Recensione di Monica Truccolo
TRAMA
È il 1993, e il breve tempo di questa storia trasformerà il mondo della musica, dello sport e della politica. Nanni Settembrini è una giovane guida di ostinate speranze, sempre dalla parte del torto per principio.
La chiamata di intervento in un pomeriggio di mezza estate lo mette al muro. Non si tratta di ritrovare un turista maldestro o un escursionista sfortunato, ma una ricercata in fuga: Sara Piras, trentenne infermiera accusata di tentato omicidio, è stata avvistata in alta Valle d’Aosta e probabilmente sta cercando di far perdere le tracce tra le cime del Monte Bianco.
Nanni parte con i soccorritori, setaccia sentieri e nevai, batte le piste su e giù per il massiccio. Tutto inutile: la fuggitiva pare svanita nel nulla. Nelle settimane che seguono, Sara Piras scivola in fondo alle pagine di cronaca e alle priorità delle Forze dell’ordine… ma Settembrini insiste.
A togliergli il sonno non è tanto dove sia, quanto che cosa nasconda: perché ha assalito il primario dell’ospedale? Come mai l’ha soccorso dopo averlo pugnalato? Gli indizi che pian piano emergono non portano risposte ma un’altra domanda: e se Sara non fosse il mostro che tutti dipingono? Intanto, tra le mura di casa altre scosse esistenziali agitano Settembrini, a iniziare dal rapporto con Clara intorno a una decisione che cambierà le loro vite per sempre.
Torna Nanni Settembrini, la guida alpina e il soccorritore già protagonista di Una coperta di neve e La discesa infinita, questa volta con un’avventura ambientata durante la sua giovinezza, quando era più avventato e intransigente, ma come sempre ossessionato dal mistero più grande di tutti: l’anima degli esseri umani.
Con La bandita, Enrico Camanni ci offre un romanzo che fa tornare alla mente il ritornello di una vecchia canzone: adattandolo al libro, potremmo dire che certe situazioni fanno giri immensi… e poi si ripresentano.
Era stanca, quella sera. Ogni sera. Lavorava fino a stordirsi e dopo il turno scivolava a casa inseguendo l’oblio.
Sara Piras, giovane infermiera, fugge sulle montagne valdostane dopo aver accoltellato il primario del reparto in cui lavora. Lo pugnala, ma poi torna indietro, lo medica e gli salva la vita. Poi scappa tra le montagne, scompare nel nulla.
La guida alpina Giovanni Settembrini, detto Nanni, continua a cercarla anche quando nessuno ne parla più. Scoprire dove sia e perché sia fuggita lo porterà a mettere in discussione sé stesso, le sue relazioni e il suo futuro. Perché niente è come sembra.
Si guardò le dita rossastre: era il sangue di lui, ma l’aveva fatto lei. Teneva ancora il tagliacarte nella destra, mentre con la sinistra tamponava l’emorragia.
La bandita è un romanzo che cattura il lettore fin dalle prime righe, mantenendo alta l’attenzione grazie a una scrittura fluida, un ritmo incalzante e una struttura ricca di immagini evocative.
Nanni Settembrini è un uomo che, per mestiere, cerca i dispersi e salva chi si trova in pericolo tra le montagne. Ma, al di là del suo ruolo professionale, è prima di tutto un cittadino e un alpinista appassionato. I montanari lo chiamano affettuosamente “il torinese”, per ricordargli che, pur vivendo tra le montagne, non è uno di loro.
Quando una persona scompare, suo malgrado, Settembrini si trasforma in investigatore, perché sa che in quei momenti ogni secondo conta, e la sua determinazione può fare la differenza tra la vita e la morte.
«Tieniti pronto, torinese» disse Bareux, capo del Soccorso Alpino. «Che c’è, Ivan?» «Hai letto della pazza con il tagliacarte, l’infermiera sarda?» «Sì, Sara Piras, mi pare.» «Esatto: l’hanno vista questa mattina all’area di servizio di Châtillon. Guida una macchina amaranto piuttosto scassata.»

Enrico Camanni
Enrico Camanni è nato a Torino nel 1957.
Scrittore, giornalista e alpinista, divide la passione per la montagna con quella per la scrittura.
Ha diretto alcuni giornali e scritto molti libri. Collabora con “La Stampa” in cronaca e cultura.
Per Mondadori ha pubblicato Una coperta di neve (2020), La discesa infinita (2021), entrambi nel Giallo Mondadori e sempre con protagonista la guida alpina Nanni Settembrini, Se non dovessi tornare (Mondadori Strade blu, 2023), e, negli Oscar, Trilogia alpina. Le prime tre indagini di Nanni Settembrini (2025).
Enrico Camanni ha un talento speciale nel farci vivere l’esperienza dei personaggi, offrendo punti di vista sorprendenti sulle reazioni e sui comportamenti umani, sia a livello individuale che collettivo.
È un viaggio emozionante che stimola la riflessione, coinvolgendo il lettore in un crescendo di tensione e di introspezione, lasciandolo con il desiderio di scoprire cosa si nasconde davvero dietro le apparenze.
Con la tensione alle stelle, strafatti di adrenalina, puntavano al pianoro intonso dove si scorgeva la figura esile della ragazza china sugli strumenti di primo soccorso, e poi in piedi con il capo alzato e il collo teso verso di loro. Catia era l’approdo. La salvezza.
Un noir avvincente e coinvolgente, una storia che appassiona, arricchita da descrizioni dettagliate ma mai ridondanti, che trasmettono la passione e l’amore per la montagna, elementi che permeano ogni pagina.
Gli intrecci ben congegnati e i dialoghi efficaci rendono questo libro un ottimo esempio di romanzo ambientato in uno scenario montano suggestivo, capace di affrontare temi di mistero, passione e meraviglia.
Tutto si svolge immerso nella splendida scenografia alpina, valorizzata dal profondo amore di Camanni per l’alpinismo.
I libri della serie che hanno come protagonista Nanni Settembrini sono tutti autoconclusivi, ma la vita personale dei personaggi principali evolve nel corso dei romanzi.
Con La bandita, Enrico Camanni conferma la forza narrativa di una serie che sa emozionare senza mai perdere di vista il cuore umano che pulsa dietro ogni enigma.
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