Il quadro d’insieme di Filippo Mammoli

Il quadro d'insieme Salotto Giallo

Recensione di Claudia Pieri

TRAMA

Sul greto del Bisenzio, a Prato, viene inscenato un delitto macabro e spettacolare, che rievoca una leggenda medievale legata alla reliquia della Sacra Cintola. Chiamato a indagare, Marcello Tarantini, capo della Squadra Mobile, vede subito la situazione complicarsi quando viene scoperto un altro omicidio che pare rappresentare il quadro di un’artista neocaravaggista di cui nessuno conosce la vera identità.

Tra pettegolezzi che aleggiano intorno all’ambiente della Chiesa e simboli misteriosi tatuati sul corpo delle vittime, Tarantini dovrà affidarsi come non mai alla sua squadra, potenziata per l’occasione con l’innesto di una profiler.

E mentre l’indagine si sposta sul piano dei social media e delle tecnologie informatiche, anche grazie al contributo della nuova arrivata, dall’unione di due tragedie dimenticate emergerà il quadro d’insieme che affonda le sue radici in un oscuro passato.

Dopo Le farfalle dell’Elba ed Eclissi Totale, Il quadro d’insieme è il terzo capitolo della serie creata da Filippo Mammoli, che ha per protagonista Marcello Tarantini, commissario livornese dai

saldi e indiscutibili principi morali” e dal “pregio della sincerità”.

Mammoli costruisce una trama complessa e originale che mescola arte e religione:

Era l’indagine più strana che gli fosse mai capitata, dove le indiscrezioni, le dicerie della gente, le mezze parole pronunciate da un pulpito, le analogie con alcuni quadri contavano quanto e più degli indizi trovati sulla scena del crimine.

La storia affonda le sue radici, come precisato dallo stesso autore nei ringraziamenti, in due vicende realmente accadute nel recente passato. È sorretta, ancora una volta, dalla carismatica personalità di Tarantini, che emerge in queste pagine più reale che mai grazie all’importante lavoro di caratterizzazione dello scrittore.

Tarantini è un uomo dal carattere spigoloso, burbero, insofferente al rispetto dell’ordine precostituito

esistono gerarchie quasi ovunque, anche se capisco che per lei questo sia difficile da accettare

un “cane sciolto” disposto a tutto pur di risolvere il caso e fare giustizia:

purtroppo però, lei dimostra di non cogliere la sottile differenza che passa tra fare delle mosse di routine e altre molto avventate. Quelle che si potrebbero tranquillamente definire delle enormi cazzate

Un personaggio dalle molteplici sfaccettature, rigido e inflessibile ma nello stesso tempo fragile e sensibile: 

Marcello provò un pizzico di invidia per una giovane coppia che pedalava tenendo in mezzo la loro bambina a bordo di un triciclo

un mix che enfatizza la sua umanità e lo rende particolarmente caro ai lettori.

Anche in questo volume, come nei due precedenti, le sue vicende personali si intrecciano alla storia principale stemperando la tensione e offrendo a chi legge delle pause “di leggerezza”.

Come accennato all’inizio, Il quadro d’insieme è un thriller complesso che da subito tiene il lettore incollato alle sue pagine.

La trama è ben congegnata e l’autore la padroneggia con sicurezza dosando le informazioni e creando così un clima di incertezza e tensione palpabili per tutta la durata della lettura.

Il racconto si sviluppa interamente al presente, con alcune incursioni nel passato che contribuiscono ad alimentare il mistero intorno alla soluzione del caso.

Il pathos crescente è sostenuto da uno stile di scrittura scorrevole e incisivo, che accompagna il ritmo serrato della narrazione e tiene viva l’attenzione di chi legge.

La crudezza di alcune descrizioni accentua il tono cupo e inquietante del racconto, contribuendo a delineare con efficacia l’atmosfera noir:

un machete insanguinato e, a pochi centimetri di distanza, la sua mano destra sul ripiano di marmo su cui gli schizzi rossi si alternavano alle venature grigie come in un quadro d’arte astratta

Filippo Mammoli

Filippo Mammoli è nato a Prato il 5 agosto del 1972. Ingegnere elettronico, è responsabile dello sviluppo software di un’azienda fiorentina che lavora nel settore del controllo qualità tramite machine vision.

La sua passione per la scrittura inizia dalla poesia, con cui si cimenta fin dall’età di vent’anni. Ottiene premi in concorsi letterari e pubblicazioni nell’antologia del concorso “Daniela Pagani” indetto dal C. A. L. C. I. T Chianti fiorentino nel 2004.

Nel 2016 pubblica ins elf publishin gil suo primo romanzo dal titolo “I casi del destino”. Nel 2018 il suo racconto “Purezza” viene inserito nell’antologia “Racconti toscani” edita da Historica edizioni. È del 2019 il thriller “Oltre la barriera” pubblicato da Dark Zone edizioni con cui partecipa al Salone del libro di Torino.

Infine, con l’ingresso nella storia della profiler Lara Mancini, Mammoli coglie l’occasione per attualizzare la trama, dedicando ampio spazio al tema dell’intelligenza artificiale e al suo impiego nelle indagini di polizia.

Il quadro d’insieme coniuga introspezione psicologica e tensione narrativa, attualità e mistero, è un thriller che offre al lettore una trama solida e ben costruita, lasciandolo con il desiderio di ritrovare ancora il commissario Tarantini in una nuova indagine.

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