Recensione di Monica Truccolo
TRAMA
In un palazzo del centro viene rinvenuto il cadavere di un vecchio pittore. I suoi quadri raccontano una storia di bugie e inganni. «La verità è che non c’è una verità. La verità è che siamo quello che sentiamo, quello che interpretiamo.».
La luce azzurra delle volanti illumina il volto austero dei palazzi di Torino, accendendo la notte di un quartiere del centro dove non accade mai niente. Un vecchio pittore sabaudo, Simone Benelli, è stato trovato morto nella sua casa, seduto nella poltrona in soggiorno con un dito mozzato. Nessun segno di forzatura sulla porta d’ingresso, nessun rumore.
Adele vedeva il vecchio Benelli ogni giorno. Abitava nel palazzo di fronte e aveva l’abitudine di chiudere la giornata fumando al balcone, proprio come lei. Era un uomo distinto, elegante, dall’aspetto triste e solitario.
Il caso la incuriosisce: contatta la famiglia e decide di dedicare al pittore scomparso una mostra personale nella sua piccola galleria d’arte. Inizia così lo scavo nel passato di un uomo misterioso, che nemmeno la nipote, Nadia, conosceva davvero.
Una burrascosa giovinezza trascorsa a Londra e una tarda età scontata in Italia, un grande successo iniziale e le improvvise, lunghe crisi di creatività. La vita di Benelli, come la sua arte, è costellata di contraddizioni e misteri.
Ma chi lo ha ucciso? La finestra del terzo piano incarna il carattere più intimo di una città riservata e nobile come Torino.
Un imperdibile esordio dalla scrittura avvolgente, in bilico tra il calore della commedia e il ritmo incalzante del giallo, con una protagonista scanzonata e fuori dagli schemi: Adele Tedeschi, gallerista che cerca nelle pennellate del pittore una traccia che possa risolvere un omicidio rompicapo.
Agosto è un mese etereo, statico, un tempo fuori dal tempo. Torino, ad agosto, cambia volto, cambia suoni e colori, cambia vita.
Con La finestra del terzo piano ci ritroviamo a Torino, nella calura estiva di agosto, per poi arrivare a dicembre, immersi nel nevischio invernale, in compagnia della protagonista, Adele Tedeschi, un personaggio davvero intrigante.
È impossibile non seguirla nelle sue peripezie. Gallerista e donna di carattere, ogni sera, quando torna nel suo loft mansardato, mentre si rilassa sulla sua piccola terrazza, osserva la vita dei suoi vicini e, in particolar modo, è incuriosita dall’anziano signore che vive al terzo piano di un edificio prospiciente. Sera dopo sera, lo vede intento a fumare un sigaro mentre ascolta una musica. Sempre la stessa musica. Osserva l’interno dell’appartamento, accogliente e sobrio, intravede piccoli scorci di vita altrui, un quadro raffigurante un nudo femminile, una scacchiera sopra un tavolino e una poltrona.
Ogni sera intorno alle dieci lo vedo uscire sul balcone per accendersi un sigaro, quasi come fosse una religiosa abitudine. O magari è molto più semplicemente un vizio, una dipendenza che alla sua età non ha più senso combattere.
Adele nutre una certa curiosità nei confronti di quell’uomo, si chiede spesso chi sia, come sia stata e come sia adesso la sua vita. Ma una mattina, mentre esce per andare alla sua galleria d’arte, Agostino, l’anziano custode del palazzo, le riferisce che il signor Benelli è stato trovato morto nel suo appartamento con l’indice della mano destra mozzato e la scacchiera rubata. Invitata in Questura, come tutti gli altri inquilini, incontra Nadia e scopre che il signor Benelli, nonno di Nadia, era un pittore. Dopo qualche incontro tra le due, Adele propone una mostra nella sua galleria dedicata al defunto.
«Non avevo pensato a una mostra… una mostra. Be’, non è una cosa strana per un pittore, in effetti, è un po’ lo scopo del fare arte, se la metti così. Mi piace come idea. Bello. Non so solo se sia il caso. Così presto.»
Nel romanzo troviamo, oltre ad Adele, altri personaggi, ognuno ben delineato e caratterizzato, ciascuno con la propria personalità: Edo, il compagno di Adele; i suoi genitori; Matilde, l’amica; e il fantasma della piccola Lucia che torna a turbare i sogni di Adele.
Un romanzo piacevolissimo, una lettura magnetica in cui la curiosità e il mistero sono sapientemente dosati, senza far mancare al lettore la giusta dose di pathos e di fatti inspiegabili. La ricerca della verità porterà Adele e le sue amiche da Torino fino a Londra, dove Benelli aveva trascorso molti anni della sua vita, per scoprire quale possa essere il misterioso segreto che custodiva e per il quale è stato ucciso.
«È finita che hanno confermato di aver ricoverato a lungo un paziente di nome Benelli. Hanno parlato di degenza lunga, ma senza specificare un periodo. Hanno detto che non possono rilasciare informazioni sensibili sui pazienti al telefono, che serve una prova di identità e che in ogni caso la documentazione è vecchia ed è custodita in un archivio cartaceo, la digitalizzazione dello storico non sembra essere una priorità. Gli inglesi non sono poi così efficienti come si pensa…»

Paola Darò
Paola Darò è una scrittrice e un ingegnere civile italiana.
Nel 2025 debutta nel mondo della scrittura con il giallo La finestra del terzo piano, pubblicato da Piemme.
Un plot originale e un esordio prezioso per Paola Darò, che intreccia passato e presente con lodevole maestria e raffinatezza. La scrittura è fluida e coinvolgente, il ritmo incalzante, capace di appassionare il lettore in un crescendo di indicibili segreti, fino ad arrivare a un colpo di scena finale davvero sorprendente e inimmaginabile. Molto apprezzabile la scelta della scrittrice di inserire, con estrema delicatezza e considerazione, il tema della malattia mentale, spesso avulso da questo genere letterario.
La sedia accanto al mio tavolino striscia sul pavimento. Poso il bicchiere, alzo lo sguardo. Un signore prende la sedia, ma invece di portarsela via fa un segno, indicandola con la mano. «Posso unirmi a lei, signorina Tedeschi?»
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