Tre di notte di Silvia Nirigua

Tre di notte Salotto Giallo

Recensione di Emanuela Ferrara

TRAMA

Una villa nel tranquillo nord-est italiano. Una coppia affiatata, sposata da oltre vent’anni. Una ragazza conosciuta in una chat erotica. Una cena a tre per incontrarsi, con l’intento di trascorrere insieme una nottata di trasgressione e di puro divertimento.

Ma nulla va come previsto, e ben presto la cena porta i tre sull’orlo di un dirupo, a picco sugli errori commessi e sui fantasmi che ne popolano l’esistenza. Una notte in cui ognuno si ritrova a fare i conti con il proprio passato ingombrante e con verità difficili da ammettere.

Potrebbe essere l’occasione per un riscatto, per un cambiamento. Lo sarà davvero?

Venerdì, sabato e domenica. Alberto, Elena e Lia. Tre giorni. Una serata. Tre vite che si mettono a nudo senza spogliarsi. Tre menti che escono allo scoperto nelle loro più fragili intimità. Tre punti di vista delle stesse scene. Una narrazione superba per un noir psicologico dove a morire e risorgere è l’animo umano.

I ricordi sono come schegge conficcate nel cervello, provare a tirarle via fa ancora più male che lasciarle lì dove stanno.

In questo romanzo non c’è parte che non faccia male come le schegge conficcate nel cervello, e che si vorrebbe provare a eliminare. La trovata della cena a tre, organizzata in una chat erotica, è geniale. Dove, se non tra sconosciuti che hanno come unico obiettivo quello di portarsi a letto e godere solo dei piaceri della carne, si può essere se stessi fino in fondo? Non c’è nulla in gioco se non il sano piacere.

Lasciare uscire la parte animale dovrebbe essere l’unica cosa che conta.

Eppure è proprio quando non si ha nulla da perdere che vien voglia di mettere in gioco tutto.

È nella perfezione di una casa da sogno con un giardino d’inverno che va ricercata la vita, quella vera. Quella dei bassifondi. Dei pensieri turbolenti. Delle noie e degli inganni. Dell’infelicità patinata e delle farse quotidiane.

È in mezzo alla “sporcizia” del mondo che puoi sentire la tua voce interiore urlare vendetta.

Credi sia il suono della coscienza che si allontana da te, perché nemmeno lei riesce più a sostenere la tua vita.

Silvia Nirigua

Silvia Nirigua vive a Bologna ed è scrittrice e sceneggiatrice.

Ha pubblicato Trema, fanciulla, trema (Zoe, 2003), Un quarto di me (Meridiano Zero, 2006, da cui è stato tratto uno spettacolo teatrale), La metà di tutto (Sartorio, 2008) e il racconto Due minuti nella raccolta Giovani cosmetici (Sartorio, 2008).

Silvia Nirigua scrive una storia semplice ma brutale allo stesso tempo. Tre di notte lo leggi tutto d’un fiato e resti affascinato dalla sua struttura essenziale. Così come angoscia ciò che rappresentano i tre commensali e le loro scelte, di cui per ovvi motivi non parleremo in questo articolo.

La vita è una ruota in cui tutto, prima o poi, torna con prepotenza. E non c’è nessuno che non sia disposto a lottare davvero per sopravvivere.

Dentro ognuno di noi “alberga qualcosa di talmente tanto tenace che nemmeno i virus riescono a sconfiggere”.

E al diavolo i poeti e il loro edulcorare la realtà. La vita è altro: è lotta, sopravvivenza, finzione.

… i cosiddetti scrittori, quella è gente che non vive nella realtà, per questo si rifugiano nella fantasia.

In Tre di notte di Silvia Nirigua capisci una cosa: la vita, tutta, è talmente assurda che non può che essere vera e infinita.

Non immaginavi che il tempo potesse essere circolare, però in fondo c’erano indizi ovunque…

E allora, che tu sia Alberto, Elena o Lia, indossa quello che per te è il vestito migliore, siedi a qualsiasi tavola tu voglia sedere e…

Fanculo a tutto il resto.
Rock’n’roll

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