Sull’orlo del baratro di Robbie Morrison

Sull'orlo del baratro Salotto Giallo

Recensione di Barbara Terenghi Zoia

TRAMA

Due detective affiatati, dai metodi spicci e pronti a menare le mani all’occorrenza, un cadavere che svelerà crimini agghiaccianti e un assassino spietato che non si ferma davanti a nulla: un sordido viaggio che ci trascina nel cuore marcio e sofferente di Glasgow, dove la fame e l’ingiustizia la fanno da padrone.

Tra inseguimenti, pestaggi e rasoiate, Dreghorn e McDaid scopriranno il volto più sanguinoso della città. Un serial killer che non si ferma. Un detective che non si arrende. 1932. La città di Glasgow, in piena Depressione, è lacerata da tensioni sociali e religiose, infestata dalla corruzione e ostaggio di feroci gang armate di mazze e rasoi che dettano legge nei quartieri e scatenano violente risse per strada.

La polizia cerca di mantenere l’ordine come può, guidata dal nuovo capo Percy Sillitoe, inglese tutto d’un pezzo fermamente deciso a contrastare la criminalità con pugno di ferro. Quando il genero di uno dei costruttori navali più ricchi della città viene trovato nelle acque del fiume Clyde con la gola tagliata, il caso viene affidato a Jimmy Dreghorn, primo detective cattolico in forza alla polizia di Glasgow, e al suo partner Archie McDaid, corpulento e serafico uomo delle Highlands.

Le indagini si riveleranno più pericolose del previsto e Dreghorn dovrà fare i conti con un passato che credeva di essersi lasciato alle spalle e che torna a bussare prepotentemente alla sua porta…

La scena iniziale di Sull’orlo del baratro è descritta con un’atmosfera che fa percepire la morte come una presenza incessante che perseguita le vittime, risultando davvero agghiacciante.

Un bambino, probabilmente di otto anni ma troppo malnutrito per poterne avere certezza, giace morto con la testa fracassata; accanto a lui, la madre è in fin di vita.
Il messaggio al lettore arriva con forza, come un fulmine: se siete deboli di cuore, questo libro non fa per voi.

Subito dopo questa terrificante introduzione, Robbie Morrison presenta la prima protagonista: Glasgow.

Una città divisa in fazioni, tra cattolici e protestanti, dove attraversare una strada può significare cambiare religione o rischiare la vita.

Glasgow, seconda città dell’Impero…pare che il nome derivi da due parole gaeliche che significano ‘amato luogo verde’, anche se è una città sporca spavalda e sudata, un gigante industriale le cui fondamenta di ferro e acciaio si stanno lentamente corrodendo.

Ambientato nel 1932, Sull’orlo del baratro  catapulta il lettore in un mondo spietato grazie a una scrittura descrittiva accompagnata da dialoghi taglienti. La città è stretta nella morsa della Grande Depressione, soffocata da un’altissima disoccupazione, dal malcontento, dalla povertà e dalla corruzione.

La polizia è incapace di contenere la brutalità e gli omicidi finché non viene nominato un nuovo capo, Joseph Sillitoe, un inglese determinato a sradicare la cultura delle gang.

Per farlo, crea squadre di polizia specializzate, soprannominate “gli Intoccabili” in riferimento all’unità originale di Chicago, di cui fanno parte i due protagonisti, Jimmy Dreghorn e Archie McDaid.

Due uomini con origini culturali e fisicità molto diverse: il sergente McDaid, originario delle isole e protestante, è molto più alto e robusto di Dreghorn, che invece proviene da Glasgow, è cattolico e ha un grado superiore.

McDaid è un ex lottatore olimpico e un gigante, mentre Dreghorn, di altezza media, è un ex pugile. La loro sproporzione fisica li rende una coppia improbabile, ma affiatata.

“Sai, quando cresci nelle isole non vedi l’ora di venire a vivere nella grande città, lavoro a volontà, luci scintillanti, locali…ti sembra che tutto accada qui” disse McDaid.
“È vero. Tutta la merda del mondo, proprio qui.” rispose Dreghorn.

Durante la lettura incontriamo una serie confusa di fazioni diverse, osserviamo la vita dei poveri e quanto rapidamente le fedeltà e le affiliazioni alle gang possano cambiare, quasi come se bastasse attraversare una strada.

I palazzoni dei caseggiati popolare dai muri color sangue secco incombevano torreggianti contro il cielo rosso al tramonto. Qualche finestra era debolmente illuminata; altre erano nere come il peccato. Poche strade più in là, gli altiforni della Dixon marcavano a pieno regime, rischiarando la notte con bagliori vermigli.

Sull’orlo del baratro  narra tragedie strazianti e storie di violenza brutale, mostrando un lato oscuro e inquietante, ma al tempo stesso avvincente, grazie alle sue descrizioni dettagliate del periodo storico e alla forte divisione sociale.

È un noir che mette in luce un periodo molto difficile, nel pieno della Grande Depressione, popolato da uomini che, pur essendo tornati fisicamente integri dalla Prima guerra mondiale, nascondono ferite profonde a livello psicologico.

Il libro affronta anche temi disturbanti come l’abuso sui bambini, l’incesto e i maltrattamenti, rappresentando una vera e propria discesa agli inferi, dove ciascuno cerca di trovare, quando può, un proprio raggio di sole.
Eppure, in tutta questa oscurità, ci sono lampi di luce, soprattutto nei due protagonisti: non si lasciano corrompere e affrontano le indagini con impegno e tenacia, senza pregiudizi.

Nel corso del romanzo, attraverso flashback e scene ambientate nel presente, impariamo a conoscere Dreghorn: il bullismo subito da bambino, la scoperta della boxe grazie a Sir Iain Lockhart, suo mentore e suocero di Geddes, e il suo costante sforzo di restare integro in un mondo corrotto.

Per questo motivo vengono incaricati di indagare sull’omicidio di Charles Geddes, genero di Sir Lockhart, uno degli uomini più potenti del Paese. Tuttavia, Dreghorn continua a cercare l’assassino del bambino dei quartieri popolari, rifiutando di dare maggior valore alla vita di un ricco rispetto a quella di un povero.

Cresciuto nei quartieri poveri di Glasgow, Dreghorn conosce bene il funzionamento delle gang e, in cambio di informazioni fondamentali per la sua indagine, stringe un patto con Billy Grievson, capo di una gang protestante, accettando di trovare sua sorella Sarah. Questa missione lo conduce all’orfanotrofio di Trinity Village, dove scopre legami inaspettati con l’omicidio nei “quartieri alti”.

Robbie Morrison

Robbie Morrison è nato a Helensburgh, in Scozia, ed è cresciuto a Renton, Coatbridge, Linwood e Houston.

Ha legami familiari con la cantieristica navale a Glasgow da quattro generazioni ed è una fonte di ispirazione per la serie Jimmy Dreghorn.

“Edge of the Grave” “Sull’orlo del baratro”, il primo romanzo di Jimmy Dreghorn, ha vinto il Bloody Scotland Debut Crime Novel of the Year, è stato selezionato per il Crime Writers’ Association Historical Dagger e il Fingerprint Awards Debutto libro dell’anno, e selezionato per la Historical Writers’ Association Debut Crown.

I personaggi descritti da Robbie Morrison si muovono per Glasgow inseguendo ogni pista, anche quando ciò li espone a pestaggi, coltelli puntati alla gola e pugni che arrivano da ogni parte.

Siamo tutti sull’orlo del baratro’, così il capitano Lockhart si rivolge alle truppe la mattina del primo assalto a cui prende parte. Alcuni di noi ci cadono dentro, altri ci vanno di proposito, altri ancora vengono spinti. Ma il baratro è lì, che ci aspetta tutti. Quello che conta è il modo in cui lo affrontiamo.

Sull’orlo del baratro è un tuffo immersivo in una città che annaspa, fatica a stare a galla, mentre i suoi abitanti cercano disperatamente, con le poche forze rimaste, di sopravvivere.

Due poliziotti dal forte senso morale lottano contro corruzione, falso perbenismo e residui di gang, cercando di restituire una speranza a chi l’ha persa da tempo, impegnandosi a non cadere “sull’orlo del baratro”.

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