Recensione di Claudia Pieri
TRAMA
Firenze, oggi. Il direttore del Museo degli Innocenti viene trovato morto in una delle sale. Colpo di pistola alla tempia. Ma l’ipotesi del suicidio non convince il commissario Siciliano, soprattutto dopo la sparizione di uno dei “segni di riconoscimento”, oggetti spezzati a metà che venivano lasciati assieme ai neonati nella struttura, per poterli riconoscere qualora i genitori fossero tornati a prenderli.
Chi è la misteriosa Lucetta? Quale segreto collega una bambina abbandonata oltre un secolo prima con il defunto direttore? Sostenuto dai fedeli colleghi, la sovrintendente Alessi e l’ispettore capo Tommasi, il commissario Siciliano indaga e smuove torbide acque, incurante degli ostacoli frapposti dai suoi stessi superiori.
Riuscirà a svelare l’identità dell’assassino? E sarà sufficiente a fermare i veri colpevoli?
Quando uno si uccide, tutti si chiedono perché, ma pochi si impegnano davvero per trovare una risposta.
Tra questi pochi che fanno eccezione c’è il commissario Attilio Siciliano, protagonista de I cassetti dei sogni, uomo determinato ed equilibrato, che
non si lasciava mai influenzare dal suo personale indice di gradimento
Il romanzo si apre con una morte sospetta, forse archiviata con troppa fretta come suicidio.
A partire da questo evento, De Sanctis dà vita a un giallo dalla trama densa, ben congegnata e coinvolgente.
L’indagine, vera spina dorsale del romanzo, è vivisezionata con precisione chirurgica: ogni passaggio viene analizzato, raccontato con una scrittura che sa essere meditata e descrittiva, ma anche incalzante nei momenti giusti.
L’autore dimostra una profonda padronanza della materia, soprattutto nella cura minuziosa con cui affronta anche gli aspetti più tecnici dell’investigazione.
Gli interrogatori, ben più che meri strumenti narrativi, diventano il crocevia di una variegata umanità, permettendo al lettore di cogliere le dinamiche relazionali tra i personaggi e di riflettere su valori come l’amicizia e la lealtà.
Non è solo il mestiere del poliziotto a unire i protagonisti, ma un comune senso di giustizia che li guida e li lega.
Spicca in particolare la figura di Attilio, la sua tenacia nel non cedere alle pressioni “dall’alto”:
Non m’importa di pestare calli o ditoni. Mi fa solo imbestialire il fatto che esista gente così stupida da non rendersi conto di alimentare sospetti mettendosi in mezzo, e altra talmente idiota da pensare di fermarmi. Voglio dire, se il signor questore vuole che io non mi occupi di certi ambienti, deve solo dirlo e passo la mano
ma anche quella di Clarice, suo inseparabile braccio destro, e di Sauro
Sauro era il complemento ideale. Puntiglioso ai limiti della pignoleria, era un topo di biblioteca, abile nelle ricerche in rete e spregiudicato al punto giusto nel trovare scorciatoie ai limiti della legalità

Fabrizio De Sanctis
È nato a Firenze il 3 agosto 1953.
Figlio dell’avvocato Valerio de Sanctis, esercita analoga professione dal 1980 soprattutto nel campo penale. Amante della letteratura e cinematografia gialla, la sua grande aspirazione è quella di essere un giorno annoverato tra gli scrittori del genere thriller.
Oltre alla scrittura, sue passioni sono: la musica che coltiva attivamente suonando in un gruppo bluesrock e la squadra di calcio che non può essere altro che la Fiorentina.
Finalista al Premio Alberto Tedeschi 2014 organizzato da Giallo Mondadori con il romanzo inedito “L’ultima corsa”.
I personaggi, tutti ben delineati da De Sanctis, intrecciano in modo coerente i tratti psicologici con quelli fisici, risultando così particolarmente credibili:
Di persona la dottoressa Matteotti confermò l’impressione di donna acida e scostante che Siciliano aveva avuto per telefono. Tracagnotta, occhiali con la montatura di corno, sguardo arcigno, ricordava una professoressa di matematica che osserva gli umori della classe prima di interrogare
Anche i dialoghi, vivaci e brillanti, contribuiscono a definire con efficacia le figure che si avvicendano nel racconto, rendendole più incisive, e arricchendo così una scrittura scorrevole che accompagna il ritmo della narrazione nelle sue diverse fasi.
La storia affronta con sensibilità e rigore tematiche attuali e delicate, come la tratta di esseri umani, il traffico di organi e l’immigrazione clandestina:
Lei è un simbolo, come il suo mezzo ciondolo. Il simbolo di tanti bambini che diventano merce, di tanti figli strappati alle mamme
I cassetti dei sogni è un giallo ben costruito, che unisce una trama solida a una scrittura curata.
De Sanctis dimostra pari attenzione sia all’intreccio investigativo che alla caratterizzazione dei personaggi, riuscendo a trattare temi attuali senza forzature e aprendo a riflessioni più ampie su giustizia, lealtà e umanità.
Un romanzo capace di tenere alta l’attenzione del lettore fino all’ultima pagina.
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