Il pappagallo muto di Maurizio De Giovanni

Il pappagallo muto Salotto Giallo

Una storia di Sara

Recensione di Barbara Terenghi Zoia

TRAMA

Al parco, seduti su una panchina vicino ai bambini che giocano, potrebbero sembrare due innocui vecchietti, Sara Morozzi e Andrea Catapano.

Nessuno indovinerebbe che sono stati per anni i migliori agenti sulla piazza. A sorpresa, ora, i Servizi hanno di nuovo bisogno della donna invisibile e del cieco dalle straordinarie doti investigative. Si tratta di un’operazione in cui non possono usare mezzi tecnologici, solo l’intercettazione personale alla vecchia maniera, che i due maneggiano come nessun altro.

Decidono di accettare: se hai fatto quel lavoro, ti resta nel sangue, non riesci a tirarti indietro nemmeno dopo anni. Ma Sara e Andrea capiscono presto di aver sbagliato a rimettersi in attività. L’incarico potrebbe portarli a rischiare grosso, stretti in un ingranaggio troppo più grande di loro.

Per fortuna non è sola, Mora: Teresa è sul piede di guerra, e ci sono i fidatissimi Pardo e Viola, oltre al Bovaro del Bernese Boris, a vegliare sul suo destino incerto e su quello di Andrea, in un’indagine che rivelerà, una svolta dopo l’altra, un intricato groviglio di interessi segreti.

Libri e treni: da sempre un’accoppiata perfetta. Ci sono libri intriganti, stimolanti, curiosi… e poi ci sono i libri “vampiro”: quelli capaci di risucchiarti nel vortice della storia e dei personaggi, al punto da farti dimenticare completamente la realtà.

Per questo è vivamente sconsigliato leggerne uno durante un viaggio in treno, soprattutto se la tratta è breve: rischiereste irrimediabilmente di saltare la fermata.

I libri di Maurizio de Giovanni rientrano tutti in questa categoria, e l’ultimo uscito, Il pappagallo muto, non fa eccezione.

Nel romanzo ritroviamo Sara Morozzi, detta Mora, ex agente dei servizi segreti ora in pensione, protagonista di una nuova indagine. Sara è una donna fuori dal comune: non si preoccupa del suo aspetto, evita abiti appariscenti, trucco e tinture. Odia le bugie, e per lei tutto ciò sarebbe solo una forma di mascheramento. Eppure ha occhi grandi come il mare di Napoli e, nelle rare occasioni in cui permette a qualcuno di incrociare il suo sguardo, è impossibile restare indifferenti.

Sara possiede un dono speciale, quello di saper leggere i segni più impercettibili: una postura, un’espressione, una leggera increspatura degli occhi. Dettagli invisibili ai più, che per lei si trasformano in frasi, in verità non dette, in un modo d’essere. È questa capacità che ha segnato la sua carriera e le ha permesso, più di una volta, di salvare cittadini ignari.

Andrea Catapano, suo ex collega e amico, è ipovedente, ma possiede una memoria uditiva che farebbe invidia a qualsiasi supercomputer. Ricorda perfettamente frasi, saluti, rumori, voci: ogni dettaglio sonoro delle persone indagate o intercettate durante gli anni di servizio gli resta impresso con incredibile precisione.

Ne Il pappagallo muto, i servizi segreti chiedono a Sara e ad Andrea di assistere a una riunione molto delicata.

I criminali in “giacca e cravatta” hanno infatti investito ingenti somme e risorse per rendere il luogo dell’incontro totalmente impermeabile alle nuove tecnologie: una schermatura totale.

Ed è proprio nella fase di preparazione, nella cura con cui Sara si organizza, nella richiesta di aiuto rivolta all’amico, che riaffiora, con forza travolgente, il ricordo dell’amore della sua vita:

poi rifletté che non avrebbe incontrato Massimiliano e l’immagine di quel viso allegro nel sole, con i capelli pieni di vento e le pupille che le sorridevano, le riempì il cuore d’amore, e la mente di dolorosa mancanza.

Maurizio de Giovanni, però, ama mescolare le carte, capovolgerle, confonderle.

È una sorta di grande illusionista delle parole: basta un attimo, e la storia cambia direzione, si rovescia. Così, quasi per magia, la trama da spy-story si trasforma in un momento effimero, elettrico, carico di sensualità:

La tensione salì. Sara aveva abbassato le palpebre, schiudendo le labbra. Nico le sfiorò il collo, le spalle. Mora aprì gli occhi e quelli di lui erano a pochi centimetri. Sospirò.

Inizialmente pensato con il titolo Rumore e poi pubblicato come Il pappagallo muto, il romanzo accende subito l’interesse: cosa si cela davvero dietro questi titoli? Come si svilupperà l’indagine?

Per ovvi motivi, non anticiperemo nulla: preferiamo lasciare che sia il lettore a scoprire ogni dettaglio, soddisfacendo da sé la propria curiosità.

Non resta, dunque, che assaporare questo racconto, accompagnando Sara in una svolta decisiva della sua vita, in attesa di vederla anche sullo schermo, nella nuova serie a lei dedicata, Sara – La donna nell’ombra, in arrivo su Netflix dai primi di giugno.

Maurizio De Giovanni

Maurizio de Giovanni è uno scrittore, sceneggiatore e drammaturgo italiano. È celebre soprattutto per il personaggio del Commissario Ricciardi, per i bastardi di Pizzofalcone, e per Mina Settembre, protagonisti di molte sue opere da cui sono state tratte serie televisive di successo.

Nel 2007 Fandango pubblica Il senso del dolore. L’inverno del commissario Ricciardi, la prima opera ispirata alle quattro stagioni e che dà il via alle indagini del commissario.

Le vicende di Ricciardi diventeranno una serie televisiva Rai con Lino Guanciale nei panni del commissario.

Sempre nel 2013 scrive un racconto per la raccolta antologica di Sellerio, Un giorno di settembre a Natale, in cui fa il suo esordio l’assistente sociale Mina Settembre (interpretata in tv da Serena Rossi).

Tra le altre opere, ricordiamo la serie con protagonista Sara Morozzi, ex agente di un’agenzia di servizi segreti. Alcuni titoli: Sara al tramonto (Rizzoli, 2018), Una lettera per Sara (Rizzoli, 2020), Sorelle. Una storia di Sara (Rizzoli, 2023).

Nel 2025 esce per Mondadori, L’antico amore.

Con Il pappagallo muto, Maurizio de Giovanni torna con una spy-story avvincente, protagonista un’anti-eroina indimenticabile, capace di cogliere ciò che sfugge agli altri e di confrontarsi con un passato difficile da dimenticare.

In queste pagine, l’autore conferma la sua abilità nel mescolare suspense, emozione e colpi di scena, regalando un libro coinvolgente e irresistibile, da leggere tutto d’un fiato.

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