Il Violino Noir di Gabriele Formenti

Il violino noir Salotto Giallo

Recensione di Marco Lambertini

TRAMA

Cremona, 1721. Antonio Stradivari, il più famoso liutaio del suo tempo, riceve la commissione per realizzare un nuovo violino destinato a un anonimo sommo maestro dell’archetto.

Parigi, 1764. Jean-Marie Leclair, tra i maggiori violinisti dell’epoca barocca, è tra i primi a far conoscere lo stile italiano in Francia. La sua musica è richiesta in mezza Europa, ma viene brutalmente assassinato e il suo prezioso strumento trafugato.

Stati Uniti, 1789. Nella nuova nazione, guidata dal suo primo Presidente George Washington, c’è chi trama per assicurarsi alcuni splendidi violini Stradivari e per nascondere i preziosi strumenti verrà scomodato persino l’architetto cui è affidata la realizzazione della Casa Bianca.

San Francisco, 2013. Uno strano omicidio coinvolge il Teatro dell’Opera. In uno dei camerini viene ritrovata senza vita la violinista Elizabeth Chang. Il suo prezioso strumento, uno Stradivari del 1721, appartenuto a Jean-Marie Leclair, viene rubato.

Gli agenti speciali Michael Turner e Sharon Bliss sono incaricati delle indagini e dovranno risolvere questo strano caso dove protagonista è uno strumento musicale che nel corso dei secoli è stato testimone di più omicidi.

In Il violino noir di Gabriel Formenti una morte violenta a San Francisco porta alla luce due misteri vecchi di tre secoli.

L’indagine contemporanea è affidata a due agenti della Omicidi di San Francisco, Michael Turner e Sharon Bliss.
È la loro prima collaborazione; i due hanno personalità e caratteri diversi, ma accomunati da precisione e determinazione.

Turner ama il suo lavoro: nulla riesce a coinvolgerlo quanto la caccia al lato oscuro dell’umanità. Sharon, costretta ad abbandonare gli studi di letteratura alla Berkeley University per mantenere la madre e i fratelli, entra in polizia spinta da una profonda passione per un ideale di giustizia.

Il rapporto tra i due detective è ben costruito e originale: nessuno prevarica sull’altro, ed entrambi condividono idee e intuizioni sull’indagine.

La narrazione segue una sorta di macabra danza musicale, capace di colpire il lettore sul piano emotivo, trascinandolo in una ricerca curiosa e affascinante.
Realtà, storia e arte musicale si fondono con un impianto thriller ben costruito.

Il violino noir è un romanzo si muove su più piani temporali e in luoghi diversi uno dall’altro.

La vicenda è suddivisa in capitoli ambientati in epoche diverse, ma l’alternanza non risulta mai pesante né difficile da seguire.
Accanto alla trama gialla, la musica assume un ruolo da protagonista, coinvolgendo a vario titolo i personaggi che costituiscono l’ossatura del romanzo.

L’ambientazione, come accennato, attraversa diverse epoche storiche: si parte da Cremona nel 1721, nella bottega di Antonio Stradivari, si passa per la Parigi del 1764 e si arriva a San Francisco ai giorni nostri, passando per la Francia e gli Stati Uniti all’indomani della guerra d’indipendenza.

Quale sottile filo rosso lega un omicidio avvenuto a Parigi nel 1764 con il furto di un prezioso violino Stradivari nella Washington del 1789? Il violino stesso, il vero protagonista del romanzo.

Costruito da Stradivari nel 1721 per Jean-Marie Leclair, celebre violinista e compositore del Settecento, fu ritrovato tra le mani del suo proprietario brutalmente assassinato.

Il violino venne in seguito trafugato e dopo la morte violenta di Leclair divenne noto come Le violon noir, da cui il titolo del romanzo, Il violino noir.

Sia il racconto del delitto che lo strumento sono reali, e da questo punto di partenza Formenti intreccia realtà storica e finzione, in un impianto thriller che prende le mosse proprio dalla nascita del violino.

Il violino trafugato si inserisce poi in un disegno più ampio che coinvolge anche altre creazioni del “sommo maestro dell’archetto” cremonese, strumenti dal valore inestimabile.

Gabriele Formenti, musicologo, musicista e giornalista già apprezzato, torna qui alla narrativa noir, genere che aveva già frequentato con il romanzo La musica del re. Delitti e misteri alla corte di Potsdam.

La pluralità dei piani narrativi de Il violino noir arricchisce la trama, alimenta il pathos e conferisce alla storia un respiro corale.

Gabriele Formenti

Giornalista professionista, musicologo e musicista, è diplomato in flauto traverso e in flauto traversiere storico nei Conservatori Statali di Milano e Vicenza.

Laureato in Storia della musica all’Università Statale di Milano, collabora con emittenti radiofoniche Radio Classica – Class Editori, RSI-RadioTelevisione Svizzera Italiana e quotidiani.

Nel 2009 ha vinto la prima edizione del premio giornalistico Benvenuto Cellini nella categoria miglior servizio radiofonico.

L’abilità di Formenti sta nel bilanciare questi livelli senza generare confusione: la scrittura resta fluida ed equilibrata.

Come nella migliore tradizione del thriller, l’indagine procede a piccoli passi, rivelando al lettore attento più di un indizio utile alla risoluzione del caso. In più, a ulteriore arricchimento, l’autore offre suggestioni musicali d’epoca: vere e proprie chicche di musica immortale che possono accompagnare e impreziosire la lettura.

Il violino noir è in definitiva un’opera da gustare insieme a una colonna sonora d’eccezione, un thriller elegante e originale, che si legge come una partitura: con attenzione, ritmo e partecipazione emotiva.

Salottometro:

Il violino noir Salotto Giallo

Link d’acquisto

Cartaceo
Ebook

,