Shakespeare non è per tutti di Roberto Bassoli

Shakespeare non è per tutti Salotto Giallo

Recensione di Emanuela Ferrara

TRAMA

Le tranquille abitudini di Alfred Ploner, imprenditore altoatesino, si scontrano improvvisamente con le sfrenate ambizioni di un’organizzazione criminale, rendendolo suo malgrado protagonista di una vicenda drammatica, in cui si intrecciano violenza, morte e odio, dalle montagne dell’Alto Adige al cuore dell’Africa, fino al Nord Europa.

Un carico d’oro macchiato di sangue e gli effetti distruttivi della vendetta sono gli ingredienti di un thriller che non concede respiro.

Un viaggio cupo e pieno di incertezze. Un cammino in cui Roberto Bassoli ci sorprende fin dalle primissime pagine.

Dalle vette dell’Alto Adige, attraversando l’Africa, per arrivare fino in Nord Europa. Un thriller che potrebbe apparire convenzionale ma che alla fine si rivela in tutta la sua particolarità.

Ecco presentato Shakespeare non è per tutti, il thriller edito da Santelli da cui aspettarsi più di un semplice libro di genere.

Shakespeare non è per tutti porta un presagio nel suo titolo. Gli affezionati al thriller si aggrapperanno, infatti, con unghie e denti a tutti quegli elementi tipici riconoscibili del genere (droga, soldi, oro…) per provare a non perdersi nelle sperimentazioni di Bassoli.

Verrebbe quasi da dire che Bassoli non è per tutti, ma questo è esattamente il suo punto di forza, a nostro avviso. La descrizione iniziale della terra d’Uganda rende Shakespeare non è per tutti quasi poetico, tanto per fare un esempio della sperimentazione stilistica. Una narrazione particolareggiata ma asciutta, quasi essenziale. Come se anche le descrizioni paesaggistiche subissero il fascino drammatico del thriller.

Le ultime gocce di pioggia caddero sugli alti mogani khaya, piegarono le foglie e stillarono sulle liane, i bambù e le felci che intrecciavano gli alberi. […] In una radura circondata dai mogani, l’erba superava il metro di altezza. Verdissima e gonfia, odorava di fango fertile.

Una fusione di genere che, da una parte, affascina, dall’altra allontana.

Roberto Bassoli

Roberto Bassoli, nato nel 1961, scrittore, giornalista, musicologo, esperto in Marketing e Comunicazione.

I suoi tre romanzi (thriller), “Le idi di luglio”, “La sindrome di Bosch” e “Qisas” (tutti pubblicati con Intrecci Edizioni) hanno ottenuto un considerevole successo di pubblico e critica.

Bassoli riesce alla perfezione nel suo intento ma non tutti potrebbero apprezzare questo mescolamento tra la parte poetica e quella dura e violenta.

Shakespeare non è per tutti infatti, nonostante una partenza più intimistica, mescola suspense e violenza in maniera del tutto spiazzante.

I continui tagli atti a fermare la “scena” proprio nel momento di risoluzione servono a dare ritmo e tensione, quasi a voler far riprendere fiato dalla violenza che si insinua tra le pagine del romanzo. È una presenza subdola ed esplosiva, quasi disturbante. Tanti sono i personaggi  creati da Bassoli, tanti e soli.

Ognuno di loro è quasi lasciato a se stesso come a voler rendere ancora più drammatica la storia.

Shakespeare non è per tutti è forse la rappresentazione, nero su bianco, delle paure di ognuno di noi.

Ma questo, probabilmente, è il suo punto di debolezza. Come spieghi ciò che spaventa l’animo umano? Roberto Bassoli, a questa domanda, risponde piuttosto che lasciare aperto l’interrogativo.

Il finale esplicativo, però, non rovinerà il viaggio. Non del tutto almeno. E allora che ci si armi di coraggio e si affrontino i silenzi a cui ci costringe la lettura del romanzo.

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