In too deep di Lee e Andrew Child

In too deep Salotto Giallo

Recensione di Barbara Terenghi Zoia

A cura di Barbara Terenghi Zoia

Per la rubrica Salotto International parliamo di In too deep, il nuovo libro di Lee Child in uscita, nelle librerie italiane, il 24 giugno, per Longanesi con il titolo di Senza uscita.

TRAMA

Non aveva idea di dove fosse. Né di come ci fosse arrivato. Qualcuno, in ogni caso, doveva averlo portato lì. E ammanettato. E chiunque lo avesse fatto se ne sarebbe pentito. Su quello non c’erano dubbi.

Jack Reacher apre gli occhi e scopre di essere immerso nel buio, da solo. È disteso, e quello che sente sotto di sé non è un letto. Non è nemmeno un pavimento. È qualcosa di freddo e liscio, e il gelo gli si sta insinuando sotto la pelle, lungo la schiena. E poi, avverte un dolore lancinante al polso.

Il suo inferno non si è ancora disvelato del tutto: per capire cosa gli sta succedendo deve fare appello alla memoria, ma i ricordi sono offuscati.

Reacher non sa di aver chiesto un passaggio, un’ora prima, e non sa che l’auto su cui era salito è finita fuori strada sbattendo contro un albero. L’uomo che lo tiene in ostaggio rivela a Reacher che l’autista, morto sul colpo nell’incidente, era un suo amico, ed è convinto che Reacher sia responsabile dell’accaduto. Per questo motivo lo tiene prigioniero e ha intenzione di farlo parlare a qualsiasi costo, ricorrendo a ogni tipo di tortura.

Jack Reacher potrà aver perso la memoria, ma non il suo senso di giustizia, ed è pronto a ribaltare la situazione. Come solo lui sa fare…

In Too Deep è la nuova avventura con protagonista Jack Reacher, attesa puntualmente ogni anno dai suoi fan.

L’introduzione della scrittura di Andrew Child a supporto del fratello Lee è ormai una realtà consolidata, ma in questo romanzo risulta evidente, fin dalle prime righe, che Andrew sta assumendo sempre più il controllo creativo della serie.

L’apertura di In Too Deep presenta infatti un Jack Reacher del tutto inedito: ferito e ammanettato a un tavolo, o forse a un letto.
Non ha memoria di quanto accaduto: ricorda soltanto di aver chiesto e ottenuto un passaggio in auto, poi un incidente… e nulla più.
La sua memoria a breve termine non gli fornisce altri elementi: si risveglia con un forte mal di testa, un polso rotto pulsante, e nessuna idea di come sia finito lì, ammanettato.

Jack Reacher è un uomo imponente, ex maggiore della polizia militare dell’esercito americano, pluridecorato, che ha lasciato il servizio all’età di 36 anni.
Viaggia senza una meta precisa attraverso gli Stati Uniti, spostandosi di solito in autobus o facendo l’autostop, come in questo caso.
Eppure, qualcuno è riuscito a trasportarlo dal luogo dell’incidente al posto in cui si risveglia, per poi imprigionarlo.

Un’altra novità interessante è l’introduzione del co-protagonista Ivan Vidic, che inizialmente appare come un soccorritore, colui che ha estratto Reacher dall’auto incidentata.

Tuttavia, è proprio lui ad averlo ammanettato.
Dopo un breve scambio di battute, Vidic gli chiede aiuto, ma Reacher è indeciso: può fidarsi di lui?

In questa nuova avventura, Jack Reacher appare inizialmente più introspettivo, cauto e segnato da vuoti di memoria che incidono sul suo consueto approccio diretto e risoluto.

Si tratta di una caratterizzazione in parte inedita, che potrebbe sorprendere i lettori abituali, che conoscono un Reacher sempre lucido e pronto ad affrontare ogni situazione senza esitazioni.

Tuttavia, tale scelta narrativa si inserisce in un contesto coerente con lo sviluppo della trama e contribuisce ad arricchire la complessità del personaggio, evidenziandone anche la vulnerabilità.

I personaggi secondari, pur non avendo ruoli centrali, sono ben delineati e funzionali alla narrazione, contribuendo a creare un crescente senso di tensione e incertezza.
Questa nuova costruzione narrativa dona inoltre, come accennato, maggiore profondità e spessore al personaggio di Reacher: le sfide che affronta appaiono ora più complesse, sia sul piano fisico che su quello mentale.

A noi lettori non resta che godere di questa nuova versione di Jack Reacher, che si conferma, puntualmente, l’unico eroe “normale” e affidabile: anche ferito e disorientato, non perde mai di vista i suoi obiettivi, aiutare chi è in difficoltà e fare la cosa giusta sempre, a qualsiasi costo.

Lee Child

Lee Child, pseudonimo di James R. Grant, è uno scrittore britannico di thriller.

Dopo aver lavorato per vent’anni come autore di programmi televisivi, nel 1997 ha deciso di dedicarsi alla narrativa. Il suo primo romanzo, Zona pericolosa, vince l’Anthony Award per la miglior opera prima; il suo secondo romanzo, Destinazione Inferno, vince il W.H. Smith Thumping Good Read Award.

Nel 1998 si trasferisce negli Stati Uniti. Vive tuttora a New York City.

I suoi romanzi hanno tutti come protagonista il personaggio di Jack Reacher, un ex ufficiale della polizia militare statunitense che, dopo aver lasciato l’esercito, decide di iniziare una vita di vagabondaggi attraverso gli Stati Uniti, libero dai vincoli e dai condizionamenti del “sistema”.

In Too Deep – Senza uscita di Lee e Andrew Child è, in definitiva, un capitolo che segna una leggera evoluzione nella serie, con un Reacher più riflessivo ma sempre fedele ai suoi principi.

Andrew Child

Andrew Child, fratello minore di Lee Child, è autore di nove thriller firmati come Andrew Grant.

Nato a Birmingham, vive in Wyoming con la moglie, la scrittrice Tasha Alexander. 

Consigliato sia ai lettori affezionati, che ritroveranno l’essenza del personaggio, sia a chi si avvicina per la prima volta alla saga, grazie a una narrazione solida e accessibile.

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