Delitto di benvenuto di Cristina Cassar Scalia

Delitto di benvenuto Salotto Giallo

Un’indagine di Scipione Macchiavelli

Recensione di Monica Truccolo

TRAMA

Dicembre 1964. Scipione Macchiavelli, giovane funzionario di Pubblica sicurezza, viene trasferito dal commissariato romano «Via Veneto» a Noto, in Sicilia. Ad accoglierlo, oltre a un ambiente per lui quantomeno inusuale, c’è un’indagine assai più complessa di quelle a cui era abituato.

Nella capitale ha avuto a che fare con casi non troppo impegnativi. Appena arrivato nell’estremo Sud della penisola gli tocca occuparsi della misteriosa scomparsa di un notabile del luogo. Per fortuna può contare su una squadra di ottimi elementi, come il maresciallo Calogero Catalano e il brigadiere Francesco Mantuso.

E sull’intuito di un’affascinante farmacista, Giulia Marineo, che raccoglie le confidenze dell’intera città e dalla quale Scipione è attratto sin dal primo momento.

Col cuore più pesante delle tre valigie che un sollecito portabagagli l’aveva aiutato a caricare, li aveva visti allontanarsi insieme alla sua Roma amata, dov’era nato trent’anni prima e alla quale sentiva di appartenere anima e cuore.

È dicembre del 1964 quando il commissario Scipione Macchiavelli viene trasferito, per punizione, dal commissariato di Roma a quello di Noto, in provincia di Siracusa.

Proprio nei giorni che precedono il Natale, il suo arrivo nella pittoresca città barocca siciliana si intreccia con un’indagine intrigante. Poco prima del suo arrivo, la moglie del direttore di banca, Gerardo Brancaforte, denuncia la misteriosa scomparsa del marito, che verrà ritrovato cadavere poco dopo.

Pur non avendo grande esperienza con casi tanto complessi, Macchiavelli può contare su una squadra affiatata e competente: il maresciallo Catalano e gli agenti Mancuso e Giordano. Insieme, condurranno un’indagine avvincente, ricca di colpi di scena, risolvendo brillantemente il mistero.

Mentre si teneva il fazzoletto premuto sul naso, con le torce di Catalano e di Mantuso che illuminavano, gli comparve davanti il corpo senza vita di Gerardo Brancaforte, riverso bocconi sul terriccio.

Delitto di benvenuto è un romanzo pensato per introdurre il commissario Scipione Macchiavelli e la sua squadra, rendendoli così vivi e umani da conquistarci fin dalle prime pagine.

Macchiavelli è un uomo riservato e metodico, costretto a confrontarsi con la realtà di un piccolo paese dove le apparenze spesso nascondono verità scomode.

Il suo sguardo attento e la sua profonda sensibilità lo conducono a scoprire molto più di quanto immaginasse. L’indagine su un omicidio all’apparenza semplice si trasforma in un viaggio nel cuore della società siciliana dell’epoca. Un percorso fatto di scoperte, incontri e rivelazioni che mettono alla prova la sua capacità di comprendere e adattarsi.

Uomo di poche parole, Macchiavelli trova nei momenti di solitudine lo spazio per rivelare un’anima complessa e sensibile.

La sua introspezione lo porta a interrogarsi non solo sul caso che sta seguendo, ma anche sul proprio ruolo di estraneo in una terra che, a poco a poco, comincia a sentire un po’ più sua.

Un po’ perché aveva letto i libri e il personaggio di Maigret gli piaceva, un po’ perché quella dove si trovava il televisore era la stanza più calda, Scipione si lasciò coinvolgere. Trascinò una sedia accanto alla stufa, si accese una sigaretta e finalmente si rilassò.

Attraverso i personaggi che ruotano intorno al commissario Macchiavelli, con le loro storie e i loro segreti, Cristina Cassar Scalia arricchisce la narrazione e dipinge un vivido affresco della vita siciliana negli anni ’60. Macchiavelli indaga nel passato di chi è coinvolto nel caso, esplorando i legami che uniscono le persone e portando alla luce verità nascoste e connessioni inaspettate.

L’indagine diventa così l’occasione per affrontare temi più ampi, come la corruzione, l’usura e le ombre che abitano ogni individuo, ma anche per scoprire emozioni nuove, che il commissario non aveva mai sperimentato.

Delitto di benvenuto propone una trama semplice ma efficace, capace di intrattenere il lettore e, allo stesso tempo, di invitarlo a riflettere sulle sfumature dell’animo umano, offrendo uno sguardo profondo e coinvolgente sulla complessità delle relazioni.

…Giulia avesse sentito parlare del suo passato. Era ormai convinto che non sarebbe più arrivata, quando si sentì chiamare.
– Scipione Macchiavelli: l’eroe della città.
Si voltò e la vide.

La bellezza di Noto, splendida città barocca, è descritta con grande cura e ricchezza di dettagli: i balconi ornati da fregi artistici, le eleganti colonne, i palazzi nobiliari in pietra chiara, le imponenti scalinate e le maestose chiese compongono un quadro vivido e affascinante.

Cristina Cassar Scalia

Cristina Cassar Scalia è originaria di Noto.

Medico oftalmologo, vive e lavora a Catania.

Sempre per Einaudi ha pubblicato Delitto di benvenuto. Un’indagine di Scipione Macchiavelli (2025).

Con Giancarlo De Cataldo e Maurizio de Giovanni ha scritto il romanzo a sei mani Tre passi per un delitto (Einaudi Stile Libero 2020).

Cristina Cassar Scalia riesce a trasmettere, con passione autentica, tutto l’amore per la Sicilia e le sue meraviglie.

Il Teatro comunale di Noto, la sera di capodanno, era irriconoscibile.

Nonostante Delitto di benvenuto sia una lettura piacevole e ben costruita, si rileva un’incongruenza storica riguardo ai gradi dei personaggi.

Nel 1964, infatti, la Polizia di Stato — all’epoca denominata Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza — seguiva una gerarchia e una struttura di gradi diversa da quella attuale.

I sottoposti del commissario non avrebbero dovuto avere gradi tipici dell’Arma dei Carabinieri, come maresciallo o brigadiere, bensì titoli propri del Corpo, come tesserato o sottufficiale.

La presenza nel romanzo di gradi appartenenti a un’altra forza dell’ordine potrebbe però derivare da una scelta deliberata, una licenza narrativa adottata dall’autrice per ragioni di chiarezza o di coerenza interna alla narrazione.

Postilla:

Riguardo ai gradi riceviamo e accogliamo dall’autrice, che ringraziamo per il riscontro, la seguente precisazione:

Volevo precisare che i gradi degli appartenenti al Corpo delle guardie di pubblica sicurezze erano esattamente quelli (controllato dall’Ufficio Storico della Polizia di Stato). Poi c’erano anche tenenti e sottotenenti ma al commissariato di Noto non li ho inseriti. Non esistevano agenti

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