Recensione di Katya Fortunato
TRAMA
Quando Philomena Drax riceve una lettera dal nonno, caduto nelle grinfie della crudele famiglia Slape che mira ai suoi soldi, si precipita in suo aiuto.
Ma non ha fatto i conti con Katie Slape, giovane selvaggia, ladra spietata, veggente assassina.
Fra sedute spiritiche, incendi, spettacoli di cabaret e due colpi di martello, le due si rincoreranno come in una danza macabra nell’America della Gilded Age.
Perché nessuno sfugge alla furia di Katie.
Prima di cominciare a leggere Katie, bisogna tenere conto che il prologo potrebbe rivelarsi un po’ intenso e non essere adatto a tutti.
Se si ha una sensibilità più spiccata, è importante essere preparati prima di immergersi nella lettura.
La vigilia del Natale 1863, nel pieno del conflitto tra Stati del Nord e del Sud, una bambina di nome Katie Slape, sedeva davanti al fuoco nelle stanze di uno squallido casermone di Philadelphia.
Katie esplora il conflitto tra due protagoniste opposte: Katie e Phillo.
Katie è una figura complessa e affascinante, ma indubbiamente una persona orribile.
Le sue azioni egoistiche la rendono un personaggio intrigante, capace di suscitare sia repulsione che curiosità nel lettore.
McDowell riesce a dipingere il suo lato oscuro con maestria.
Dall’altra parte, abbiamo Phillo, che rappresenta la bontà e l’integrità.
La sua natura è in netto contrasto con quella di Katie e ciò crea un conflitto avvincente che tiene il lettore incollato alle pagine.
La lotta tra queste due donne non è solo una battaglia personale, ma riflette anche temi più ampi, come la moralità e il libero arbitrio.
Non si tratta soltanto di uno scontro tra due antagoniste, ma di un confronto tra scelte e conseguenze.
Phillo incontra altre ragazze che le saranno amiche e l’aiuteranno nel momento del bisogno, e anche loro si troveranno a compiere delle scelte.
Scelte che coinvolgeranno Phillo e alle quali lei non si piegherà.
“Ti devo delle scuse” mormorò, con un sorriso mesto. “Sono stata affrettata nel giudicare. Ora mi rendo conto che la vita può essere dura qui.”
“Pensavo lo sapessi” disse Ella. “Fiorellino, parlami di New Egypt”.
Non manca la storia d’amore, che in un romanzo ambientato nell’800 sarebbe strano non trovare.

MIchael McDowell
Michael McDowell (1950-1999) è stato uno scrittore. Autore di circa 25 libri e numerose sceneggiature per la televisione e per il cinema, tra le quali si ricorda la sua partecipazione alla stesura di Beetlejuice – Spiritello porcello e a quella di Nightmare Before Christmas, anche se riguardo quest’ultima è opportuno sottolineare il suo apporto praticamente nullo.
La scrittura di McDowell è incisiva e coinvolgente, e riesce a trasmettere le emozioni e le tensioni tra i personaggi in modo efficace.
La dinamica tra Katie e Phillo è il cuore pulsante del romanzo, e il lettore si trova a fare il tifo per Phillo mentre teme Katie.
Il finale, purtroppo, appare essere frettoloso.
Nel giro di poche pagine il romanzo arriva alla conclusione, e ci si chiede se qualche capitolo in più avrebbe potuto rendere la chiusura più soddisfacente.
Probabilmente perché, loro malgrado, ci si affeziona alle protagoniste e si vorrebbe rimanere in loro compagnia ancora per un po’.
Nel complesso, Katie si lascia leggere con avidità, e probabilmente è proprio questo il motivo per cui la fine sembra arrivare troppo in fretta.
Katie è un’opera che invita a riflettere sulla natura del bene e del male, e sul modo in cui le scelte personali possono influenzare le vite degli altri.
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