Se tu non ridi più di Barbara Perna

Se tu non ridi più Salotto Giallo

Recensione di Claudia Pieri

TRAMA

“Non sono più un avvocato.” Amalia Carotenuto lo ripete da anni, eppure nessuno ha dimenticato i casi che hanno fatto di lei uno degli avvocati migliori di Napoli, pronta a gettarsi nel fuoco per difendere un innocente. Ma ormai quel passato è chiuso in una cella carceraria insieme a un dolore immedicabile e a una colpa che Lia non può perdonarsi, e della sua passione per il diritto sono testimoni solo gli studenti dell’università dove ora insegna.

Un giorno di primavera, però, il corpo di una giovane donna viene ritrovato nel Parco della Rimembranza e il destino vuole che quella donna sia molto vicina alla sola persona capace di portare un po’ di allegria nella vita di Lia: Cetta Caracciolo, travolgente incarnazione della più esuberante femminilità partenopea nonché figlia della principessa Matilde Brancaccio vedova Caracciolo. E se sono Cetta e la sua nobilissima madre a chiederle di indagare, Lia non può tirarsi indietro.

Sarà così che – affiancata dal suo fido assistente Picchio Malatesta, tassista per necessità e investigatore privato per vocazione – Lia si avventurerà tra i pettegolezzi e le scabrose verità dell’alta borghesia campana, dentro il dolore silenzioso di una famiglia, attraverso passioni e ossessioni con cui è giunto anche per lei il momento di fare i conti.

Tra le sontuose dimore di Posillipo e il carcere di Poggioreale, Barbara Perna mette in scena le vicende di una dinastia di imprenditori della pasta e un delitto che sembra spegnere ogni sorriso. In queste pagine l’irresistibile verve brillante di cui è maestra si mescola però alla narrazione di un’umanità dolente, dominata dalle passioni, incapace di perdono

Se tu non ridi più, il mio dolore è gioia

è questo verso della Medea di Euripide a ispirare il titolo dell’ultimo romanzo di Barbara Perna.

Dopo la fortunata serie con protagonista Annabella Abbondante, l’autrice torna in libreria con una nuova figura femminile: Amalia Carotenuto, detta Lia.

Regina indiscussa del cosy crime, in queste pagine la Perna, pur senza rinunciare alla vena ironica e brillante che la contraddistingue, affronta, e vince, la sfida di dar vita a una storia intensa e ricca di spessore, grazie alla profondità delle tematiche che permeano tutta la narrazione.

Se tu non ridi più è un romanzo che, fin dalle prime battute, ha tutto ciò che serve per affascinare il lettore.

L’intreccio è ben congegnato, solido e denso di significato, costruito e portato avanti con grande coerenza narrativa.

La storia si svolge a Napoli, dove

il Vesuvio, silenzioso, immobile, stringe la città in un abbraccio struggente, potenzialmente mortale.

Con maestria, l’autrice accosta ambientazioni in apparenza inconciliabili: la Napoli bene, teatro dell’omicidio, e il duro spaccato di vita carceraria, con tutto ciò che ne consegue, dalle dinamiche di potere dietro le sbarre al codice d’onore che regola i rapporti tra detenuti.

I personaggi sono vivi, credibili, capaci di restare impressi.

Su tutti la protagonista, Lia, che ripete come un mantra, quasi a volersene convincere:

Da oggi non sono più un avvocato

Ma Lia, proprio come Napoli, è “mille culure”:

avvocato:

La più brava di sicuro. La più intuitiva e coraggiosa

amica:

Crocetta è il suo angolo di felicità. È l’unica che sappia regalarle un po’ di leggerezza. E solo Dio sa quanto Lia ne abbia bisogno

docente:

Dopotutto lei è la professoressa di diritto penale. Quella severa e anche un po’ stronza. Non può perdere questa fama per un po’ di tenerezza

madre, sopraffatta dal senso di colpa e dal dolore:

Ha passato la sua vita a difendere la libertà e i diritti altrui, però non ha saputo insegnare a suo figlio l’importanza dei limiti e dei doveri

Ogni aspetto della sua personalità emerge nitido tra le righe grazie all’importante lavoro di caratterizzazione dell’autrice che non si esaurisce con Lia, ma ci regala altri personaggi indimenticabili come Cetta che

quando si mette in testa una cosa, è cassazione. Na capa tosta esagerata

e Picchio

Fare il tassista non gli dispiace. È un lavoro indipendente, si ha parecchio tempo per pensare. E si imparano un sacco di cose di questa città, delle persone che la abitano, delle persone che la attraversano per caso. Sì capisce tanto anche della vita. E per fare il suo lavoro, quello vero, queste cose sono indispensabili.

Lo stile di scrittura è brillante e versatile: ironico e divertente nei momenti giusti, ma anche riflessivo e profondamente umano.

Barbara Perna

Barbara Perna è un’autrice italiana.

Il superamento del Concorso in Magistratura nel 1998 le ha brutalmente stroncato una (forse) brillante carriera come attrice teatrale comica.

Ha svolto il ruolo di giudice tuttofare un po’ in giro per l’Italia ma il suo cuore è rimasto in Toscana nel piccolo Tribunale di Montepulciano dove ha lavorato per cinque anni prima di trasferirsi a Roma.

Scrive per passione, lavora per dedizione, legge per autodifesa.

E viaggia molto, soprattutto con la mente.

Per Giunti ha esordito con il romanzo Annabella Abbondante. La verità non è una chimera (2021) pubblicando poi Annabella Abbondante. L’essenziale è invisibile agli occhi (2022) – vincitore del Premio NebbiaGialla 2023 – e Annabella Abbondante. Il passato è una curiosa creatura (2024).Nel 2025 esce per Bompiani, Se tu non ridi più.

La prosa di Barbara Perna è immersiva e sensoriale: bastano poche righe per ritrovarsi dentro la storia, dalla quale è difficile staccarsi.

I suoni, come il ticchettio dei passi:

con quegli inconfondibili passetti brevi e nervosi, in perfetto equilibrio sulle sue décolleté tacco dodici

e gli odori, come quello di una cucina invasa dal profumo di pasta e patate (Lia è anche una brava cuoca!) evocano un mondo tangibile e concreto.

Il merito è anche dei dialoghi, capaci di restituire il ritmo della vita vera, e di quella nota inconfondibile di ironia e vivacità che contraddistingue lo stile dell’autrice.

Con sapienza, la Perna dosa le informazioni, disseminando indizi e dettagli che incuriosiscono e invitano il lettore a ricomporre il puzzle. E così, la storia personale di Lia affiora un poco alla volta, nei dialoghi con Cetta, con Picchio, con Di Giacomo e si interseca con quella relativa all’indagine.

Se tu non ridi più non è soltanto un giallo avvincente e imprevedibile, ma un romanzo corale e di ampio respiro che mette il lettore di fronte a interrogativi profondi, aprendo a riflessioni sul valore del perdono, sulla giustizia intesa come strumento di redenzione, e su cosa significhi davvero essere madri:

In quale momento del tempo quel bambino ha imboccato la via che porta fino a qui? E lei dov’era? Lei dove cazzo era?

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