Rimorsi di Enrico Pandiani

Rimorsi Salotto Giallo

Recensione di Emanuela Ferrara

TRAMA

Rimorsi di Enrico Pandiani

Cosa unisce il ritrovamento di un cadavere occultato per anni dentro un muro, un enigmatico incidente d’auto, un inafferrabile pirata della strada, una famiglia disgregata, una rapina sanguinosa e un misterioso club per scambisti? Nulla. O meglio, nulla in apparenza. Perché il bandolo della matassa c’è, è lì a portata di mano.

Manca solo qualcuno sveglio abbastanza da saperlo afferrare. Perlomeno finché non entra in campo Numero Uno, l’impenetrabile capo di un’agenzia investigativa sui generis che, tenendoli per il collo, spedisce gli ex criminali della banda Ventura a ricomporre le tessere di un puzzle che si rivela essere un vero rompicapo.

E così, Max, Abdel, Sanda e Vittoria, galeotti rocambolescamente evasi in Francia e latitanti in Italia sotto copertura, si ritrovano ancora una volta a cedere al ricatto e a mettere a repentaglio la loro stessa vita per non perdere ciò che a fatica sono riusciti a costruire: un’esistenza normale, ordinaria, che spazzi via per sempre il passato che bramano di lasciarsi alle spalle. Tra club privé e locali a luci rosse, i quattro della banda Ventura si inabisseranno in una Torino più buia della notte, in cui giochi pericolosi e passioni promiscue si fondono fino a deflagrare.

Un cadavere, un pirata della strada e una rapina che si conclude nel sangue. A mettere insieme i pezzi dell’indagine è Numero Uno, un personaggio misterioso che costringe la banda Ventura a rimettersi in gioco.

Enrico Pandiani è tornato con un nuovo capitolo dedicato alle avventure di Max, Abdel, Sanda e Vittoria. Un capitolo che, purtroppo, non convince come ci saremmo aspettati. Colpa dell’iper produzione? Probabile, ma non possiamo dirlo con certezza.

Proviamo ad analizzare insieme Rimorsi per capire cosa ha funzionato e cosa no.

Torino. Una città, un’emozione. Senza di lei Rimorsi non sarebbe, forse, nemmeno esistito. Perché Torino rappresenta l’investigatore principale dell’intera vicenda. Con i suoi lampioni, le ombre e le ambientazioni. Tutto contribuisce a conferire al romanzo un senso di oppressione che gli amanti del genere sicuramente apprezzeranno. Torino respira e vive, cambiando aspetto man mano la narrazione procede. E questo ci è tanto piaciuto.

Rimorsi, infatti, non vuole essere solo un romanzo giallo, ma anche una riflessione sulla vita e sul suo senso.

Gli errori sono come bombe a tempo; magari rimangono inerti per anni, e quando meno te lo aspetti sbucano dal nulla e tanti saluti.

Chiari e precisi i riferimenti al passato dei quattro protagonisti e al vissuto tormentato di ognuno, soprattutto di Sanda. È la sua vita, infatti, ad essere scandagliata: il dolore per la perdita della madre e la fatica per raggiungere il riscatto emergono con forza lungo tutto il romanzo. E forse era giunto il momento di chiudere il cerchio. Sarà terminata la storia dei quattro e del “vecchio” che li tiene in scacco? Il finale aperto sembrerebbe dire il contrario.

Tutto parte dalla richiesta di Numero Uno, che prova a coinvolgere Max, Abdel, Sanda e Vittoria in quella che sembra una missione impossibile. E lo fa con l’astuzia che lo contraddistingue, chiamando in causa Sanda, ben sapendo che, se al centro dell’inchiesta c’è una donna che non ha avuto giustizia, lei non si tirerà indietro.

Però Sanda non si butta a capofitto. E gli altri nemmeno. Non ne possono più. Il caso, stavolta, è molto complicato: nel 2008, durante la ristrutturazione di un ex night club – a dir poco equivoco fino al 1998, poi diventato una lavanderia – viene ritrovato prima un teschio e poi il corpo di una donna.

Il cadavere è stato murato insieme ad alcuni oggetti che ne consentono la datazione intorno alla fine degli anni ‘90.

La donna ha fatto una fine orribile, incaprettata. Solo nel 2022 si scoprirà a chi appartengono quei resti.

Cosa è successo? Chi è stato?

Enrico Pandiani

Ha iniziato il suo apprendistato di narratore sceneggiando e scrivendo fumetti presso le riviste Il Mago e Orient Express.

Ha esordito nella narrativa nel 2009 con il romanzo Les italiens, con il quale ha inaugurato la saga del commissario Jean Pierre Mordenti, arrivata al settimo capitolo nel 2019 con Ragione da vendere.

Nel 2014 ha fondato con altri scrittori torinesi il collettivo “Torinoir” che si propone di raccontare le nuove realtà torinesi del terzo millennio attraverso gli strumenti del giallo e del noir.

Del 2021 il romanzo Lontano da casa, che non è legato a nessuna delle due serie, ma dove il protagonista e sfondo della vicenda è il quartiere Barriera di Milano di Torino, con i suoi grandi problemi e la sua multietnica popolazione residente.

Nel 2022 è stato insignito del Premio Scerbanenco per il romanzo Fuoco.

Una trama complessa in cui Pandiani si destreggia bene… fino a un certo punto. Perché, e questo è forse il punto dolente del giallo, è come se il colpevole fosse smascherato sin da subito.

Nonostante la complessità del racconto, si ha quasi subito l’impressione di aver capito chi sia l’assassino. E questo, da Enrico Pandiani, non te lo aspetti.

Saremo stati noi troppo astuti? Anche questo è assai probabile ma assolutamente non certo.

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