Erin the beast player di Nahoko Uehashi

Erin the beast player Salotto Giallo

Rubrica a cura cura di Rosaria Sorgato

Recensione di Samuela Moro

TRAMA

Erin the beast player

Si può colmare la distanza che separa gli esseri umani dagli animali? È l’amore a unire tutte le forme di vita, o la paura?

Due forze in lotta tra loro, una ragazza con un potere da scoprire e leggendarie creature regali che solo lei è in grado di capire e proteggere.

Una saga fantasy coinvolgente e sofisticata da una delle scrittrici più lette di sempre in Giappone.

Nel villaggio dei custodi del granducato dell’Aruhan, Soyon ha una responsabilità importante: prendersi cura dei temibili serpenti d’acqua dell’esercito del granduca, i tōda.

Quando però alcuni esemplari muoiono misteriosamente, la donna viene condannata a morte e, usando una tecnica proibita, riesce a mettere in salvo sua figlia Erin, finita insieme a lei nella palude dei tōda più feroci.

Approdata sulla remota costa di un lago nel regno di Ryoza, Erin viene accolta da un vecchio apicoltore che le insegna tutto sulle api e sulle ōjū selvatiche, gigantesche e in apparenza pericolosissime creature alate.

Contravvenendo alle regole millenarie e seguendo le sue intuizioni e conoscenze, Erin sarà il primo essere umano a creare, grazie anche alle note di un’arpa, un legame speciale con un cucciolo di ōjū di cui si prende cura.

Questo legame le garantisce un ruolo importante ma la coinvolge anche in complotti politici che mettono in pericolo lei, le persone che le sono vicine e le stesse creature alate.

Erin dovrà rischiare il tutto per tutto non solo per salvare se stessa, ma anche per impedire che le sue amate Dōjū vengano trasformate in armi di distruzione.

«Finché durerà la vita che mi hai donato, rimarrò sulla riva dell’abisso e continuerò a suonare la mia arpa. Pizzicherò le corde una per una, e parlerò alle creature che popolano il cielo e la terra».

Una delle scrittrici più lette di sempre in Giappone, Nahoko Uehashi arriva (finalmente!) in Italia grazie a Fazi Editore, con il primo volume di una saga fantasy amata da milioni di lettori nel mondo.

Da questi (quattro) romanzi sono stati infatti tratti il manga e l’anime Kemono no Sōja, fenomeno di culto in Giappone, a partire dal 2008.

In Erin The Beast Player il lettore viene catapultato in un mondo straordinario, popolato di creature incantevoli ma al contempo avvelenato dalle lotte di potere e guerre tipiche di ogni società umana.

In quello che è anche un romanzo di formazione, seguiamo le avventure di Erin, prima bambina e poi donna, figlia di due mondi culturalmente molto diversi e pertanto alla ricerca di una propria identità e una propria strada.

Erin è figlia di Soyon, guardiana dei tōda, gli enormi serpenti d’acqua neri allevati per servire l’esercito dell’Aruhan.

Quando alcuni esemplari muoiono, le colpe ricadono totalmente sulla madre di Erin, che viene condannata a morte per la sua negligenza.

La donna però riesce a salvare la piccola Erin e a permetterle di fuggire.

La bambina, sopravvissuta a un’avventurosa fuga, viene ritrovata e salvata da Jōn.

Jōn è un apicoltore che si occuperà di lei come se fosse una figlia, insegnandole tutto ciò che sa su natura e mondo animale.

Erin sin da subito si dimostra una protagonista fragile e sensibile ma al tempo stesso determinata, con una profonda curiosità verso la natura, le creature viventi e lo studio dei loro comportamenti.

La piccola scopre piano piano di possedere un dono, una capacità unica di comprendere ed entrare in contatto intimo con tutte le forme di vita.

Seguendo Jōn, il suo mentore, Erin ha il suo primo contatto con le ōjū, meravigliose e maestose bestie alate, all’apparenza pericolose, da cui rimane stregata a prima vista.

Assieme ai tōda, le ōjū sono le creature che, asservite agli esseri umani, determinano la stabilità politica ed il bilanciamento del potere sui regni.

Il racconto seguirà Erin nel suo percorso verso l’età adulta.

La ragazza crescendo ha la possibilità di avvicinarsi ad un cucciolo di ōjū e di intrecciare con lei un legame unico e speciale.

Tra le due si creerà un rapporto sensibile, particolare, affascinante ma al contempo da molti temuto per le inevitabili implicazioni politiche.

Qualsiasi cosa fosse successa da allora in poi, lei si sarebbe tenuta salda a quel pensiero (…) Non avrebbe tradito i suoi ideali, anche se ciò l’avesse messa in pericolo di vita.

In Erin The Beast Player natura incontaminata e creature fiabesche si mescolano a lotte umane per il controllo dei popoli.

Nahoko Uehashi

Nahoko Uehashi è una scrittrice e antropologa giapponese.

PhD all’università Rikkyo, Nahoko Uehashi ha svolto ricerche sugli aborigeni australiani.

Vincitrice di numerosi premi letterari, in Italia è conosciuta soprattutto per la serie Moribito, il guardiano dello spirito.

Tra gli altri titoli, La ragazza venuta da Occidente. Kokun. La Dea dei profumi (Ne/oN, 2024), Erin. The Beast Player (Fazi, 2025).

Con uno stile evocativo e a tratti poetico, Nahoko Uehashi descrive un mondo in cui forze umane e naturali si contrappongono.

Qui Erin, così legata al rispetto di ogni forma di vita, si troverà a dover combattere, a modo suo, per proteggere ciò a cui tiene.

Un libro che pur nella sua ambientazione fantasy porta alla luce tematiche rilevanti, reali ed attuali, dunque, approfondendo i legami tra persone, tra esseri umani e animali, tra uomini e natura.

Un racconto di crescita personale quello della Uehashi che, grazie a un’ambientazione da sogno, trasporta chi legge in una fiaba senza tempo né spazio, spingendo inevitabilmente ad una riflessione sull’onnipotenza dell’essere umano e sulla necessità, sempre tutta umana, di sovrastare il volere e la libertà delle altre forme viventi.

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