La paura del buio di Alessandro Beriachetto

La paura del buio Salotto Giallo

Recensione di Emanuela Ferrara

TRAMA

Mec è un commissario di sessantacinque anni che ha perso la voglia di vivere, ma ha un dono che non può ignorare: capire le persone, soprattutto la mente dei criminali. Per questo è richiesto sull’ennesima scena del delitto, questa volta affiancato da Vincenzo D’Amato, giovane vice ispettore ansioso di dimostrare il suo valore. L’assassino è meticoloso e seriale, sceglie con cura le sue vittime e le uniche tracce che lascia sembrano essere strani morsi sui cadaveri. Quando una paziente catatonica di una casa di cura psichiatrica sembra avere collegamenti con gli omicidi, Marti, un’operatrice sociosanitaria, inizia un’indagine parallela per scoprire la verità sul misterioso assassino.

Gli occhi sono l’unica parte del corpo che non cambia mai.

Quanti occhi abbiamo guardato senza rendercene conto.

Eppure un brutale assassino, l’assassino de La paura del buio, è proprio gli occhi che osserva e decide di fare suoi per sempre.

Un trofeo prelevato dalle sue vittime e trattenuto con sé per continuare a rivivere le emozioni sconvolgenti degli omicidi.

Detta così fa un po’ impressione. In sintesi, però, è di questo che parla il primo romanzo di Alessandro Beriachetto. Un thriller mozzafiato dal ritmo incalzante.

Un susseguirsi di eventi dal quale non ti riesci a staccare. Una storia inquietante e ben costruita, di quelle che piacciono ai lettori appassionati di thriller.

Il male è un fenomeno umano, anche se è molto più confortante pensare che sia qualcosa di sovrannaturale.

Ed è proprio in questo male che l’autore ti trasporta. Il Loup Ravart è tornato. Una maschera mostruosa.

Una figura leggendaria. Un mostro che appare su tutte le emittenti televisive e innesca l’intreccio della storia.

Tre i protagonisti principali, oltre all’assassino e le vittime. Vince, Mec e l’operatrice socio sanitaria. Inutile approfondire, si rischierebbe di perdere il gusto della lettura.

Basti pensare che ognuno di loro è stato tratteggiato egregiamente. Le storie personali dei poliziotti e della OSS vengono raccontate con dovizia di particolari ma senza mai annoiare e risultare ingombranti rispetto alla narrazione.

A ogni pagina ti affezioni un po’ di più a ognuno di loro e alle loro famiglie. Dannazione (si fa per dire), un thriller non dovrebbe toccare le corde più sensibili dell’anima. La paura del buio lo fa.

Spesso ti schiaffeggia in volto e ti lascia a bocca asciutta con un unico pensiero che ti ronza nella testa: “Ok, la storia sarà pure surreale ma le vicende dei personaggi no, non lo sono. Riguardano ognuno di noi”.

Il male è come un seme che tutte le persone si portano dentro, sempre pronto a germogliare. E sai qual è il terreno su cui cresce meglio? Il dolore. […] Il male partorisce altro male attraverso il dolore che provoca. Nessuno è nato per uccidere.

Alessandro Beriachetto

Beriachetto nasce a Pinerolo nel 1990.

Appassionato di musica rock e di romanzi noir, si forma alla scuola di scrittura Holden di Torino e con i corsi di Livio Gambarini su Rotte Narrative.

Impiegato in uno studio professionale, nel tempo libero si dedica al volontariato presso la Croce Verde, dove è anche istruttore. 

La paura del buio è il suo romanzo d’esordio. 

Che ci si creda o no, Beriachetto riesce nell’operazione di farci impietosire dinnanzi alla figura dell’assassino.

Ecco, si potrebbe scrivere di più e approfondire ma si rischierebbe di rovinare il finale. Basti dunque sapere che non sarete dei mostri se a un certo punto vi sentirete quasi di giustificare le atroci mostruosità raccontate in maniera particolareggiata nel romanzo.

E, a proposito di non pensarsi pazzi, sappiate che avrete ragione quando vi sembrerà di aver già letto o visto una scena descritta da Beriachetto.

La paura del buio, e questo è un elemento straordinario a nostro avviso, è costellata di citazioni. La sfida è trovarle tutte.

Il comportamento è lo specchio della personalità e la personalità è lo specchio delle fantasie. Per conoscere l’artista dovete studiarne l’opera.

A voi non resta che aprire l’opera e iniziare il viaggio tra mostri, vite e citazioni.

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