Tremi chi è innocente di Barbara Frandino

Tremi chi è innocente Salotto Giallo

Recensione di Barbara Terenghi Zoia

TRAMA

Una famiglia può essere un piccolo universo.

E se a raccontarla mentre esplode è un ragazzino di sedici anni con una voce trascinante, una testa fuori dal comune, una vita sociale ai minimi termini e un numero considerevole di mali immaginari, tutto si fa più mosso e imprevedibile.

Il punto è che quando i desideri di Nico cominciano ad avverarsi, un uomo muore. Ma tutti nella sua famiglia hanno un movente per uccidere.

E una vita piena di segreti e di colpe, di crepe e di bagliori.

«Quello che non capisco è perché adesso ce ne stiamo qui a cercare di imbrogliarci a vicenda, a fingere di essere una famiglia normale, persone normali».

Quando il cadavere di un uomo viene ripescato nel fiume, Nico è certo di sapere di chi si tratta.

Per una ragione molto semplice: è stato lui a ucciderlo. O almeno così crede.

Nel tentativo di ricostruire i fatti, per assolversi o condannarsi, si ritrova a scavare nelle bugie della sua famiglia e a cercare l’origine della loro infelicità, che come una malattia si è propagata e ha infettato ogni cosa.

Persino i desideri. Magari tutto è cominciato quando suo padre, un ingegnere in cerca della felicità termodinamica, ha iniziato a riempire la casa di oggetti che lui stesso avrebbe voluto inventare.

O quando sua madre, con un diploma di laurea che prende polvere in un cassetto, ha sognato di perdersi dentro i libri che ama e sparire per sempre. Oppure nel momento preciso in cui Nico ha guardato suo zio e ha temuto di somigliargli.

O magari un motivo non c’è, succede e basta, che le vite precipitino. La certezza diventa presto una sola: per quella morte tutti avrebbero un movente, perché tutti hanno qualcosa da nascondere.

A tratti crudele, a tratti ironica, sempre efficacissima, la scrittura è la vera arma di questo romanzo mondo. Un noir familiare che si legge d’un fiato, un ordigno perfetto che ci lascia intravedere la distanza minima tra chi siamo e chi potremmo essere.

Entrare nella mente di un adolescente non è affatto semplice. Quale genitore non pagherebbe per fare un giro nei pensieri del proprio figlio, in piena tempesta ormonale?

Barbara Frandino ci accompagna proprio dentro la testa del protagonista, Nico, un sedicenne carico di problemi, sia immaginari che reali.

Descrivere questo viaggio come un giro sulle montagne russe è forse un eufemismo: è molto di più.

Nico ha un alto quoziente intellettivo, è ipersensibile e pensa incessantemente, troppo.

Questo flusso continuo di pensieri gli provoca mal di testa e un senso di sovraffollamento mentale che non riesce a gestire. E, diciamocelo, chi riuscirebbe?

Grazie alla sua profonda empatia, Nico coglie dettagli che agli altri sfuggono.

Percepisce chiaramente che qualcosa tra i suoi genitori è cambiato: le dinamiche familiari sono diverse, e sembrano solo peggiorare.

Barbara Frandino

È una giornalista, sceneggiatrice, produttrice e autrice di documentari e di programmi radiofonici, ha curato per Einaudi le raccolte di racconti Corpo a corpo (2008) e Ti vengo a cercare (2011). Ha scritto due libri per ragazzi, Jason (Salani 2013) e Che paura (Fabbri 2017), ed è coautrice di libri editi da Feltrinelli nella collana «Save the parents».

Per Einaudi ha pubblicato È quello che ti meriti (2020).

La scrittura della Frandino è appositamente frammentata per esasperare la sensazione dei continui sbalzi  nei pensieri di Nico, offrendo al  lettore notevoli dosi di ironia, contrapposte a turbamenti e drammaticità.

I genitori di Nico prendono forma attraverso i suoi pensieri, quasi fossero figure mitologiche, irreali, inventate.

Non poteva essere altrimenti, considerando l’analisi impietosa che emerge.

Dovevo rassegnarmi ad avere un padre che stava andando fuori di testa. Non era una cosa facile da accettare. A nessuno piace l’idea di avere un padre suonato, ma non era la prima volta che se ne usciva con queste sparate.

La sensazione è che i ruoli siano invertiti: è il figlio a preoccuparsi per i genitori, e non il contrario.

Anche a me piacciono i libri: ma per mia madre è diverso. Lei si trasferisce nei libri. E quando stanno per finire, si vede che è un trauma tornare. Te ne accorgi dall’espressione del viso, quella faccia insoddisfatta, la pelle un po’ ingrigita di chi pensa che la vita sia stata sleale.

Tremi chi è innocente getta uno sguardo tagliente su quella che, in apparenza, è una famiglia come tante.

Una famiglia normale, ma che nasconde segreti e misteri, narrati con un tocco di struggente realismo.

Non eravamo sempre stati così. Eravamo stati felici, a volte di più a volte di meno. Avevo un sacco di bei ricordi.

Tremi chi è innocente è una storia delicata e intensa, spietata quanto basta, raccontata interamente in prima persona dal punto di vista di Nico.

Il protagonista si sforza di uscire dall’isolamento sociale in cui si trova e tenta, come può, di tenere insieme una famiglia che sta andando in pezzi.

Ma tutto precipita quando entra in scena un cadavere.

Da quel momento, la situazione scivola su un piano inclinato, senza possibilità di risalita.

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