Rubrica a cura di Cristina Casareggio
Recensione di Katya Fortunato
SINOSSI
Brucia di passione, Artemisia.
Passione per la vita, per l’arte che le scorre nelle vene: il mondo le appare così ammaliante che non può solo guardarlo dalla finestra.
Artemisia ha imparato sin da bambina i segreti delle polveri da cui nascono i colori e ha il dono di saperne trarre la vita.
Come vorrebbe dipingere e scoprire ogni cosa! Invece, tutti quei misteri di cui palpita Roma, come una peccaminosa statua di Ermafrodito che si vocifera sia nascosta nel palazzo di un cardinale, a lei sono negati. In quanto donna, ogni parte di sé – il suo corpo, la sua abilità, il suo vero io – deve rimanere celata.
La sua anima ardente si ribella alle regole che la vorrebbero silenziosa e sottomessa, ma è suo padre, il pittore Orazio Gentileschi, a disporre del suo destino.
Nonostante le abbia insegnato a dipingere, maledice il cielo di aver dato tutto quel talento a una figlia femmina e non vede l’ora di affibbiarla a un marito, mentre si appropria senza vergogna delle sue opere.
Ma, nel vigore dei suoi diciassette anni, Artemisia sente di non aver bisogno di un uomo, le basta la sua arte per essere felice.
Quando Agostino Tassi, anch’egli pittore, entra nella vita dei Gentileschi, le fa balenare per un istante un mondo di possibilità artistiche. Invece, come un rapace, le strappa con la violenza quella fugace illusione.
Mentre tutti la spingono a piegarsi al suo destino, Artemisia capisce di non poter fare a meno della sua libertà, qualunque sarà il prezzo da pagare, e decide di dimostrare al mondo di quale ardimentoso slancio è capace il cuore di una donna.
Chi non conosce la storia di Artemisia Gentileschi deve assolutamente rimediare leggendo La disobbediente.
Elizabeth Fremantle ci fa conoscere una donna forte e fragile al tempo stesso, coraggiosa e con una passione e un talento per la pittura che saranno la sua condanna e la sua più grande gioia.

La disobbediente racconta la storia di Artemisia con una scrittura accattivante e scorrevole.
Il romanzo narra come, in un’epoca in cui la pittura era appannaggio esclusivamente maschile, Artemisia si sia fatta strada per via di un talento innato, coltivato con determinazione, grazie anche agli insegnamenti del padre che la guida.
Artemisia infatti, è la figlia di Orazio Gentileschi, anche lui pittore, che inizia i suoi figli al mondo dell’arte.
Peccato che la sola che abbia un vero talento artistico sia proprio Artemisia, l’unica figlia femmina, per questo, fonte di preoccupazione e controllo da parte del genitore rimasto vedovo e che non vede l’ora di trovare un marito a questa figlia tanto talentuosa, quanto ribelle.
La reputazione dell’unica figlia femmina è fonte di costante preoccupazione per il padre. Sembra pensare che la natura curiosa di Artemisia la metta in pericolo. Ma è stato lui a crescerla come un’artista, e senza curiosità non c’è arte, almeno lei ne è fermamente convinta.
Una Roma di inizio ‘600, in pieno fermento artistico, fa da sfondo a questo romanzo e alla vita di Artemisia che, grazie al padre, conosce tanti altri artisti da cui cerca di carpire i segreti della pittura.
E’ proprio uno di loro, Agostino Tassi, a cambiare per sempre la sua vita.
Orazio affida Artemisia alla guida di Agostino, un virtuoso della prospettiva, che, con la complicità della sua sorvegliante, Tuzia, dopo essere stato rifiutato dalla ragazza, la stupra.
Artemisia è così costretta a un matrimonio riparatore e Agostino sembra essere dello stesso parere, ma le cose si complicano.

Elizabeth Fremantle
Nata nel 1962, è una scrittrice inglese e insegnante di scrittura creativa.
Le sue opere pubblicate includono Queen’s Gambit (2013), The Girl in the Glass Tower (2016) e il thriller acclamato dalla critica The Poison Bed (2018).
Nel 2024, un’edizione rivista di Queen’s Gambit è stata pubblicata come Firebrand per celebrare l’uscita dell’adattamento del romanzo in un film importante, con Alicia Vikander nel ruolo di Katherine Parr e Jude Law in quello di Enrico VIII.
I temi di Fremantle sulle donne e il potere sono legati dal suo interesse nell’esplorare l’invisibilità della vita delle donne dell’inizio dell’età moderna.
È stata descritta da The Bookseller nel 2013 come “una nuova voce importante nella narrativa storica” e People Magazine l’ha definita “una nuova brillante giocatrice alla corte della narrativa reale”.
Elizabeth Fremantle in queste pagine, con la sua scrittura fluida ed elegante, non soltanto ci fa conoscere il calvario di Artemisia, ma ce lo fa sentire.
Grazie all’autrice, questa artista, che ha visto scrivere il suo nome tra i grandi della pittura troppo tardi, ha finalmente un volto.
In queste righe possiamo riconoscere la coraggiosa lotta di una donna, durante un periodo storico in cui le altre si arrendevano al loro tragico destino.
Finché vivrò, avrò il controllo sul mio essere.
Artemisia non si spezza, continua a combattere e diventa la prima donna ad essere ammessa alla prestigiosa Accademia delle arti del disegno di Firenze.
Un romanzo, La disobbediente, che non vuole essere un manifesto femminista, bensì testimoniare, attraverso la storia di Artemisia, l’eterna lotta delle donne per affermare loro stesse.
Artemisia, e con lei quelle che hanno saputo imporre il loro talento, continua a essere un esempio e uno sprone per tutte.
Scende di nuovo il silenzio.
Osservano meravigliati la sua Giuditta e Artemisia vola sempre più in alto, consapevole della forza del battito delle ali che la portano irresistibilmente verso il suo futuro.
Salottometro:


Link d’acquisto

