario: una parola per definire due genitori a cui il destino strappa l’unica ragione di vita.

Il romanzo si apre con una scena che lascia senza fiato: un quindicenne muore su un tram romano, il numero 8, con lo zaino pieno di pasticche.
Nessuno — passeggeri, autista, turisti — si accorge di nulla. Per oltre quattro ore, il corpo del ragazzo resta lì, ignorato.

Un ragazzo di quindici anni sale su uno dei mezzi più frequentati della capitale… e muore. Duecentoquaranta minuti di silenzio. Duecentoquaranta minuti in cui nessuno se ne accorge. O in cui tutti fanno finta di non vedere. Quale delle due è peggiore?

Da qui prende il via un’indagine complessa, che si allarga rapidamente toccando scuole, quartieri, distretti, criminalità organizzata, tradimenti e dark web.
Ma il cuore pulsante del romanzo è la squadra dei “cinque di Monteverde”: un gruppo di agenti solidali, empatici, che il lettore ha conosciuto in Formule mortali e che qui ritrova cambiati, cresciuti, ancora più uniti.

Morlupi tratteggia con sensibilità la loro umanità:

Ansaldi, il commissario colto, ironico, ipocondriaco, fragile fino agli attacchi di panico, ma sempre pronto a proteggere i suoi.
Eugénie, lucida e tagliente come una lama, segnata da un passato che ancora la insegue.

Di Chiara, appassionato di calcio, e Leoncini, che sogna una famiglia e si chiede se esista ancora uno spazio per la normalità in un mondo dominato dalla violenza.
E poi Alerami, l’ultima arrivata: ha trent’anni passati, vive ancora con la nonna, è impulsiva e forse troppo sopra le righe rispetto agli altri, ma porta con sé uno sguardo nuovo.

L’altra grande protagonista è Roma.

François Morlupi

Roma, 1983, italo-francese, lavora in ambito informatico in una scuola francese di Roma.

Con Salani ha pubblicato Come delfini tra pescecani (2021) e Nel nero degli abissi (2022), vincendo con entrambi il Premio Scerbanenco assegnato dai lettori, oltre a numerosi altri riconoscimenti.

Formule mortali è stato pubblicato per la prima volta nel 2018, ha dominato per mesi le classifiche degli ebook e torna finalmente in libreria in una nuova edizione ampiamente riveduta.

Ma non la Roma da cartolina: quella di Morlupi è la città delle contraddizioni, dei quartieri silenziosi come Monteverde, che nascondono il marcio sotto tappeti ben curati.

È la Roma del traffico, delle buche, e di una verità amara:

Non c’è città peggiore di Roma, quando piove.

Ed è proprio sotto la pioggia che la città rivela il suo volto più feroce, e forse anche il più autentico. Scenario perfetto per raccontare un’umanità che soffre, resiste, e continua a lottare per chi è più fragile.

Con una scrittura fluida e coinvolgente, che alterna dramma e ironia, dolcezza e violenza, Morlupi costruisce un noir potente, fatto di capitoli brevi che non spezzano il ritmo, ma lasciano spazio alla riflessione.

Segnale assente è un romanzo che lascia il segno.

Perché Morlupi non si limita a risolvere un caso: smuove le coscienze.

E ci ricorda che, a volte, un gruppo di persone comuni, non abituate alla brutalità che incontrano ogni giorno, può ancora fare la differenza.

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