Recensione di Barbara Terenghi Zoia
TRAMA
I segreti sopravvivono solo dentro l’oscurità. Un venerdì sera, a tarda ora, una donna parcheggia l’auto in una piazzola di sosta di Haddley, un sobborgo di Londra attraversato dal Tamigi. Spegne il motore e scende. Nascosto nel bosco vicino alla strada, il suo assassino la sta aspettando. La vittima è Alaka Jha, giornalista del Richmond Times, che con le sue inchieste ha dato voce a molte donne vittime di abusi domestici.
Trent’anni dopo, sua figlia Uma sta ancora tentando di scoprire la verità sulla morte della madre e per questo si rivolge a Ben Harper, brillante giornalista investigativo della stessa testata. Anche Harper in passato ha perso in modo violento chi amava. E ha lottato per anni in cerca della verità. Non può dunque tirarsi indietro e si tuffa nell’indagine.
Ma scavare nel passato, a volte, porta lontano da dove si credeva di arrivare, in un intreccio di misteri e bugie insospettabili. Quando qualcuno inizia a minacciare di morte Uma, a poco a poco si scopre che troppe persone sono coinvolte. E tutte, da oltre trent’anni, hanno qualcosa da nascondere…
Nove vite segrete è il quarto libro della serie con protagonista il giornalista Ben Harper e l’intera, vivace comunità del sobborgo di Haddley.
Lo avevamo lasciato in Dieci secondi con la notizia dell’arrivo di un figlio dalla sua compagna Dani, poliziotta.
In Nove vite segrete lo ritroviamo intento ad accudire Dani, ormai prossima al parto, in modo profondamente toccante, mentre affronta un conflitto interiore legato al ritorno del padre, un uomo che non si è mai preso cura di lui.
Ben è un uomo con l’anima divisa in tre, e come se questo turbamento emotivo non fosse già abbastanza, non può restare indifferente alla richiesta di aiuto della dottoressa Uma, che a trent’anni dall’uccisione della madre desidera scoprire chi ne fu il responsabile.
Forte del suo passato — che i lettori possono approfondire nei precedenti volumi I dodici segreti e Gli undici inganni — Ben non può tirarsi indietro. Pubblica quindi, in occasione dell’anniversario dell’omicidio di Alaka Jha, un articolo per riaccendere l’attenzione sul caso e sollecitare nuove informazioni utili alla riapertura dell’indagine.
In Nove vite segrete si respira una tensione palpabile, un costante senso di pericolo che si insinua tra le righe, come se il killer fosse sempre in agguato, nascosto in piena vista. Il lettore è condotto alla scoperta di verità rimaste a lungo sepolte, destinate a diventare chiavi fondamentali per scoperchiare il “vaso di Pandora” delle motivazioni dietro l’omicidio.
Gli appassionati del giallo in stile British apprezzeranno la presenza di numerosi indizi, distribuiti con intelligenza e spesso svelati prima del previsto.
Il ritmo incalzante, tratto distintivo di Robert Gold, contribuisce a mantenere viva la tensione per tutta la narrazione.
Questo nuovo romanzo si distingue anche per un maggiore pathos rispetto ai precedenti. Emergono temi sociali rilevanti, come il lutto, la perdita di una persona amata, e il lento ma inesorabile declino causato dall’Alzheimer. L’autore affronta questo tema con sensibilità e partecipazione, mettendo in luce le emozioni e le difficoltà vissute dai caregiver, ossia da chi si prende cura dei malati.

Robert Gold
Robert Gold è un autore britannico.
Nato nello Yorkshire, è vissuto a Putney, località nei pressi di Londra che gli ha ispirato l’immaginaria Haddley, sobborgo in cui sono ambientati i suoi romanzi.
Con Longanesi ha pubblicato in Italia, I dodici segreti (2022) e Gli unidici inganni (2023), Dieci secondi (2024) appartenenti alla serie con protagonista Ben Harper.
Nel romanzo di Gold trovano spazio anche casi di abuso fisico e psicologico, trattati con equilibrio e sapienza narrativa, al servizio dell’intreccio.
Il tema centrale resta la famiglia, che Gold utilizza per connettere i vari personaggi: non solo legami di sangue, ma anche le “bugie bianche” raccontate per addolcire la verità o, talvolta, per mentire apertamente.
Le descrizioni dei luoghi — il paesaggio, il mercato, il centro clinico — sono così vivide e dettagliate che il lettore riesce quasi a vederle davanti a sé, come in un libro pop-up, arrivando perfino a percepire il profumo della panetteria.
Un ottimo giallo, dove la ricerca della verità porterà a rivelazioni sconvolgenti e avrà conseguenze profonde anche per la comunità di Haddley, svelando segreti a lungo taciuti e innescando una catena di eventi irreversibili.
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