Recensione di Monica Truccolo
TRAMA
Dimmi che non vuoi morire di Stefania Crepaldi
Chioggia. Mentre la nebbia, con tempismo perfetto, invade la laguna nella notte di Halloween, Fortunata è china su un cadavere. Nessun macabro scherzo però, è soltanto il suo lavoro: sta truccando il viso di un’anziana signora per il funerale che si terrà di lì a poche ore.
A dire il vero la ragazza ha sempre desiderato un destino diverso, magari come pasticciera o come cuoca in un grande ristorante, ma suo padre ha bisogno di lei nell’impresa funebre di famiglia e farebbe qualunque cosa pur di rimandare i sogni della figlia.
Il giorno dopo, Fortunata riceve una chiamata d’urgenza. Il suo padrino Dante Braghin, colonnello della Guardia di Finanza, deve darle due notizie. La prima: c’è una giovane donna, soffocata nell’incendio di una fabbrica, e vorrebbe che fosse lei a occuparsi del trasporto in ospedale.
La seconda, ben peggiore: il loro comune amico, l’agente Vito Sabelli, l’uomo che più volte le ha spezzato il cuore, è di nuovo operativo. Sono i segni inequivocabili che altre disgrazie stanno per scombussolarle la vita, quando il suo unico desiderio sarebbe quello di sfornare pasticcini e rendere felici gli altri.
Mescolando le atmosfere cupe del noir con quelle brillanti della commedia, Stefania Crepaldi costruisce un’indagine ricca di sorprese che ha come oggetto i contrasti, le speranze, le insicurezze che accompagnano chiunque cerchi di dare una direzione alla propria esistenza.
Le persone che escono dalla nostra agenzia di pompe funebri le riconosci subito: hanno il passo strascicato, lo sguardo basso, il peso del dolore a incurvare le spalle.
Fortunata è la protagonista di Dimmi che non vuoi morire, una ragazza piena di contraddizioni che vive tra due mondi opposti.
Di giorno, lavora come tanatoesteta presso l’agenzia di pompe funebri del padre, Emilio, un lavoro che non rispecchia affatto il futuro che vorrebbe. La sua vera passione è la cucina dove ama creare torte e dolci: un’arte che la riempie di gioia e soddisfazione. Appena possibile, si rifugia nella pasticceria dell’amico Mario, dove ha imparato i trucchi del mestiere e si scatena in composizioni dolciarie. Per Fortunata, ogni dolce è un modo per esprimere sé stessa, per trovare un po’ di felicità tra le contraddizioni della vita e per regalare un sorriso a chi assapora le sue creazioni.
Mentre le mani agiscono, l’unica cosa che desidero è finire, fare una doccia e scappare da Mario. Niente come l’effluvio del pan di Spagna alla vaniglia appena sfornato riesce a rimettere nella giusta prospettiva un’intera giornata.
Questa capacità, unita al suo spiccato fiuto investigativo, si rivelerà molto utile per Fortunata in questa nuova avventura, perché verrà ancora una volta coinvolta dal colonnello della Guardia di Finanza Dante Braghin, grande amico di suo padre. Braghin e Vito Sabelli, un agente sotto copertura, devono raccogliere prove per smantellare un grosso giro di usura e hanno bisogno di lei come infiltrata.
Il telefono mi rimanda un suono di disapprovazione emesso da Dante Braghin, colonnello della guardia di finanza. Da qualche mese a questa parte, più che risolvere i miei problemi come ha sempre fatto, sta diventando un vero e proprio incubatore di rogne. «Devi venire qui. Ora».
Dimmi che non vuoi morire è un romanzo avvincente e unico nel suo genere, che mescola abilmente elementi di noir e cosy crime con una trama originale e personaggi singolari.
La protagonista, Fortunata, è un personaggio affascinante e complesso, intrappolato tra le aspettative del padre e il sogno di diventare pasticciera. Questo conflitto interiore è molto accentuato, e si percepisce chiaramente attraverso le sue emozioni, ben delineate, che rendono il personaggio ancora più autentico e coinvolgente.
«Non posso permettere a mio padre di decidere per la mia vita. Lo sta già facendo da troppo tempo e sono esausta. Quando ho scoperto che aveva chiesto in prestito tutti quei soldi…»
Fortunata non può rifiutarsi di aiutare nelle indagini, e così la vedremo in veste di chef/detective, alle prese con un ristorante dove lavorerà sotto copertura. Questa esperienza le permetterà non solo di soddisfare la sua passione per la pasticceria, ma anche di attirare l’attenzione di un personaggio coinvolto nel malaffare, che la assumerà come cuoca per la propria famiglia. Dovendo dividersi tra due lavori, Fortunata avrà l’opportunità di passare informazioni cruciali a Dante e Vito, aiutandoli a smantellare una rete di usurai e a salvare anche l’azienda di famiglia. La sua avventura sarà ricca di momenti di suspense, paura e sconforto, ma anche di speranza e determinazione.
Varco la soglia della casa signorile in Campo San Polo, il cuore che batte forte sotto il peso dell’emozione e dell’ansia. Il portone, in legno massiccio decorato con borchie di ferro, si chiude alle mie spalle con un tonfo sordo.
Sullo sfondo di Dimmi che non vuoi morire si staglia un paesaggio lagunare avvolto nelle brume di novembre, che si sposta tra Chioggia e Venezia.
È come se si percorressero canali e calli nascosti nella nebbia, con le imbarcazioni che scivolano silenziose sulle acque della laguna. L’odore salmastro sembra uscire dalle pagine, avvolgendo il lettore in un’esperienza immersiva. È in questa atmosfera che si muove la protagonista, spesso accompagnata da una sensazione di solitudine. Tuttavia, sta finalmente trovando lo spazio che le spetta e che merita, in un mondo in cui gli uomini della sua vita spesso la deludono e non le sono vicini quanto lei vorrebbe.
L’aria è umida e salmastra, portata dal vento che soffia dal mare, mentre le reti dei pescatori, appese ad asciugare, oscillano piano, impregnate dell’odore di laguna. Pochi turisti si avventurano in questo angolo di Venezia, lasciando l’isola immersa in una pace interrotta solo dal suono di qualche voce nei campi o dal cigolio di una barca che si dondola sull’acqua ferma.

Stefania Crepaldi
Stefania Crepaldi è un’editor freelance e autrice italiana.
Tiene corsi di scrittura e ha pubblicato il manuale Lezioni di narrativa. Regole e tecniche per scrivere un romanzo (Audino, 2021).
Nel 2022 ha vinto il concorso letterario IoScrittore.
Ha creato la serie letteraria di Fortunata, la tanatoesteta.
Del primo romanzo della serie, edita da Salani Editore, sono stati opzionati i diritti per la realizzazione di una serie TV.
Nel 2022 esce Di morte e d’amore per IoScrittore, nel 2023 esce per Salani Morire ti fa bella.
Stefania Crepaldi con il suo stile inconfondibile ed entusiasmante, ha il dono straordinario di mescolare humor, suspense e sensibilità in modo impeccabile. Ogni pagina diventa un vero e proprio piacere: un viaggio emozionante che invita a scoprire le sfumature più profonde sia del romanzo sia dei personaggi, ognuno descritto con le proprie peculiarità. Uno stile coinvolgente, che cattura e trascina il lettore in un mondo ricco di emozioni e colpi di scena.
Forse non so ancora chi sono davvero, ma il vento sul viso mi ricorda che sono viva. E che ogni nuovo giorno è un’opportunità per scoprire chi posso diventare.
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