Nella spirale di Fermat di Gianfranco Tondini

Nella spirale di Fermat Salotto Giallo

Recensione di Emanuela Ferrara

TRAMA

Wainer e Sara sono stati a lungo insieme prima che una malattia li dividesse. Ora vivono lontani l’uno dall’altra, pur lavorando entrambi nel mondo dell’arte.

Wainer è un gallerista di provincia coinvolto in una produzione artistica nella quale ha investito in maniera rovinosa tutto ciò che possiede, e che per sfuggire ai debiti si addentra nell’oscuro mondo delle contraffazioni, fino al paradosso di falsificare un’opera autentica.

Sara ricopre un incarico di responsabilità alla sede Unesco di Lione e ogni suo pensiero è rivolto alla cura della malattia e al lavoro, a cui si dedica con abnegazione totale. Finché, in modo del tutto inappropriato rispetto alle sue competenze, non viene incaricata di gestire le conseguenze del furto di un quadro di Rembrandt, vicenda che rivelerà un’insidia vasta e velenosa.

Scritto con una trama incalzante a metà fra il romanzo d’azione e il giallo, “Nella spirale di Fermat” descrive il mondo dell’arte contemporanea nei suoi aspetti più estremi e forse meno conosciuti.

Arte e amore provano a imboccare lo stesso sentiero in questo libro poesia di Gianfranco Tondini.

Una spirale di eventi tra il grottesco e il surreale costituisce la trama de Nella spirale di Fermat.

E proprio come nella spirale del celebre scienziato, tutti concorrono alla creazione della trama e nessuno si incontra.

La vita, si sa, è un groviglio di emozioni, sensazioni, pulsioni ed eventi. Non sempre gli uni si concatenano agli altri in sequenza logica. Piuttosto si rincorrono in quella che è la spirale del tempo.

Gianfranco Tondini

Gianfranco Tondini, ha lavorato per trent’anni come attore, regista e autore.

Negli ultimi anni è entrato in confidenza con il mondo dell’arte contemporanea.

Nella spirale di Fermat è il suo primo romanzo.

Tondini ci parla proprio di questa spirale e lo fa con maestria, facendo appassionare il lettore al mondo dell’arte e a quello dell’amore.

Un quadro trafugato. Un artista contemporaneo deceduto. Un’opera incompiuta e una copiata. Tutt’attorno vita che scorre con i suoi turbamenti, le sue malattie e la sua sfrontatezza.

L’arte è vita. E la vita è amore e mistero.

Come recita la quarta di copertina, il libro Nella spirale di Fermat presenta davvero una trama incalzante, a metà fra il romanzo d’azione e il giallo. I personaggi, da Sara e Wainer, da Raniera a tutto il circondario, sono l’incarnazione di stati d’animo e modi di vivere.

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Probabilmente avremmo voluto conoscerli più a fondo, i personaggi, ma il romanzo vuole essere prima di ogni altra cosa un excursus nel mondo dell’arte – quella contemporanea prima fra tutti – con i suoi aspetti più estremi e forse meno conosciuti.

I suoi lavori […] avevano sancito la fine dell’epoca in cui l’arte era espressa attraverso un semplice oggetto […] per elevarsi a una dimensione escatologica

Un continuo ping-pong tra la collina, opera contemporanea, e musei prestigiosi con i loro Rubens e Rembrandt.

Quadri come questo, conosciuti in tutto il mondo non sono più oggetti, ma persone, bisognerebbe parlare di rapimento.

Un libro non corposo; eppure, non propriamente snello in cui spesso ci si perde a fantasticare come dinnanzi a un meraviglioso quadro, mentre, l’attimo dopo, ci si ritrova a correre dietro a contraffazioni e rapitori. Per poter assaporare al meglio questo viaggio circolare di Nella spirale di Fermat bisognerebbe davvero credersi seduti davanti a una scacchiera e:

Prevedere tre mosse avanti come fanno i giocatori di scacchi

Salottometro:

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