Recensione di Samuela Moro
TRAMA
Non è facile essere una ragazza nella Napoli del 1840, e la baronessina Carolina de Marinis lo capisce molto presto. Sembra che a lei non spetti decidere nulla, e invece come le piacerebbe essere un uomo, libero di fare, gironzolare, leggere ciò che vuole.
Ed è proprio quello che fa, e nei panni di Nando scopre un orribile duplice omicidio, quello di un’aristocratica e della figlia, le baronesse D’Aquino. Da allora inizierà una vita parallela, trovando un abile compagno di indagini nell’agente di polizia Alfredo Vitagliano.
Il senso comune di Adriana Capogrosso è un giallo storico ambientato nella Napoli del 1840, in un contesto in cui la libertà di scelta e di pensiero sono ancora privilegi riservati agli uomini.
La protagonista è Carolina De Marinis, una giovane baronessa da poco uscita dall’Educandato, che si ribella con decisione al destino già scritto per lei dalla sua famiglia: un matrimonio combinato e una vita senza voce. Carolina vuole conoscere il mondo con i propri occhi, decidere autonomamente chi essere e cosa diventare.
Determinata e piena di spirito, Carolina, grazie all’aiuto della fidata cugina Maria Cristina, assume l’identità maschile di Nando per esplorare la città in incognito. Il suo desiderio di libertà si intreccia però ben presto alla cronaca nera cittadina: un duplice omicidio scuote l’aristocrazia napoletana, e la ragazza, affiancata dell’agente di polizia Alfredo Vitagliano, inizia a indagare. Tra vicoli, palazzi nobiliari e segreti di famiglia, prende forma un’indagine che è anche un percorso di crescita personale.
I personaggi principali risultano ben costruiti e suscitano partecipazione nel lettore: Carolina, una vera e propria detective ante litteram, con la sua vivacità e intelligenza, conquista facilmente chi legge. Così come Vitagliano, partner investigativo dal piglio più severo ma non privo di umanità.
Anche le moltissime figure secondarie che punteggiano la storia ne colorano piacevolmente le pagine. Tra queste ricordiamo Maria Cristina, cugina e coetanea della protagonista e Donna Assunta, donna semplice, del popolo, che spalleggia la ricerca di libertà di Carolina.

Adriana Capogrosso
Adriana Capogrosso è nata a Napoli, città dove tuttora vive.
Alcuni suoi racconti sono stati raccolti in “IL GATTO BIANCO E ALTRI RACCONTI” (Amazon).
Scrive i racconti “LA BUGIA”, “ALICE SENZA SPECCHIO” e “IL DONO” per Storiebrevi ed.
Quest’ultimo è il più letto su ilmiolibro.it (GEDI Group).Il palazzo del diavolo, edito da Guida Editori è il suo romanzo d’esordio.
A Maggio 2020 e tra i 10 vincitori della quarta edizione di ‘Fai viaggiare la tua storia’ organizzato da Libromania e Autogrill in collaborazione con DeA Planeta Libri.
A luglio 2020 esce La pazienza della lucertola edito da Libromania.
Adriana Capogrosso ricostruisce con attenzione la cornice storica e sociale, restituendo una Napoli viva e contraddittoria, in cui la questione femminile si intreccia con le tensioni politiche del tempo ed in cui le iniquità sociali la fanno da padrone.
“La natura di femmina è infausta al mondo. Lo so, tutte le donne lo sanno, tutte le donne accettano mute i loro doveri e le sofferenze perché lo spazio che occupano sulla Terra è una concessione. La vita stessa lo è. Siamo orologi, portiamo il tempo di chi vuole possedere la nostra carne, divorarci, sputarci senza pietà”.
Tuttavia, la scelta di inserire dialoghi molto frequenti, a volte piuttosto lunghi e articolati, può spezzare in alcuni punti il ritmo della narrazione delle indagini. Lo stesso accade per l’uso, anche se non ricorrente, del dialetto napoletano, certamente funzionale alla resa dell’ambientazione ma che, in alcune pagine, rischia di rendere poco fruibile la lettura.
Il senso comune è in definitiva un romanzo piacevole, che intreccia il mistero di un caso di omicidio con il desiderio di emancipazione femminile, ponendo domande ancora attuali sull’identità, la libertà e il ruolo delle donne nella società. Un’opera originale nel panorama del giallo storico italiano, questa della Capogrosso, che si distingue per l’ambientazione accurata e una protagonista fuori dagli schemi.
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