Recensione di Cristina Casareggio

A cura di Cristina Casareggio
TRAMA
Mentre tutto brucia di Paulina Spiechowicz
L’estate di Kamil e Beatrice, fratello e sorella, adolescenti costretti a crescere troppo in fretta, sarà difficile.
Tornati dalla Polonia a Roma, dove sono nati e cresciuti, devono fare i conti con l’età adulta, che si avvicina rapida e non sembra voler fare sconti di pena.
Paulina Spiechowicz ha scritto un romanzo di grande forza narrativa, una storia ruvida, che non lascia indifferenti.
Un esordio che ricorda i ragazzi di Pier Paolo Pasolini e Nicolas Mathieu e che, con onestà, si fa carico della rabbia di un’intera generazione.
Crescere non è mai facile, e lo è ancora di più quando la vita è divisa tra due nazioni così diverse. È l’estate del 1994, e Kamil e Beatrice, rispettivamente di sedici e diciassette anni, prendono un volo dalla Polonia a Roma. Lasciandosi alle spalle il padre e la sua nuova compagna, partono per raggiungere la madre, con cui passeranno l’estate.
Una madre bellissima, ma altrettanto fragile, una donna che ha commesso qualcosa (anche se nessuno sa cosa) e che per questo ha bisogno di affrontare una terapia.
Una donna che ama i suoi figli, ma non riesce a instaurare un legame; ormai adulti, per lei sono un enigma. Vorrebbe essere come loro, ma il tempo per farlo è ormai passato.
Due ragazzi che non si sentono né italiani né polacchi, due ragazzi senza radici salde in nessun luogo.
Sarebbe mai finita, quella indecisione sul mondo, su quale fosse la parte giusta da prendere?
Kamil vuole tornare a Roma, ritrovare la madre, tornare a far parte del branco. Vuole vivere una vita che in Polonia gli sembra impossibile. Il branco è la sua valvola di sfogo, il romanesco la lingua che sente più vicina a sé. Le feste, le droghe, l’alcool diventano il mezzo per sentirsi finalmente parte di qualcosa.
È un ragazzo diviso: tanto forte è l’amore che prova per la famiglia, quanto intensi e devastanti sono gli accessi d’ira che lo travolgono, lasciandolo senza respiro, rinchiuso nella sua stanza.
Non sai fa altro che menà alla gente eh? A tenè gli altri sotto torchio perché non sei capace a vivè la vita tua.
Nutre un amore viscerale per la madre, desidera proteggerla e la accompagna ovunque, diventando la sua guardia del corpo. Un legame quasi maniacale, che finisce per nuocere a entrambi. La paura di vederla ripetere l’errore del passato è talmente forte che gli impedisce di vivere serenamente.
Ripeté a mente tutto d’un fiato: miamadrenonlofaràdinuovo, miamadrenonlofaràdinuovo, miamadrenonlofaràdinuovo, miamadrenonlofaràdinuovo, senza sapere se nel recitare la frase, avrebbe provocato di nuovo l’incidente oppure sarebbe riuscito a esorcizzarlo.
Beatrice è una ragazza sola, senza amici a Roma. I pochi che aveva si sono rifatti una vita, e lei non sa cosa farsene di questa estate imposta in un luogo che non le appartiene. Il rapporto con la madre è teso, non si parlano mai, litigano soltanto.
Aveva solo passato il tempo a recriminare, perché se c’è nel mondo una persona a cui appioppare tute le colpe, quella era la madre.
È divisa a metà tra l’educazione rigida e severa imposta dal padre e la “bella vita” di Roma, fatta di giornate allo stabilimento balneare della madre e serate a ballare.
Solo una volta seduta sul bagnasciuga, dopo essersi tolta gli anfibi, Beatrice scoppiò a piangere. Cercò però di trattenersi. A essere educata con i principi sovietici che il padre le aveva inculcato, si finiva col voler essere pericolosa, si finiva con l’odiare le lacrime
Beatrice è una ragazza che lotta con tutte le sue forze per costruirsi un’identità, contro tutto e contro tutti, ma spesso non sa come fare. Crescere è difficile. Anche l’amore lo è: Beatrice lo cerca in un amico del fratello, ma non riesce a lasciarsi andare. Trova però conforto nell’amicizia con Ludovica, che sembra colmare il vuoto affettivo lasciatole dalla madre.

Paulina Spiechowicz
Paulina Spiechowicz è nata a Cracovia nel 1983.
Trasferitasi in Italia da bambina, ha studiato editoria e giornalismo a Roma, dove vive.
Su Nazione Indiana, Satisfiction, Patria letteratura sono apparsi dei suoi racconti.
Ha scritto per il teatro, suoi testi sono andati in scena a Parigi, e ha scritto poesia – Studi sulla notte, Ensemble 2012.
Mentre tutto brucia è il suo esordio, vincitore del premio Clara Sereni 2023 per il romanzo inedito.
La Spiechowicz, grazie a un importante lavoro di introspezione psicologica, ci regala due personaggi dalle mille sfaccettature. Due ragazzi alla ricerca della propria identità, due ragazzi in cerca di radici su cui costruire la propria vita.
Mentre tutto brucia è un romanzo che non lascia indifferenti e spinge a riflettere su temi fondamentali come la famiglia, le difficoltà della crescita e il senso della vita.
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