Uno di noi è tornato di Karen M. McManus

Uno di noi è tornato Salotto Giallo

Rubrica a cura di Claudia Pieri e Samuela Moro

Recensione di Alessandra Isabella Spanò

TRAMA

Sono passati ormai due anni dalla morte di Simon Kelleher e non è stato affatto facile scrollarsi di dosso l’accaduto.

Prima di tutto Bronwyn, Cooper, Addy e Nate hanno dovuto provare la loro innocenza e trovare il vero colpevole, poi Maeve, Knox e Phoebe si sono dovuti misurare con un imitatore di Simon.

Ora sono tutti di nuovo riuniti per trascorrere insieme l’estate, ognuno con l’idea di andare finalmente avanti con la propria vita.

Peccato che a Bayview nulla sia mai facile o scontato.

Dapprima una scritta comparsa all’improvviso su un tabellone pubblicitario ricorda a tutti in città che è arrivato il momento di iniziare un “nuovo gioco”.

E quando un membro del gruppo scompare, è chiaro a tutti che il “gioco” in questione è serio e chiunque ne sia l’iniziatore non ha nessuna intenzione di condividerne le regole.

Sempre che di regole ce ne siano. Come se non bastasse, qualcuno di inaspettato riemerge dal passato e fa ritorno in città.

Che la storia sia destinata a ripetersi, conseguenze mortali comprese?

Simon in fondo aveva ragione: tutti i segreti, prima o poi, vengono a galla. E Bayview ne ha ancora molti da rivelare.

Uno di noi è tornato di Karen M. McManus, terzo capitolo della serie iniziata con One of Us Is Lying, è un thriller young adult.

Con una trama intricata che esplora temi di giustizia, vendetta e riconciliazione, il romanzo rappresenta un ulteriore passo nel consolidamento dello stile di McManus, caratterizzato da una costruzione narrativa ricca di suspense, colpi di scena e caratterizzazione psicologica dei protagonisti.

Ambientato nell’immaginaria Bayview, il libro riunisce i protagonisti dei capitoli precedenti e introduce nuovi conflitti, intensificando le dinamiche di gruppo e portando a compimento alcuni degli archi narrativi principali della serie che si rivolge ad un pubblico di lettori specifici per età e gusti.

Uno di noi è tornato si colloca nel genere young adult thriller con forti elementi mystery.

Questo sottogenere rappresenta un’evoluzione del mystery classico, adattato a un pubblico prevalentemente giovane.

McManus segue la tradizione del thriller psicologico in chiave YA, costruendo una narrazione in cui ogni personaggio vive il conflitto tra il desiderio di verità e la paura delle conseguenze, immerso in un contesto sociale fatto di giudizi, rivalità e amicizie ambivalenti.

Uno di noi è tornato affronta temi quali la giustizia, la responsabilità, il perdono e il superamento del trauma.

In particolare, Uno di noi è tornato approfondisce il concetto di giustizia personale rispetto alla giustizia sociale, esplorando le conseguenze della vendetta privata e del silenzio sui segreti personali.

McManus indaga inoltre le dinamiche di gruppo, il bullismo e l’impatto delle decisioni individuali all’interno di un sistema sociale ristretto dove ogni azione ha ripercussioni anche su altri membri della comunità.

Il romanzo si interroga anche sulla possibilità di redenzione e sulla difficoltà di elaborare un trauma collettivo.

Ogni personaggio è, in fondo, una vittima e un carnefice e McManus sottolinea come il confine tra giusto e sbagliato sia spesso sfumato in un contesto adolescenziale.

Lo stile di McManus si caratterizza per una prosa diretta e scorrevole, in grado di catturare l’attenzione di un pubblico giovane ma a suo modo esigente.

La scelta di utilizzare capitoli brevi e una narrazione multi-punto di vista, consente una lettura coinvolgente e crea una tensione costante.

La tecnica narrativa basata sulla situazione di suspense lasciata in sospeso, frequente tra i capitoli, mantiene alta l’attenzione del lettore e riflette la frammentazione dei segreti tra i protagonisti, generando un effetto di accumulazione emotiva che raggiunge il culmine nel finale.

Uno di noi è tornato ha quindi diversi punti di forza, ma non mancano quelli di debolezza.

Uno dei problemi più evidenti del romanzo risiede nella complessità della trama, che a volte rischia di diventare eccessiva.

Se da un lato il ritmo serrato e i numerosi colpi di scena tengono viva l’attenzione, dall’altro possono creare una sensazione di sovraccarico narrativo.

I lettori potrebbero trovarsi confusi dalla quantità di dettagli o dalla necessità di ricordare eventi accaduti nei romanzi precedenti per comprendere appieno lo sviluppo della storia.

Questo rende il libro meno accessibile a chi si avvicina alla serie per la prima volta o non ha una conoscenza fresca dei capitoli precedenti.

Karen McManus

Karen M. McManus, autrice di numerosi successi editoriali, per Mondadori ha pubblicato Uno di noi sta mentendo (2018 e 2022) e Uno di noi è il prossimo (2022), Non devi dirlo a nessuno (2020) e Cugini di sangue (2023).

Inoltre, McManus esplora le conseguenze delle azioni passate e il desiderio di riscatto, aggiungendo una profondità tematica che arricchisce il thriller.

Tuttavia, alcuni spunti filosofici o morali rimangono accennati e non pienamente sviluppati, lasciando la sensazione di un’occasione mancata per approfondire meglio le implicazioni emotive della storia.

L’ambientazione del romanzo contribuisce a creare un’atmosfera di tensione e mistero che coinvolge il lettore.

I luoghi descritti, carichi di inquietudine, amplificano il senso di isolamento e pericolo.

Tuttavia, in alcuni momenti, l’enfasi sull’atmosfera sembra prevalere sulla plausibilità, creando alcune situazioni che appaiono forzate o poco realistiche, col rischio di compromettere la sospensione dell’incredulità.

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