Recensione di Claudia Pieri
TRAMA
La golena: un luogo senza tempo, una terra fertile tra il Po e l’argine che salva dalle inondazioni, ma che in inverno si trasforma in un luogo di nebbie, misterioso e avvolgente.
È nel fienile di una casa semidiroccata di golena che Paolo, dodici anni, viene trovato privo di sensi con una profonda ferita alla testa.
Con gli amici era andato a giocare sfidando i proprietari, Luigi Morosini, un uomo violento con un debito verso la giustizia, e la moglie Elvira, che nel paese di Fossanera descrivono come una strega, anche se poi non poche donne vanno da lei di nascosto a farsi fare i tarocchi.
Gli altri ragazzi non sanno che cosa sia successo, ma non è difficile puntare il dito contro il Morosini.
Certo, è possibile che Paolo avesse visto qualcuno che non doveva vedere proprio lì, dai Morosini, proprio in quel freddo pomeriggio invernale…
Paolo è in coma, non si sa se ce la farà, ma intanto il vaso di Pandora dei segreti del paese è stato scoperchiato e mentre la polizia indaga, tallonata da vicino da Pietro Incantevole, giovane cronista della stampa locale, nessuna famiglia si sente più al sicuro…
Non esiste creatura, per quanto feroce o oscura, che non possa essere addomesticata dalla luce, nemmeno quella più spaventosa, nascosta nelle profondità delle proprie tenebre interiori
Luci e ombre, oscurità, tenebre fanno da sfondo a Le streghe non dormono, romanzo dalle marcate venature noir, ambientato nella provincia della “bassa” padana
quel tratto di pianura emiliana tagliata a metà dal Po, intersecata dai fossi, sepolta dalla bruma bianca per buona parte dell’inverno
Un’ambientazione che riveste un’importanza fondamentale nell’economia della storia e che Alice Bassoli cura molto attentamente, con descrizioni vivide e realistiche:
Il bosco della golena, i pioppi bianchi, sottili e spogli, affusolati come lunghe ciglia di gesso. Il fiume è laggiù, sullo sfondo, anche se la distanza non le consente di scorgerlo. La rete di tronchi, cespugli ed erba alta fa da scudo tra lei e il possente nastro d’acqua.
E ancora:
La pianura intorno si estende a perdita d’occhio. Le montagne e le prime colline non sono che una cornice cobalto sbiadita e lontana, soffocata dalla nebbia sui campi dormienti.
Le streghe non dormono è un viaggio nell’abisso dell’animo umano, nel degrado, nella disperazione, nella solitudine, nel vuoto che si nutre di leggende e pregiudizi, dove il “cattivo” è sempre quello povero, vestito di stracci:
sono i poco di buono: vestiti male e fetidi
quello “diverso”, perché
nessuno vorrebbe scoprire che a far del male a un bambino sia stata “una persona per bene”. E’ più facile pensare che sia stato il lupo a mangiare le galline, e non il cane di casa
Un piccolo paese di provincia dove si conoscono tutti e in cui tutti nascondono dei segreti, è il luogo ideale nel quale si annidano credenze popolari, superstizioni, pregiudizi e ignoranza:
qui in questi paesi piccoli, la gente è cattiva. Tutti invidiosi, sono
Con una scrittura magnetica l’autrice attira il lettore dentro il racconto, imprigionandolo in una ragnatela con al centro il caso da risolvere e da cui si diramano le storie parallele di tutti i protagonisti della vicenda.
Le streghe non dormono è un romanzo che trasuda umanità, un’umanità dolente e fragile incarnata da personaggi resi autentici dal grande lavoro di caratterizzazione della Bassoli:
Luigi Morosini, la moglie Elvira, e i figli, Gabriele e Clara sono creature selvagge, scimmie, lupi mannari affamati del sangue della brava gente. Bestie fameliche pronte a tutto, anche a vendere la propria anima per un tozzo di pane
E ancora:
quella zingara, quella puttana maledetta di Clara. Una giovane strega capace di ammaliare uomini e donne, e di soffocarli avvolgendoli nelle sue spire come una serpe nera e velenosa
Un romanzo denso che affronta a muso duro e senza sconti per nessuno, personaggi e lettori, i demoni che avvelenano gli animi delle persone.
Le famiglie disfunzionali, i segreti che pesano come macigni condizionando la vita non soltanto di chi li custodisce, ma anche di chi gli sta accanto.
La disabilità di Maddalena, vissuta con rabbia e impotenza dalla madre Antonella:
Non riesco più a sopportare l’ignoranza e la superficialità delle persone. Ogni volta che esco con Maddalena, sento gli sguardi di tutti puntati su di lei, i bisbigli, le maldicenze …Vorrei solo che la gente la smettesse di giudicare e dimostrasse un po’ più di empatia. Maddalena ha tanto amore da dare, ma loro, anzi, voi, vedete solo la sua disabilità. E’ come se il valore di una persona si misurasse dalla sua capacità di essere “normale”, e questo mi fa rabbia. Mi fa sentire impotente
Il senso dell’amicizia per Filippo, il fratello di Maddalena:
Un amico non ti guarda con quegli occhi cattivi, non si schiera contro di te costruendo dal nulla un muro altissimo e accusando tua sorella di aver mandato in ospedale un ragazzino come loro, solo perché è diversa. No, un amico ti difende sempre, anche se sei colpevole

Alice Bassoli
Alice Bassoli inventa storie da quando è bambina, ma ha cominciato a scrivere dopo i trent’anni, ispirata dalla lettura di due romanzi molto speciali che ancora oggi conserva nel cuore.
La ninnananna degli alberi è stato pubblicato da Corbaccio nel 2024.
Sono queste alcune delle tematiche che emergono dalle pagine del romanzo di Alice Bassoli e che l’autrice tratta senza indulgere in facili edulcorazioni.
La sua scrittura è diretta, senza filtri, trasmette immagini che colpiscono il lettore come un pugno al centro dello stomaco.
Può sembrare a tratti brutale, ma ha l’enorme merito di rendere tutto più vero e aderente alla realtà.
Con grande maestria la Bassoli riesce a riavvolgere il filo di tutte le storie che racconta e, in un crescendo di tensione, accompagna il lettore alla scoperta di un epilogo inaspettato che nasconde un messaggio potente in uno squarcio di luce.
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