Recensione di Cristina Casareggio
SINOSSI
Il gatto che indagò su tre omicidi
Dopo aver lasciato la polizia per godersi la meritata pensione, Lulu Lewis ha trovato un nuovo ritmo di vita a bordo della sua piccola casa galleggiante lungo il canale, nel pittoresco quartiere di Little Venice, a Londra.
Ma tutto cambia quando sale a bordo Conrad, un gatto dal fascino irresistibile e con un segreto sorprendente: può parlare, ma solo con Lulu.
Conrad, con la sua eleganza felina e un talento innato per scovare indizi nei luoghi più impensabili, diventa presto il suo fedele compagno – e un insospettabile aiutante investigativo.
Questa volta, Lulu e Conrad navigano verso Oxford per partecipare al compleanno di Bernard Grenville, il marito di Julia, un’amica di vecchia data.
Lulu non vede l’ora di godersi la festa, magari sorseggiando qualche bicchiere di chardonnay.
Ma un brutale omicidio e un audace furto d’arte mandano in frantumi i suoi piani. Lulu è pronta a sfoderare le sue doti di detective, per mettersi sulle tracce dell’assassino.
Con Conrad al suo fianco – tra consigli arguti e qualche miagolio di troppo – scoprirà che dietro alla facciata perfetta della vita dei Grenville si nascondono segreti decisamente oscuri. Il gatto che indagò su tre omicidi è un giallo pieno di intuizioni brillanti, da gustare come una tazza di tè in una giornata piovosa.
Può un tranquillo weekend di festeggiamenti per un compleanno trasformarsi nella scena di tre crimini e in una caccia all’assassino?
Si, se muore il festeggiato e se tra gli invitati c’è un ex detective della polizia.
La protagonista è Lulu Lewis, un’ex poliziotta che dopo la morte del marito ha scelto di affittare la propria casa e di vivere su una chiatta nei canali di Londra.
Vivo, immagino. Giorno per giorno. Vado dove voglio, sono padrona del mio tempo, non ho obblighi e nessuno mi dice cosa devo fare.
Lulu è una donna sola, devastata dalla malinconia per la morte del marito, che si isola dalla società scegliendo di vivere lontano da tutti. Un solo amico vero le tiene compagnia: il gatto Conrad .
Un giorno ho guardato fuori dalla finestra della cucina di bordo e l’ho visto venire dritto verso di me, camminando lungo l’alzaia. Un attimo dopo, è salito sulla prua, si è presentato, gli ho dato dell’acqua Evian ed è rimasto con me.
Non aveva un padrone?
È impossibile possedere un gatto come Conrad, credo. Lui è padrone di sé stesso.
Conrad è l’anima gemella di Lulu, le parla, le sta vicino, la consiglia, l’aiuta e letteralmente le salva la vita, non solo per aver colmato, anche se in parte, il vuoto lasciato dalla morte del marito, ma anche evitandole di finire accoltellata.
Lulu aveva accettato il fatto che Conrad parlasse, ma a volte continuava a pensare che fosse solo un sogno e che un giorno si sarebbe svegliata. I gatti non parlavano ovviamente. Era un dato di fatto. Conrad invece si. Era un gatto eccezionale, forse unico nel suo genere.
Un gatto straordinario perché parla, anche se solo con Lulu, mentre con gli altri si limita a miagolare.
È l’empatia la sua arma migliore, ed è sempre pronto a saltare sulle ginocchia di chi è triste per sollevargli il morale a suon di fusa.
È leale e protettivo nei confronti della “sua” Lulu, è la sua ombra, la sua ancora di salvezza.
“La strana coppia” Lulu e Conrad si trova ad indagare su tre omicidi durante la festa di compleanno per i sessant’anni del marito di Julia, una vecchia amica.
Lulu, nonostante la solitudine, ha mantenuto la forza e lo spirito da ispettrice.
Pur trovandosi spaesata nell’immensa villa dell’amica reagisce alle vicissitudini e parte alla ricerca di indizi preziosi per aiutare l’ispettrice a capo delle indagini.
L’azione si svolge quasi totalmente nella casa di Julia, una villa enorme con un parco sconfinato, con palestra e piscina inclusi.
Per andare dalla cucina alla camera a lei assegnata, Lulu impiega 10 minuti, un’immensità di spazio e pochissima sicurezza.
Tutte le pareti sono coperte di quadri piccoli e grandi, di valore e non, e sono proprio questi quadri ad essere al centro del primo omicidio che pare una rapina andata male.

L.T. Shearer
È lo pseudonimo di un autore inglese di cosy crime di successo.
Il gatto che indagò su tre omicidi è il suo secondo libro pubblicato da Piemme, preceduto da Il gatto che catturava killer.
Un giallo dinamico e ben costruito da L.T. Shearer con descrizioni minuziose di ambienti e personaggi.
Ogni tassello dell’indagine è ben delineato e i colpi di scena sono credibili e fondamentali.
Quello che maggiormente colpisce è il senso di lealtà della protagonista nei confronti della vita e delle sue amicizie: si fa in quattro sempre e comunque per chi ama, anche se i dubbi sull’onestà la tormentano.
Menzione d’onore per il gatto Conrad, l’alter-ego della protagonista, il confidente e l’aiuto più grande sia nell’affrontare le gioie che i dolori della vita.
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