Boccanera di Michèle Pedinielli

Boccanera Salotto Giallo

Recensione di Marco Lambertini

TRAMA

Nizza, si sa, non è come il resto della Francia: a Nizza c’è il sole, il mare, i turisti, i vecchi e i fascisti. Ma non solo. C’è anche Ghjulia Boccanera, detta “Diou”, cinquantenne divorziata dal poliziotto Jo, senza figli e con un coinquilino, insonne bevitrice di caffè, spericolata detective privata in Dr. Martens, eroina generosa e semplice.

Un giorno un giovane dal volto d’angelo le chiede di indagare sull’efferato assassinio del suo ricco e raffinato compagno, prima di essere lui stesso ucciso. È morto per i suoi soldi, per la sua fama nel mondo dell’arte o per il suo orientamento?

Diou, incosciente di fronte al pericolo, attraversa la città per trovare il colpevole, si spinge nei quartieri più estremi e porta il lettore, attraverso una serie di colpi di scena, a un finale spiazzante.  La storia è ispirata a un fatto di cronaca.

Un prologo da manuale del noir, perfetto, teso e adrenalinico: poi il personaggio di Ghjulia Boccanera viene presentato ai lettori.

Mi sveglio piano piano con lodore del caffè. Paul Newman non è morto. È accovacciato davanti al falò, lo Stetson spinto allindietro con noncuranza, una tazza in mano. Mi guarda. Con quegli occhi blublublu che sbrilluccicano. E quel sorriso che vuol dire sei la donna più bella del mondo, quei tuoi capelli un poscompigliati, le tue palpebre ancora appesantite, sei la cosa più sexy che abbia mai visto. Mi porge la tazza di ferro bianco con un gesto che è un invito… Mi sveglio sul serio. Il muro bianco della camera fa sparire il cielo del Montana, il filo di bava che mi cola allangolo della bocca mi convince che Paul Newman è morto.

Un incipit impeccabile, quello di Boccanera: se il buongiorno si vede dal mattino, la giornata si preannuncia luminosa. Michèle Pedinielli, cinquantasette anni e una decina di romanzi all’attivo, dimostra fin da subito di sapere come catturare l’attenzione.

Ghjulia, detta Diou, alla sua prima indagine, è l’alter ego dell’autrice: anche lei di origini miste, corse e italiane. È una detective privata, spontanea, diretta e informale, e riflette perfettamente il carattere schietto dei corsi unito all’ironia tagliente degli italiani. La targa del suo ufficio ne è la perfetta sintesi:

GHJULIA BOCCANERA INDAGA. Terza persona singolare come se si dicesse: E cosa fa Ghjulia in questo periodo? Be, indaga.

È stata sposata con Joseph Santucci, commissario della polizia di Nizza. La loro storia è finita, ma non perché sia svanito l’amore.

Joseph è l’uomo della vita di Ghjulia: si sono separati per una scelta consapevole di lei, decisa a non avere figli.

Joseph Santucci, luomo della mia vita, insomma di una gran parte della mia vita. Bello, intelligente, premuroso. Per la maggior parte delle persone un orso che sembra in guerra costante con il resto del mondo. Io so che è spiritoso. Un corso con il senso dellumorismo, è abbastanza raro da tenerselo stretto.

Jo resta comunque il suo punto di riferimento. Quando capisce di trovarsi invischiata in una storia complessa, Ghjulia non esita a contattarlo per condividere sensazioni e indizi.
L’indagine ruota attorno a un omicidio che, a prima vista, sembra motivato dall’odio verso l’orientamento sessuale della vittima. Ma per Ghjulia, le cause potrebbero essere ben altre: denaro, potere e speculazioni edilizie a Nizza.

I personaggi sono numerosi, tutti ben delineati e coerenti con la trama. È bene tenerli a mente: alcuni scompaiono per poi riapparire in momenti chiave. La coralità è un altro punto di forza del romanzo: ogni figura, filtrata attraverso lo sguardo tagliente di Diou, contribuisce a rendere la storia autentica e viva.

Pedinielli scrive con grande abilità, alternando efficacemente le atmosfere noir a passaggi descrittivi dedicati alla città di Nizza, ritraendone i luoghi più veri e meno turistici.

Una parte significativa del romanzo è infatti dedicata alla città, rappresentata con realismo, soprattutto nelle zone in cui ancora è viva la tradizione di città di confine. Il tutto senza trascurare il melting pot geografico e culturale che caratterizza la Nizza contemporanea.

La narrazione, tutta in prima persona, è rapida, coinvolgente e scorrevole, seguendo i pensieri e leazioni di Ghjulia.

Michèle Pedinielli

Michèle Pedinielli nata a Nizza nel 1968, da una famiglia mista corsa e italiana. 

Dopo aver studiato giornalismo e aver lavorato sul campo per una quindicina d’anni, è diventata redattrice web, in particolare per RetroNews, il sito di notizie storiche della BNF.

Dopo aver scritto il suo primo racconto, Celle que l’on ne voit pas, nel 2015, si è dedicata alla scrittura di thriller, con Boccanera, pubblicato nel 2018, seguito da diversi sequel.

Michèle Pedinielli vive attualmente a Nizza, dove è tornata a scrivere dopo ventidue anni trascorsi a Parigi.

Pedinielli dosa perfettamente ironia e durezza, dando al racconto un ritmo irregolare ma sempre teso e intrigante.

In poco più di duecento pagine, il libro racconta molte storie.

Prima di tutto si tratta di un “polar” perfetto, nella più classica tradizione francese, rivisitata in chiave moderna. Due “flic” superbi, indimenticabili, opposti e complementari, che non lasciano spazio ai sentimentalismi, pur avendo molto da condividere.

Ma al tempo stesso Boccanera è un potente affresco sociale: una descrizione senza fronzoli e tutt’altro che politicamente corretta della società francese, e in particolare di una città di mare, naturalmente di frontiera, come Nizza.

Una nuova detective, Ghjulia, che fin dalle prime pagine si imprime nella memoria dei lettori, regalandoci una storia tesa, veloce e dura quanto basta per sperare di ritrovarla presto alle prese con nuove indagini. Accanto a Joseph, con Nizza e i suoi abitanti a fare da sfondo.

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