Rubrica a cura di Rosaria Sorgato
Recensione di Rosaria Sorgato
SINOSSI
Inez Olivera, una giovane di origine argentino-boliviana appartenente alla raffinata e vivace alta società della Buenos Aires di fine Ottocento, ha tutto ciò che una ragazza della sua età potrebbe volere, tranne quello che desidera di più al mondo: poter seguire i genitori, appassionati di Antico Egitto, nelle loro avventure nella terra di Cleopatra.
Subito dopo aver ricevuto una lettera che annuncia la loro scomparsa, decisa a trovare una risposta all’accaduto, Inez si imbarca alla volta di Alessandria, portando con sé i suoi taccuini da disegno e l’anello magico che il padre le aveva inviato poco prima di sparire nel nulla.
Giunta a destinazione, però, trova ad attenderla Whit Hayes, un giovane dal sorriso affascinante che si presenta come il segretario dello zio Ricardo, diventato tutore di Inez dopo la scomparsa dei suoi genitori e come loro appassionato di Egitto.
Whit tenta invano di convincerla a fare ritorno a casa e, fallita la missione, si vede costretto a seguirla, per evitare che si cacci nei guai.
Il desiderio di Inez di andare a fondo nella sua ricerca di risposte, infatti, la condurrà ad affrontare un’avventura senza precedenti, tra dune, piramidi e tesori nascosti, durante la quale scoprirà che i fatti non sono andati proprio come glieli hanno raccontati e che lei stessa rischia di diventare la pedina di un gioco pericoloso e soprattutto molto più grande di lei.

Quel che nasconde il fiume di Isabel Ibañez è un romanzo che presenta una gradevole alchimia tra avventura, ricostruzione storica, fantasy, e romanticismo.
Ambientato nell’Egitto del XIX secolo, un luogo dal fascino intramontabile e dai misteri millenari, il libro riesce a trasportare in un’epoca vibrante di vita, facendo leva su descrizioni evocative e su una trama ben costruita.
Inez Olivera, la protagonista, emerge con nitidezza grazie alla cura narrativa riservata ai suoi gesti e pensieri, un personaggio che cattura immediatamente l’interesse.
La sua sete di avventura e il rifiuto di conformarsi agli standard sociali ottocenteschi fanno di lei un’eroina moderna, determinata e complessa.
La sua ricerca della verità sulla morte dei genitori diventa anche un viaggio di scoperta personale, attraverso il quale esplora i legami familiari e il senso dell’identità.
Questo aspetto dona al libro una componente di formazione che si intreccia con gli altri ingredienti della narrazione.
Lo sfondo culturale e familiare è suggerito con naturalezza, come nella descrizione del legame con i genitori.
Un altro punto di forza è la relazione tra Inez e l’intrigante Whitford Hayes.
Sebbene a prima vista possa sembrare un trope un po’ scontato, in cui i due personaggi si osteggiano e contrappongono a vicenda, il loro rapporto cresce in modo organico, con dialoghi arguti e dinamiche che aggiungono tensione emotiva al racconto.
L’incontro con lo zio, uomo apparentemente inquietante e manipolatore, introduce un elemento di tensione, lasciando intuire che la storia si appresta a svelare iniqui conflitti.
Il paesaggio egiziano prende vita con dettagli sensoriali che spaziano dagli odori del mercato ai riflessi dorati delle dune, arricchiti dalla consapevolezza storica del periodo di occupazione britannica.
Questo non solo conferisce autenticità al racconto, ma aggiunge anche una profondità che lo eleva oltre il semplice intrattenimento.
L’Egitto è sia luogo fisico che simbolico, un territorio sconosciuto che promette scoperte ma anche incertezze.
La connessione tra passato e presente si manifesta nel costante confronto tra i ricordi della protagonista e la realtà attuale.
Lo stile della prosa è ricco, altamente descrittivo, con una forte enfasi sulla creazione di immagini vivide che offrono un immediato senso di meraviglia e nostalgia per luoghi incantati e lontani, dove ogni elemento crea un’ambientazione palpabile.

Isabel Ibañez
Isabel Ibañez è una scrittrice statunitense.
Nata e cresciuta a Boca Raton da genitori boliviani, si definisce un’appassionata di cinema, viaggi, e una gigantesca nerd.
Tra i suoi autori di riferimento, troviamo Austen, James, Hardy e Wharton.
Nel 2024 Mondadori pubblica in Italia, Quel che nasconde il fiume.
La scrittura della Ibañez riesce, inoltre, a unire l’interiorità, le riflessioni intime del pensiero, al dinamismo esteriore di una società stratificata e multiforme.
La narrazione in prima persona permette un’immersione diretta nella psiche della protagonista.
Le emozioni e i pensieri sono resi con una sincerità che rafforza il legame emotivo col lettore.
Sono esplorati temi universali come l’identità, il lutto e il senso di appartenenza, e altri più specifici come la preoccupazione per un futuro ignoto, associato però a un’energia interiore che spinge alla conoscenza avventurosa.
L’autrice dimostra di saper fondere le varie componenti di genere che caratterizzano la sua opera e plasma un mondo credibile, attraversato al tempo stesso dalla magia.
La magia, dunque, mai invadente, si rivela una presenza sottile, che alimenta il mistero senza sovrastare il realismo della storia.
Il ritmo si mostra, invece, generalmente rilassato, con alcuni momenti della narrazione che sembrano dilungarsi più del necessario, riducendo il coinvolgimento e l’appeal da parte del lettore.
Quel che nasconde il fiume è il primo capitolo di una serie e tra i diversi colpi di scena, riserva anche l’attesa di un futuro sviluppo…
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