Recensione di Monica Truccolo
TRAMA
Edna Silvera, sessant’anni di misantropia e una carriera da brillante storica dell’arte e restauratrice, è intenzionata a godersi al meglio il suo anno sabbatico: nella sua casa in mezzo al verde delle colline liguri, circondata solo da antichi dipinti, buffe galline dai nomi altisonanti e dal suo gatto Cagliostro.
A scombinarle i piani piomba l’invito della sua vecchia amica Antonia che la prega di raggiungerla a Napoli per aiutarla in un seminario all’università. Caso vuole che, non appena mette piede in città, proprio Antonia resti coinvolta in un’indagine di omicidio come principale sospettata quando un uomo noto come paladino della moralità e legato agli ambienti della Curia viene ucciso in circostanze poco chiare.
Edna non ha alcun dubbio che la sua amica sia innocente, perciò non le resta che collaborare con l’ispettore incaricato di scoprire chi ha ucciso la vittima per scagionarla. Tra antiche chiese, palazzi decadenti e santini trafitti, Edna dovrà farsi strada oltre scomode verità e ingiustizie sommerse, in una città che non dimentica – ma che sa perdonare.
«Questa con gli occhietti a palla è Bette Davis, la Garbo, Marilyn.» Edna le indica a una a una con il mento. «La rossa laggiù è Rita Hayworth, e la scarmigliata con l’aria di chi non le manda a dire è la Magnani…» «E la pettoruta che sculetta?» «Ah, quella è la Lollo.»
In Delitto in Bianco, Edna Silvera, storica dell’arte, restauratrice e professoressa, decide di concedersi un anno sabbatico per godersi un periodo di relax nella sua casa tra le colline liguri, in compagnia del gatto Cagliostro e delle sue galline.
I suoi piani, però, vengono stravolti da una telefonata di Antonia Longo, vecchia amica e collega napoletana, che la invita a tenere un seminario a Napoli, presso la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici.
Edna accetta con entusiasmo: Antonia le manca, e sarà l’occasione perfetta per trascorrere qualche giorno insieme.
Edna chiude la zip del trolley e afferra la giacca, sotto lo sguardo giallo di Cagliostro, piantato davanti alla porta come un menhir. «Quanto sei noioso. Verrà Ernesto a nutrire sia te sia le sette scalmanate del pollaio, e sarai il padrone dell’intero maniero, come del resto fai già, quindi levati quel cipiglio da Gandalf al grido di “tu non puoi passare”.
Appena arrivata a Napoli, Edna assiste a un acceso litigio tra Antonia e Melardo Fusco, all’interno di Palazzo Cafiero, nel centro storico, dove entrambi, seppure con ruoli diversi, sono coinvolti nei lavori di ristrutturazione.
Quella stessa notte, all’alba, il corpo di Melardo viene trovato senza vita: tutto fa pensare che sia stato spinto giù dal ponteggio più alto.
A occuparsi delle indagini è l’ispettore Gianfranco Renó, un piemontese trasferitosi a Napoli.
La principale sospettata è proprio Antonia, che finisce agli arresti domiciliari. A questo punto, spetta a Edna fare di tutto per scagionare l’amica.
«Melardo Fusco è stato ritrovato nell’androne del palazzo. Morto. Precipitato giù dai ponteggi.» «Ma non è quello che…» «Esatto, un volo di dieci metri per schiantarsi sul pavimento tra le balaustre appena restaurate. Proprio come ha minacciato di fargli Antonia, solo poche ore fa.»
Delitto in bianco è un romanzo avvincente, ricco di ironia e costruito con intelligenza, che si distingue per un finale sorprendente, capace di lasciare il lettore senza fiato.
La storia cattura fin dalle prime pagine, alternando con abilità momenti di humor pungente, tensione da giallo e intensi passaggi emotivi.
Una commedia noir elegante, attraversata da un sarcasmo sottile e intelligente, che conquista per raffinatezza e profondità.
La scrittura di Valeria Corciolani è brillante, colta e precisa, arricchita da dialoghi rapidi, taglienti e pieni di energia. La narrazione risulta così ancora più dinamica e coinvolgente. Il ritmo serrato e incalzante trasforma ogni pagina in un’esperienza di lettura irresistibile
«E poi il bianco nasce snob fin da subito, non si può ottenere mescolando gli altri colori e qualsiasi cosa gli venga aggiunta si intorbidisce. Un tipo un po’ spocchioso e bastevolmente tirannico, insomma, neppure troppo simpatico, sarà perché è associato al potere e alla ricchezza.»
Sarà Gualtiero, ex magistrato a Napoli, ora in pensione, a guidare Edna passo dopo passo. Non solo per far luce sull’omicidio di Fusco, ma anche per affrontare un’altra vicenda rimasta irrisolta da vent’anni, destinata a sorprendere i lettori.
«Non ti facevo una da quarto d’ora accademico» l’accoglie Gualtiero Lanza, facendole segno dal tavolino del dehors. «Se è per questo neppure io, credimi» espira Edna, lasciandosi cadere sulla sedia accanto.
Sullo sfondo, una Napoli inaspettata e autentica.
La Corciolani rivela grande sensibilità nel cogliere ogni sfumatura di una città difficile da comprendere e interpretare, persino per chi la abita.
Una città complessa e sfuggente, ma anche magnifica, intrisa di storia, spirito e cultura.

Valeria Corciolani
Valeria Corciolani è nata e vive a Chiavari.
Laureata all’Accademia di Belle arti di Genova, è scrittrice e illustratrice.
Tra i suoi libri ricordiamo Lacrime di coccodrillo (2010), Il morso del ramarro (2014) e la serie della colf e l’ispettore, inaugurata nel 2017 con Acqua passata.
Per Rizzoli ha pubblicato Con l’arte e con l’inganno (2021) e Di rosso e di luce (2022).
Delitto in bianco di Valeria Corciolani è un giallo da assaporare con calma, lasciandosi trasportare tra chiese, monumenti, panorami mozzafiato e capolavori d’arte.
Tra segreti oscuri, traffici inconfessabili, colori vividi e un passato che reclama attenzione, sarà proprio il bianco a guidare Edna nel ricomporre i frammenti di una commedia nera, sorprendente e imprevedibile.
Allunga il collo per gettare uno sguardo oltre la balaustra della terrazza: in questa luce piatta Napoli si stende fino al mare senza ombre o rilievi.
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