Sporca estate di Niccolò Zancan

Sporca estate Salotto Giallo

Recensione di Samuela Moro

TRAMA

In una città malata, assediata da un caldo implacabile, con l’asfalto reso bollente da un clima ormai ingestibile, una città ammorbata da un inquinamento ben oltre ogni livello di guardia, dove la polizia controlla il disordine pubblico utilizzando i droni, Ruben Riccardo Rivolta, investigatore privato, riceve l’incarico di ritrovare la bella, giovanissima Salima, disinibita danseuse diva del darkweb più proibito scomparsa senza lasciare tracce.

Sembra un lavoro facile facile. Ma ben presto Ruben e la sua conturbante assistente Vale, sempre in bilico tra sfrontatezza e pudore, si rendono conto che chi si avvicina a Salima rischia grosso. Intorno a lei si muore: pestaggi, attentati esplosivi, rivolte urbane. Una città che brucia, descritta con uno stile folgorante e originale.

Uno scatenarsi narrativo che inchioda alla pagina. Una sconcertante, immediata felicità di scrittura. Sporca estate. Un noir distopico e scintillante, capace di mescolare, volando oltre, Hammett e Manchette, Tarantino ed Ellroy. Un testo che demolisce i confini tra i generi. Un nuovo protagonista della scena noir italiana.

Con Sporca estate, Niccolò Zancan inaugura la collana Capricorno in noir di Edizioni del Capricorno, un progetto che si propone di diventare il

catalizzatore della nuova scuola noir italiana

portando alla luce

il lato più nascosto e inquietante dell’Italia, anzi, delle tante Italie di ieri, di oggi, di domani.

Il romanzo si distingue per l’ambientazione distopica (ma non così lontana dalla realtà) e per lo stile ruvido dell’autore, pur mantenendo, come nel noir più tradizionale, la critica sociale al centro della narrazione.

Ambientato in una Torino oppressa da un caldo implacabile e da un inquinamento fuori controllo, dove la polizia utilizza droni per mantenere l’ordine pubblico e l’aria è letteralmente irrespirabile, il romanzo segue le indagini di Ruben Riccardo Rivolta. Rivolta è un investigatore privato incaricato di ritrovare Salima, una giovane e disinibita diva del darkweb scomparsa nel nulla.

Quello che appare come un caso semplice si trasforma rapidamente in un viaggio pericoloso attraverso una città in fermento, tra pestaggi, attentati, rivolte urbane e una società profondamente corrotta.

Ruben Riccardo Rivolta è un protagonista complesso, la cui determinazione si scontra con una realtà urbana in disfacimento. Il peso del passato grava su di lui come un macigno, ma resta un uomo capace di credere nel potere dell’amore e delle relazioni.

Ad arricchire ulteriormente la trama incontriamo due personaggi femminili conturbanti e sfrontati: l’assistente Vale, ex giornalista ossessionata dalle notizie, e Salima, detta Habibi, celebre diva del porno nel darkweb.

Volendo individuare un difetto in Sporca estate, si potrebbe osservare che alcune tematiche avrebbero meritato un maggiore approfondimento e che la storia di Rivolta avrebbe potuto svilupparsi su qualche pagina in più.

Tuttavia, la scelta di raccontare un noir in meno di duecento pagine si sposa bene con lo stile narrativo dell’autore.

Niccolò Zancan

Niccolò Zancan (Torino 1971), inviato speciale di La Stampa, nel 2014 ha vinto il Premiolino, uno dei più antichi e importanti premi giornalistici italiani, con un’inchiesta sul caso Stamina, e nel 2016 il Premio Mediterraneo con il romanzo Ti mando un bacio (Sperling & Kupfer 2015).

Tra i suoi libri: Dove finisce l’Italia. Viaggio sulla linea sottile dei nostri confini (Feltrinelli 2014) e Antologia degli sconfitti. Cronaca quasi poetica del presente (Einaudi 2024), tra reportage d’inchiesta e romanzo sociale.

Zancan adotta uno stile originale, caratterizzato da una prosa incisiva, a tratti “sporca”, e da un ritmo narrativo serrato.

La scrittura, influenzata dalla sua esperienza giornalistica, è asciutta, talvolta scurrile, caratterizzata da frasi dirette e pungenti e da dialoghi ironici che si alternano a momenti di introspezione e riflessione profonda.

In alcuni passaggi, la narrazione si fa meno lineare, seguendo il flusso dei pensieri del protagonista: nonostante l’uso della terza persona, il lettore è immerso nei sentimenti e nelle percezioni di Ruben.

Il finale chiude il cerchio di una storia oscura senza offrire risposte rassicuranti, lasciando intravedere solo un tenue barlume di conforto nell’abisso di un mondo ormai prossimo al declino.

Sporca estate è in definitiva un noir sregolato e potente, che offre una visione inquietante e affascinante di una società al collasso.

La narrazione è innovativa, l’ambientazione distopica (fino a un certo punto) risulta straordinariamente credibile. Lo stile di Zancan è tagliente, diretto, e costruisce protagonisti intriganti, le cui storie meriterebbero senza dubbio qualche pagina in più.

Ma, chissà, forse l’avranno.

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