Risolviamo omicidi di Richard Osman

Risolviamo omicidi Salotto Giallo

Recensione di Emanuela Ferrara

TRAMA

Tutte le famiglie attirano guai, ogni famiglia li attira a modo suo. Amy Wheeler e suo suocero Steve non fanno eccezione. Lei per i guai è una vera e propria calamita, e di certo non l’aiuta il lavoro alla Maximum Impact Solutions, agenzia specializzata nella protezione di persone famose.

Stavolta Amy si trova su un’isola privata al largo della Carolina del Sud per garantire l’incolumità dell’irriverente e ricchissima scrittrice Rosie D’Antonio, minacciata da un magnate russo a cui non è piaciuto riconoscersi in un personaggio del suo ultimo romanzo. Non sembrano esserci grane in vista fino a quando, a bordo di uno yacht vicino all’isola, viene ritrovato il cadavere di un noto influencer.

È stato assassinato, e Amy non resiste alla tentazione di ficcare il naso: scopre subito che la vittima era sotto la tutela della Maximum Impact e che ci sono state altre morti sospette tra i clienti dell’agenzia. Mentre lei si interroga sulle inquietanti “coincidenze”, qualcuno tenta di incastrarla e qualcun altro di ucciderla.

A questo punto Rosie convince la bodyguard a riparare sulla terraferma. Dovendo al tempo stesso indagare e guardarsi le spalle, Amy decide di chiedere aiuto all’unica persona di cui adesso può fidarsi: il suocero Steve, ex poliziotto ritiratosi in un paesino tra i boschi della New Forest in compagnia del suo gatto.

Seppur controvoglia, Steve salirà sul jet privato di Rosie e raggiungerà le due donne per affiancarle in una caccia al colpevole – e una fuga da chi attenta alle loro vite – che li trascinerà in un adrenalinico vortice pieno di colpi di scena.

Dopo il successo del Club dei delitti del giovedì, sempre armato del suo inconfondibile humour e della sua ingegnosità narrativa, Richard Osman torna, per Feltrinelli, con un’avvincente storia di intrighi capace di intrattenere e far sorridere, come nelle migliori commedie degli equivoci. I Wheeler attirano come calamite i casi di omicidio. E per non fare la fine delle vittime hanno una sola possibilità: risolverli.

Devi lasciare quanti meno indizi possibile. È l’unica regola.

Richard Osman inaugura una nuova serie lasciandosi alle spalle il quartetto de Il club dei delitti del giovedì. Con questo nuovo romanzo, Risolviamo omicidi, Osman sperimenta un nuovo modo di creare thriller e gialli. Non lascia alcuna traccia. Nessun indizio. L’intera narrazione è, e vuole essere, un gioco di specchi, depistaggi e sorprese dove niente è lasciato al caso ma soprattutto nulla è svelato fino alla fine. Soprattutto, Richard Osman vuole ironizzare sulla società moderna. Se non si coglie questo aspetto caratteristico, difficilmente si potrà apprezzare Risolviamo omicidi.

E si parte proprio dall’ironia. In Risolviamo omicidi non troviamo più villaggi inglesi e club “rassicuranti”.

Saliamo, invece, a bordo di jet privati, coinvolgendoci in complotti internazionali, preoccupandoci delle sorti di “noti” influencer e di agenti di sicurezza. Insomma, ci troveremo di fronte allo spaccato di una società che negli anni stiamo imparando a conoscere sempre di più.

Richard Osman

Richard Thomas Osman classe ’70,è uno scrittore, autore televisivo e conduttore televisivo britannico.

Autore e co-conduttore di Pointless, nel 2020 ha debuttato come scrittore con il romanzo Il club dei delitti del giovedì, primo libro della serie Thursday Murder Club, di cui Amblin Entertainment ha acquisito i diritti per realizzarne una trasposizione cinematografica dell’opera.

L’inversione di rotta di Osman, però, non convince del tutto. Risolviamo omicidi è un continuo cambio di scena. Location sempre diverse. Personaggi complessi ma non esaustivi. Viaggi che partono da un’isola privata al largo della Carolina del Sud e continuano su jet privati che collegano continenti,  per concludersi con inseguimenti e fughe degne di un film d’azione. Certo non ci si annoia ma… non sarà un po’ troppo?

A ben guardare, infatti, i personaggi da tenere a mente sono davvero troppi, per non parlare delle location. Quanto avremmo voluto un approfondimento maggiore, ad esempio, sul marito di Amy Wheeler, l’esperta di sicurezza privata protagonista di Risolviamo omicidi. La sua assenza/presenza lascia l’amaro in bocca ma potrebbe rappresentare il presagio di ulteriori capitoli dedicati alla nuova coppia di investigatori ideati da Richard Osman.

Humor, satira e intelligenza artificiale. Tre le chiavi stilistiche con cui affrontare dunque la lettura per non rimanere delusi. Divertirsi ironizzando su ciò che in quest’era non funziona, con un occhio al futuro (ChatGPT entra prepotentemente nella narrazione di Risolviamo omicidi).

Se si è amanti dei thriller puri, dei polizieschi e dei gialli classici è meglio lasciar perdere. Ma se un  divertissement non dispiace, questo è il libro giusto anche perché, diciamolo chiaramente, Richard Osman è un visionario che solitamente non sbaglia un colpo.

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