L’innocenza dell’iguana di Paolo Roversi

L'innocenza dell'iguana Salotto Giallo

Recensione di Barbara Terenghi Zoia

TRAMA

Una sparatoria in pieno centro sconvolge Milano: un sicario in moto, nascosto da un casco integrale e una tuta di pelle, apre il fuoco su due uomini per poi dileguarsi nel nulla.

Mentre il vicequestore Loris Sebastiani inizia le indagini e il giornalista hacker Enrico Radeschi si trova avvolto dalle nebbie di Venezia, emergono i primi dettagli.

Le telecamere della zona in cui è avvenuto il feroce agguato non hanno registrato nulla di utile, e le due vittime – il noto conduttore radiofonico Michele Carras e l’imprenditore Giovanni Fontana, ricoverati in condizioni critiche – sembrano appartenere a mondi fra loro inconciliabili.

Qual è, allora, l’oscuro legame che ha finito per incrociarne i destini?

Per risolvere il mistero, il poliziotto sa di poter contare sull’aiuto del cronista e sulle sue doti informatiche.

Peccato che Enrico sia distratto: deve aiutare il Danese, l’amico dal passato oscuro. L’uomo è in fuga, braccato dalla polizia e impegnato nella disperata ricerca della figlia scomparsa.

C’è un barlume di speranza: forse la ragazza è ancora viva e può essere salvata, ma il tempo stringe e il pericolo incombe.

Ad aiutare Radeschi in questa doppia indagine ritorna Liz, giovane e brillante hacker, determinata a dimostrare il proprio valore e a superare il maestro in astuzia e capacità investigative.

L’innocenza perduta, però, non si recupera, come tutti scopriranno a proprie spese, e ben presto la vicenda si trasforma in una corsa contro il tempo, con i fantasmi del passato che riemergono mettendo a dura prova tutti i protagonisti.

L’innocenza dell’iguana, ultimo romanzo di Paolo Roversi, segna il ritorno da protagonista del giornalista hacker Enrico Radeschi,.

Rispetto ai libri precedenti, qui, alla sua undicesima avventura, Radeschi si presenta in una luce diversa, più statico e riflessivo.

Per questo il lettore affezionato, abituato a vederlo saettare in sella alla sua celeberrima Vespa gialla, potrebbe inizialmente rimanere deluso.

A casa del giornalista si rifugia il Danese, un suo vecchio amico “gangster”, braccato dalla polizia, e che porta con sé una missione di vitale importanza, richiedendo anche l’aiuto di Radeschi.

Sebbene questa ricerca costituisca l’oggetto di una trama secondaria del romanzo, si fa strada con forza, soprattutto emotivamente, divenendo il cuore pulsante della narrazione.

Ne Linnocenza delliguana  Enrico Radeschi appare un po’ defilato, lavora da remoto, non è presente immediatamente sul campo e, pur mantenendo la sua vena ironica,  prevale in lui il mood malinconico per la perdita del suo amato cane Buk:

Dal bosco spunta un montanaro con un cane. Taglia media, meticcio, felice. L’animale inizia a correre a perdifiato. Libero. Senza catene. Senza guinzaglio. Mi si inumidiscono gli occhi. Buk, quando era cucciolo, nella Bassa correva a quel modo sull’aia della casa dei miei

sono giorni che non vedo le due piccole pesti e dopo la faccenda triste di Buk ho un disperato bisogno di affetto canino. Lo diceva anche Schopenhauer: ”Chi non ha mai avuto un cane non può sapere cosa significa essere amato”, e io sono totalmente d’accordo!

Paolo Roversi

Scrittore, giornalista e sceneggiatore, si è laureato in Storia contemporanea all’Università Sophia Antipolis di Nizza (Francia).

Ha pubblicato romanzi gialli con protagonista il giornalista hacker Enrico Radeschi: Blue Tango – noir metropolitano (Stampa Alternativa), La mano sinistra del diavolo (Mursia) con cui ha vinto il Premio Camaiore di Letteratura Gialla 2007 ed è stato finalista del Premio Franco Fedeli 2007, Niente baci alla francese (Mursia), La marcia di Radeschi (Mursia), L’uomo della pianura (Mursia) e La confraternita delle ossa (Marsilio).

Tra gli altri suoi romanzi: PesceMangiaCane (Edizioni Ambiente), L’ira funesta (Rizzoli), Alle porte della notte (Marsilio) e Il pregiudizio della sopravvivenza (Marsilio).

È fondatore e direttore della rassegna dedicata al giallo e al noir NebbiaGialla Suzzara Noir Festival. Ha diretto MilanoNera web press, un portale dedicato interamente alla letteratura gialla.

Altro personaggio presente nel romanzo e già noto ai lettori di Roversi è Liz, la ragazzina nerd, nonchè bravissima hacker, che vive in casa di Radeschi e che in questo giallo diventa una protagonista assoluta.

Milano è il teatro della sparatoria e Roversi ne offre un’immagine poetica:

Milano all’alba è diversa. I palazzi, le finestre illuminate qua e là, segno di chi è già in piedi per cominciare la giornata, il riverbero dei lampioni sulle strade vuote. I marciapiedi che iniziano ad animarsi: qualche runner sfida il buio con le cuffie nelle orecchie, e poi ci sono i padroni dei cani che passeggiano silenziosi, accompagnati dai loro animali che esplorano i cespugli.

L’innocenza dell’iguana è un romanzo avvincente e stratificato che intreccia due storie avvincenti, mettendo in luce il protagonista Radeschi in una duplice veste: quella di amico leale e di giornalista astuto.

Questa dualità svela lati inediti e sorprendenti del suo carattere, rendendolo ancora più affascinante e complesso.

I lettori saranno catturati dalla sua evoluzione, scoprendo sfumature inaspettate che arricchiscono la narrazione e offrono uno sguardo profondo sulla sua personalità.

Un viaggio emozionante che promette di tenere il pubblico con il fiato sospeso.

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