Il passato è un morto senza cadavere di Antonio Manzini

Il passato è un morto senza cadavere Salotto Giallo

Recensione di Emanuela Ferrara

SINOSSI

Quando viene chiamato su una strada di montagna, al vicequestore Rocco Schiavone basta uno sguardo per capire di trovarsi di fronte a una rottura del decimo livello della sua personalissima classifica.

Un ciclista, infatti, è stato vittima di un incidente. Il morto si chiama Paolo Sanna, un cinquantenne che da un po’ di tempo abita in zona ma che apparentemente nessuno conosce.

Dai primi accertamenti risultano subito delle stranezze. Sanna era abbiente se non addirittura ricco, ma senza occupazione, nel tempo aveva cambiato periodicamente residenze in tutto il Nord Italia, sporadiche e superficiali amicizie, qualche amore senza conseguenze, parenti lontani e poco frequentati: insomma, «una specie di ectoplasma ai margini della società».

A complicare le cose, c’è il rebus del taccuino trovato nella sua abitazione, una lista di nomi, sigle e numeri indecifrabili. Il quadro è quello di un uomo in fuga. Ma una fuga lunga, senza fine, se non fosse stato per quell’urto in montagna.

Per vederci chiaro bisogna indagare nel passato, andando il più a fondo possibile, un passato che fa sprofondare il vicequestore di Aosta negli anni di gioventù di un gruppetto affiatato. Rocco vorrebbe procedere come al solito, pesante come un pugno e sottile come uno stiletto, ma è di sottigliezza che ha soprattutto bisogno, anche perché si fa sempre più drammatico il timore per la scomparsa inspiegabile di una persona, una donna, a cui qualcosa di intenso lo lega.

RECENSIONE

Aosta: un incidente stradale che si rivela un omicidio.

Aosta abbiamo detto e omicidio. Quindi?

Se due più due fa quattro, Aosta più omicidio fanno Rocco Schiavone, è ovvio!

Il vicequestore e le sue avventure sono tornati.

Insieme a lui tutti i personaggi che hanno caratterizzato sin dall’inizio una delle serie più lette d’Italia.

Antonio Manzini ci regala l’ennesimo capitolo della storia del romano Schiavone trapiantato in Valle d’Aosta e questa volta, a parer nostro, si supera.

Nelle pagine de Il passato è un morto senza cadavere chiunque s’innamorerà di Rocco Schiavone.

Chi lo aveva amato continuerà a farlo, chi lo aveva odiato se ne pentirà e chi non lo aveva mai incontrato prima d’ora avrà una voglia pazzesca di conoscere il suo passato, tanto che, probabilmente, correrà in libreria a completare la collezione o cercherà di recuperare il recuperabile scaricando la serie televisiva prodotta da Cross Productions.

Diciamolo subito, non è strettamente necessario sapere vita, morti e miracoli del vicequestore per affrontare la lettura di questo ultimo romanzo.

Manzini, come sempre, è abile a disseminare pezzi di passato della vita di tutti i protagonisti, senza rendere noiosa la lettura, proprio per permettere a tutti di capire a fondo le caratterizzazioni dei personaggi.

Abbiamo detto che Antonio Manzini si è superato.

Ebbene sì.

Il passato è un morto senza cadavere è davvero il migliore della serie su Rocco Schiavone tanto che a pochi giorni dall’uscita è già in cima alle classifiche dei più venduti d’Italia.

Ultimamente Manzini sembrava essersi “perso” dietro i dolori e le angosce di Rocco Schiavone, rendendolo troppo cupo e quasi poco appetibile per i lettori.

Ora, finalmente, Schiavone sembra aver risolto, almeno in gran parte, gli accadimenti relativi alla morte della moglie e sembra volersi riprendere in mano la vita.

Il passato non può che essere un morto.

Un morto senza cadavere appunto che vive in noi solo se gli diamo il permesso di entrare a sconvolgere il presente.

Il passato è morto, esiste solo se lo facciamo vivere noi. Che piaccia o meno, il corpo vive nel presente, proiettato nel futuro, almeno finché si è vivi. Il passato serve solo in cucina.

Il passato è un morto senza cadavere è sicuramente un nuovo capitolo della vita del vicequestore Schiavone ma è anche, e forse prima di tutto, la storia di almeno tre indagini che si intersecano tra di loro.

Quasi seicento pagine di domande, colpi di scena e inchieste.

Antonio Manzini

Antonio Manzini (Roma, 7 agosto 1964) è un attore, sceneggiatore, regista e scrittore italiano.

Lavora prevalentemente come attore cinematografico e televisivo. In TV ha interpretato fra gli altri ruoli l’ispettore Tucci in Linda, il brigadiere e… e Serpico in Tutti per Bruno.

Ha pubblicato diversi racconti e romanzi gialli: Sangue marcio e La giostra dei criceti sono i suoi primi lavori. Con Sellerio editore Palermo, Antonio Manzini dà alla stampa racconti e romanzi che hanno come protagonista il Vicequestore Rocco Schiavone, poliziotto fuori dagli schemi, poco attento al potere ed alle forme.

Seicento pagine scorrevoli e leggibilissime scritte con il solito linguaggio di Manzini che mischia, senza cadere nel forzato e nell’incomprensibile, un italiano colloquiale ma ricercato a un dialetto caratterizzante.

Ogni personaggio, infatti, è sempre ben caratterizzato.

Chi per la parlata, chi per una peculiarità, nessuno insomma resta mai anonimo.

Quello s’era fatto la galera, Rocco ne era sicuro. Il collo rincagnato nelle spalle, la dentatura disastrata e la famelicità con la quale ciancicava parlavano chiaro. La bocca ingrugnata,la fissità degli occhi tondi e il viso sferico lo schedarono nel bestiario di Rocco come una rana della pioggia. Del genere Breviceps, è un anfibio che vive sottoterra ed emerge solo quando la pioggia inzuppa il terreno aumentandone l’umidità. L’animale, dietro quell’apparente ritrosia, nasconde un carattere pavido e tranquillo. Quell’uomo, invece, era l’esatto contrario.

A proposito di personaggi, un ringraziamento va a Sandra Bucellato che tornando tra le pagine di Manzini insegna a Rocco Schiavone la più grande lezione mai ricevuta fino a questo momento:

Ti chiederei se vivere nella memoria impedisce di vivere.

Chissà se nelle pagine dedicate alla Bucellato non ci sia lo zampino di qualcun altro.

Illazioni a parte, che vogliono solo essere un modo simpatico per sottolineare un cambiamento importante nella serie dedicata al vicequestore più famoso d’Italia, Antonio Manzini è riuscito di nuovo nell’impresa di non stancare i lettori.

E allora non ci resta che rimanere in attesa del prossimo capitolo. 

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