Forse è così che si diventa uomini di Giorgia Lepore

Forse è così che si diventa uomini Salotto Giallo

Recensione di Francesca Pica

TRAMA

In una chiesa rupestre nella periferia di Bari viene scoperto un cadavere. Maschio, mezza età, in posizione supina di fronte all’abside, vestito di tutto punto. Sul corpo, un serpente, anch’esso morto. La terza sezione della squadra mobile di Bari arriva per i rilievi di rito. Manca qualcuno: l’ispettore Gerri Esposito ha preso due giorni di permesso, caso più unico che raro, per svolgere una missione personale e importante. 

Al suo rientro, Gerri trova l’ufficio in fibrillazione. L’identità della vittima è sconosciuta e le indagini brancolano nel buio. Vengono identificati altri frequentatori del sito: una giovane coppia di adolescenti che per qualche motivo non vuole collaborare; un uomo misterioso che pare uscito da un altro tempo, dagli affreschi della chiesa, e che non parla e non scrive; una ragazzina che ha perso un libro su cui ci sono i suoi disegni e i versi di una canzone in una lingua sconosciuta.

Lingua che accende però una lampadina nella mente di Gerri Esposito, grazie all’intervento della mammana Angela, ormai diventata per lui un punto di riferimento fondamentale, che compare a tratti come una dea ex machina, a metterlo sulla strada giusta. Nel frattempo Gerri deve fare i conti con il proprio passato, che continua a tornare e a scardinare i cassetti blindati in cui lui cerca disperatamente di confinarlo.

Quegli occhi sbarrati, che tanto avevano visto e che pure facevano fatica ad abituarsi a tutto il male del mondo.

Forse è così che si diventa uomini è un giallo, ma allo stesso tempo è un romanzo corale.

Tutti sono protagonisti con la loro versione della storia, ma nessuno saprà mai catturare totalmente l’attenzione come Gerry Esposito.

Gerry Esposito è uno di quegli ispettori hard boiled: cinico, oscuro, sprezzante ma ha il pregio di volere e cercare la verità. Non una verità di facciata, ma la Verità. Gerry Esposito è un uomo che cerca di nascondere il suo passato, lottando per un presente e di conseguenza un futuro luminoso.

Gerry le ombre vuole tenerle per sé, mentre quelle degli altri – in particolare dei bambini – vuole spazzarle via. E lo fa nell’unico modo che conosce: svolgendo bene il suo lavoro, affidandosi agli schemi, alla logica, ma anche a quell’istinto che gli fa intuire cose che gli altri non vedono e soprattutto non sentono.

Gerry si muove in una Bari omertosa, tra colleghi che non riescono a capire i suoi guizzi, tra testimoni reticenti e piste già scritte ma che non portano alla verità.

Un uomo è morto, è stato ammazzato e il suo corpo è stato “sistemato” davanti a un Crocifisso. Simboli, sacro e profano che si mischiano tra loro e quell’uomo senza nome che giace davanti al giudice supremo.

In questo capitolo della serie, la Lepore porta avanti anche il filone della vita privata dell’ispettore Esposito: ci dice qualcosa di più della sua vita passata, ci fa intuire perché Gerry Esposito è così ombroso. Il passato ha bussato alla sua porta e lui ha aperto.

Ma Gerry non è un uomo che si lascia distrarre dal privato, la sua missione non conosce ostacoli.

Giorgia Lepore

Giorgia Lepore è archeologa e storica dell’arte, vive a Martina Franca e insegna Storia dell’Arte al Liceo da Vinci di Fasano.

Ha pubblicato L’abitudine al sangue (Fazi 2009) e, per le nostre edizioni, I figli sono pezzi di cuoreAngelo che sei il mio custode e Il compimento è la pioggia dai quali è tratta la serie tv Gerriprodotta da Cattleya in collaborazione con Rai Fiction e Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, in onda su Rai 1.

Nel 2025 le Edizioni E/O hanno pubblicato Forse è così che si diventa uomini.

La Lepore traccia così una psicologia di tutti i personaggi che partecipano al romanzo: nessuno viene lasciato in secondo piano, tutti hanno qualcosa da dire e da dare al lettore.

…perché l’essere umano non è logica ma è caos e pure quando pensa di essere logico sta facendo le cose a cazzo uguale, e da lì cominciò a pensare che se la logica ti portava lontano dalla realtà e la realtà è qualcosa che somiglia alla verità allora la verità non sta nella logica ma nel caos.

Forse è così che si diventa uomini parla del male, del bene e di giustizia che viene confusa con la vendetta.

Parla di amicizia, di fratellanza, di passato e di come questo plasmi un bambino che poi diventerà uomo. Parla di verità, di senso di colpa e di indifferenza, ma anche di innocenza.

Perché…

anche se guardi il male da lontano, e ti illudi di essere in salvo, la distanza non ti salva

La Lepore vuole aiutare il lettore, ma anche lo stesso Gerry Esposito a riconoscere quel male e a tracciare il confine con il bene, che a volte è così sottile da far inciampare chiunque.

magari quando non tieni più niente di bello, e non credi più in niente di bello. Perché quando non sai più cosa è bene, finisce che non sai più riconoscere il male.

E forse è proprio così che si diventa uomini, quando si conosce davvero il bene.

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