Un cadavere di troppo di Gabriele Driussi

Un cadavere di troppo Salotto Giallo

Recensione di Francesca Pica

TRAMA

Quando Alessandro, aspirante scrittore di gialli, si ritrova coinvolto in un omicidio reale, la sua vita si trasforma in un incubo.

Tra decisioni disperate, segreti sepolti e colpi di scena, il protagonista lotta per nascondere la verità mentre la tensione cresce pagina dopo pagina. In questo thriller psicologico, Gabriele Driussi ci porta a esplorare il confine tra normalità e follia, dove ogni scelta può essere quella fatale.

leggere queste pagine potrà apparire scontato, ma vi assicuro che la storia che scoprirete non è affatto banale.
…Ho ottenuto il mio scopo, infatti al botteghino sto vendendo migliaia di copie e spero che presto questo romanzo diventi un best seller. Un sogno che si va realizzando. Mi riterrei fortunato, se non fosse per un piccolo particolare: l’assassino di questo romanzo thriller sono proprio io.

Inizia con una ammissione di colpevolezza il thriller Un cadavere di troppo di Gabriele Driussi, un omicidio non intenzionale che diventa la chiave di volta di questo romanzo.

Cosa fareste se accidentalmente vi capitasse di uccidere un uomo? Alex, il protagonista, non ha avuto molta scelta: ha deciso di non dire nulla e di occultare il cadavere. Alex, che oltre a essere uno scrittore di thriller, è un accanito lettore di gialli… e chissà se proprio quelle letture non gli siano state d’aiuto per vivere questa storia.

“Vieni, entra pure” lo invito accomodante, ignaro di cosa sarebbe successo poco dopo. Quella frase fu l’inizio della mia fine. Il mio incubo peggiore stava per avverarsi.

Gabriele Driussi

Gabriele Driussi è uno scrittore e paroliere udinese nato nel luglio 1987.

Divoratore seriale di libri thriller, ha esordito nel 2021 con “Il mostro”, finalista del concorso internazionale “Una storia per il cinema”.

L’anno seguente pubblica “Se parli ti uccido”, vincitore del premio “Giallo Festival” e riconosciuto dalla critica come miglior thriller di un autore esordiente.

I suoi romanzi ricevono diversi riconoscimenti da numerosi e importanti blog letterari, uno su tutti “La bottega dei libri”.

Dopo due anni i suoi libri vengono classificati come Best Seller grazie alle vendite al botteghino.

Gabriele Driussi è anche ideatore degli “Animal Books”, le short stories tanto amate dai bambini.

L’amore per i bimbi lo porta a collaborare come song writer per la Warner Music e anche per Carolina Benvenga.

Driussi gioca con la mente umana, con le emozioni e con le convenzioni morali utilizzando una scrittura fluida che viene aiutata dai capitoli brevi e da una sottile ironia che non toglie nulla alla suspense che si cerca in un thriller.

I personaggi si muovono liberamente nella storia, ma è Alex che cattura il lettore. Alex che non voleva, Alex che poteva dire la verità, ma soprattutto Alex che scopre di non essere l’unico “killer” in città. Ed è qui che entra in gioco anche la morale. Alex è un eroe? Un antierore? Uno sprovveduto?

E tra continui colpi di scena, il lettore si trova a domandarsi: “Cosa avrei fatto io?”. “Quanto aiuta dire la verità?”. “Alex può essere paragonato a chi uccide per piacere?” “Perché non ha subito chiesto aiuto?”

L’originalità di questo thriller risiede in questa sorta di banalità: un uomo comune – che può essere chiunque di noi – che si ritrova invischiato in un omicidio. Una storia che, forse, potrebbe sembrare surreale e paradossale, ma Driussi riesce a trovare quel guizzo capace di rendere “Un cadavere di troppo” un thriller diverso dai soliti.

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