Recensione di Cristina Casareggio
TRAMA
Un luogo, tanti volti, ma nessuno lo conosce; eppure, la cittadina – che sorge imponente sul mare – non sarà più la stessa dal momento del suo arrivo. Cammina spesso in silenzio per il parco e scruta ogni abitante con attenzione.
Non è molto loquace, gira sempre con un taccuino e scrive, perdendosi tra la folta vegetazione del parco. Si aggira per le strade come se nessuno potesse vederlo, sentirlo o amarlo. Va alla ricerca di sé stesso, ma ben presto si perderà in una spirale di odio e delirio.
Una serie di omicidi fa insospettire i cittadini e lui, dal passato così buio e misterioso, sembra essere il possibile sospettato.
Quando la morte giunge all’alba, tu sei assopito. Stai ancora dormendo e sei ignaro di tutto. Quando la morte giunge all’alba, ella brama la tua vita e la spezza senza averne pietà. Ogni scrittore ha i propri fantasmi che gli chiedono di scrivere la propria storia.
Con Quando la morte giunge all’alba, romanzo d’esordio, Giulia Bonomo ci presenta la storia di un giovane ragazzo che arriva in una piccola cittadina in cerca di un futuro migliore.
Alle spalle ha una vita segnata da tragedie: la madre biologica lo ha abbandonato, e le sue esperienze con diverse famiglie adottive sono state fallimentari.
Era un bel bambino dal volto pallido, ma con occhi così brillanti da farti gioire. Ma quel bambino era già triste e con tante pene da dovere scontare.
Nel suo ultimo tentativo di trovare un po’ di serenità, approda in una nuova famiglia adottiva. Ma la tragedia e la grave malattia della madre adottiva rappresentano un colpo devastante per la sua già fragile psiche.
Divenne un bellissimo ragazzo dai lunghi capelli neri e dagli occhi blu, come il cielo a mezzanotte, che vagava in questo mondo senza sapere distinguere l’amore dall’odio. La madre morì quando aveva quindici anni. Non provò pena. Non pianse alla sua tomba. I familiari rimasero esterrefatti dalla sua imperturbabilità.
Nel tentativo di ricostruirsi una vita, si trasferisce in una cittadina di mare, dove trova lavoro in una panetteria. Inizialmente è amabile e ben voluto da tutti, in particolare dai bambini, ma presto la sua vera natura emerge.
Rapisce e uccide una bambina, convinto che questa morte possa colmare il suo vuoto interiore.
Perché si uccide? Si uccide per colmare un vuoto. Per sentirsi felici. Per sentirsi liberi. Per non sentirsi più in colpa. Per non far soffrire la vittima.
La colpa della bambina? Avere dei genitori troppo occupati per prendersi cura di lei. Questo diventa il suo “male supremo”:
Era pazzo e nessuno se ne sarebbe reso conto di quanto male lui avrebbe causato in seguito.
Colpisce chi, secondo lui, non si prende cura dei propri figli, distruggendo quell’istituzione familiare che a lui tanto è mancata. È un ragazzo segnato dalle sue paure e fragilità, incapace di distinguere il bene dal male, con una visione distorta della realtà.
Ciò che covo dentro di me si insidia nella mia mente e nel mio cuore, è il frutto del mostro che sono io oggi. Da quello schiaffo ho capito che le mie emozioni dovevano rimanere sotto il velo del dubbio e della tristezza. Non dovevo turbare gli altri. Ho imparato a non esternare i sentimenti negativi. Questo sono io, un ragazzo solo, abbandonato da tutti.
Nonostante il suo desiderio di aprirsi al mondo, il protagonista non riesce a controllare la sua parte peggiore. Non essendo accettato dalla società, reagisce attaccandola e ferendo chi ritiene responsabile degli errori che lui non può perdonare.
Le indagini sugli omicidi sono affidate a un ispettore prossimo alla pensione, un uomo segnato dalla vita e dal lavoro, ma che non ha perso il fiuto per scoprire la verità. Grazie alla sua tenacia, capisce che la sua prima intuizione era quella giusta. Un uomo che ha conosciuto tante sofferenze durante la sua carriera, ma che non ha mai perso la speranza. Sa che la vita non è solo lavoro e, nonostante gli orrori vissuti, decide di ricominciare a viverla pienamente.

Giulia Bonomo
Giulia Bonomo è nata a Ragusa il 23 luglio 2004.
È attualmente iscritta all’Accademia di Belle Arti di Catania. Oltre a dedicarsi allo studio, è un’amante della musica, dell’arte e del cinema.
Quando la morte giunge all’alba è il suo primo romanzo.
Quando la morte giunge all’alba di Giulia Bonomo è un romanzo ben strutturato, che alterna i capitoli raccontati da più voci, creando una coralità che permette una perfetta delineazione dei personaggi.
I luoghi, pur essendo ben descritti, restano vaghi, quasi secondari, ma ben integrati nel contesto narrativo. Questo noir, che si avvicina anche all’introspezione psicologica, è incentrato su un protagonista dalle sfaccettature complesse. La narrazione scorre fluida, nonostante la mancanza di azione.
Non esiste destino già scritto o architettato. Siamo noi gli artefici del nostro stesso destino e tutto ciò che accade dal primo giorno che volgiamo gli occhi al mondo nasce dalla nostra stessa volontà.
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