Madam Tarot di Lee Sua

Madam Tarot Salotto Giallo

Recensione di Alessandra Isabella Spanò

TRAMA

Il mondo in cui vivevo prima era finito. Ora mi toccava iniziare una nuova partita a nascondino con l’assassino. Vince chi trova per primo mia sorella. Cho Seoran non vede la sorella minore da dieci anni, da quando la ragazzina è fuggita di casa. Però di una cosa è sicura: non è Seohee la donna nella foto che le mostra la polizia, uccisa con dieci coltelli piantati nella schiena, come la loro madre anni prima, e come è disegnato sulla carta del Dieci di Spade dei tarocchi.

Seoran conosce bene gli Arcani: per cercare di rintracciare la sorella, infatti, ha frequentato a lungo i quartieri a luci rosse fingendosi cartomante. Finora è stato tutto inutile, ma adesso sa di non avere più tempo: deve scoprire dov’è Seohee prima che l’assassino si accorga dell’errore, e torni per finire il lavoro. Inizia così il suo viaggio, il viaggio del Matto.

Madam Tarot di Lee Sua (edizione originale coreana 2021) si presenta come un’opera ibrida e profondamente stratificata, al crocevia tra il mistero gotico e il romanzo psicologico.

Pubblicata in un momento storico in cui la narrativa asiatica contemporanea si sta imponendo nel panorama globale con una forza originale e perturbante, Madam Tarot di Lee Sua si distingue per l’abilità con cui intreccia simbolismo esoterico, critica sociale e narrazione interiore. La protagonista eponima, una cartomante enigmatica che vive e opera ai margini di una realtà sospesa tra l’ordinario e l’arcano, incarna l’ambivalenza della narrazione, offrendo al lettore uno specchio oscuro in cui riflettere la complessità dell’identità, del destino e della percezione della realtà.

Madam Tarot si colloca in una zona liminale tra generi, ma il suo impianto principale si riconosce nel gotico contaminato da elementi del fantastico e della narrativa filosofica. La presenza di dispositivi simbolici – in particolare i tarocchi – opera come meccanismo generatore di senso e struttura.

Tuttavia, la sua declinazione intimistica e l’approccio psicologico alla costruzione della protagonista ne fanno anche un’opera profondamente legata alla letteratura di introspezione. Non mancano elementi del poliziesco decostruito, con un’indagine che non mira alla scoperta di un colpevole, ma all’esplorazione della verità come concetto evanescente e manipolabile.

Lee Sua costruisce un universo sospeso, intriso di simbolismo e allegorie, in cui la realtà tangibile si intreccia costantemente con una dimensione metafisica. L’ambientazione urbana, dai tratti vagamente distopici e fortemente simbolici, funge da specchio deformante della psiche collettiva.

I luoghi – la bottega di Madam Tarot, la piazza vuota, il quartiere delle ombre – non sono mai semplici spazi narrativi, ma veri e propri personaggi silenziosi, dotati di volontà e memorie proprie.

La cosmologia narrativa di Madam Tarot si sviluppa attraverso un elaborato sistema di corrispondenze simboliche tra tre livelli di realtà: il mondo ordinario della Seoul contemporanea, lo spazio della bottega della cartomante, e la dimensione metafisica evocata dalle carte dei tarocchi. Lee Sua costruisce questi tre piani attraverso una sapiente manipolazione della focalizzazione narrativa e della temporalità, creando una complessa architettura in cui ciascun livello riflette e commenta gli altri. Peraltro, Lee Sua reinterpreta l’iconografia tradizionale dei tarocchi integrandola con elementi della mitologia coreana.

Tra i nuclei tematici dominanti in Madam Tarot spiccano il destino, la costruzione della realtà, la memoria e la verità come narrazione.

Lee Sua

Lee Sua, nome d’arte di Lee Kanghyun, è autrice di romanzi e sceneggiature per la tv, ha scritto tra gli altri la serie Netflix horror “Goedam” e il web drama “The Mermaid Prince: The Beginning”.

Fa parte dell’Associazione dei giallisti coreani. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui nel 2015 sia il Premio di Eccellenza per la sceneggiatura del drama storico “Le cronache della guerra di Hwajeon” sia il Gran Premio per quella di “Her Face”.

Nel 2017 ha vinto il NEW Creator Award all’E-IP Pitching dell’Asian Film Market del Busan International Film Festival per il web novel Detective Hongryeon.

Nel 2021 ha pubblicato Madam Tarot che è stato selezionato per il Creative Talent Development Program organizzato dal Korea Creative Content Agency.

Lee Sua esplora il concetto di identità come palinsesto: non esiste un sé autentico, ma solo narrazioni sovrapposte, modificate dall’interpretazione. Madam Tarot è anche una riflessione sul potere della parola. La lettura dei tarocchi diventa metafora della narrazione letteraria, con l’autrice nel ruolo della cartomante che mostra al lettore un possibile senso, mai definitivo.

Si affronta il trauma – sia individuale che collettivo – come una frattura che si manifesta nella narrazione discontinua. La questione del tempo – ciclico, simbolico, interiore – è centrale, così come il rapporto tra libero arbitrio e predestinazione.

Lo stile di Lee Sua è denso, lirico e intriso di un’attenzione quasi ossessiva per il dettaglio simbolico. Il registro alterna momenti di prosa poetica a sequenze dialogiche rapide e disorientanti. Lee Sua fa largo uso di anafore, sinestesie, e costruzioni paratattiche che generano un senso di ipnosi testuale.

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