Il moto segreto delle stelle di Fabrizio Virtuani

Il moto segreto delle stelle Salotto Giallo

Recensione di Cristina Casareggio

SINOSSI

A Taormina, nel giugno 2019, succedono cose strane, anzi, “curiuse”.
L’investigatore Alessandro Greco, specializzato da oltre vent’anni in crimini d’arte, viene coinvolto nell’inchiesta su una serie di delitti che sconvolgono la splendida città siciliana: un tentato colpo al vernissage di un’esposizione di antichi tesori di navi greco-romane, un furto alla mostra nei giorni seguenti, ma soprattutto gli omicidi efferati di due giovani donne.
Affiancato da Michele Leonardi, un esperto di chimica e restauri di opere d’arte dal passato travagliato, Greco condurrà le sue personalissime indagini attingendo non solo dalla sua lunga esperienza, ma anche dal proverbiale bagaglio popolare di Sarina, sua abilissima cuoca nella splendida villa in via del Teatro Greco.
A completare il quadro, la sensuale farmacista Elena, coinvolta sin da subito nelle indagini, oltre che in una segreta storia d’amore.
Con abilità, fortuna e un pizzico di genio i due investigatori scopriranno la verità. E un po’ di pazienza, perché prima o poi i serpi nesciunu d’a tana.

Fabrizio Virtuani per Il moto segreto delle stelle porta i lettori nella sua terra, la Sicilia.

Il romanzo è ambientato a Taormina alle pendici dell’Etna, luogo quasi incantato, da cartolina.

Descrizioni accurate e minuziose portano il lettore a sentirsi parte delle meraviglie di questo territorio, tanto che quasi si sentono i profumi dei fiori attraverso i passi dei protagonisti.

Uscirono e , dopo aver passato un magnifico pergolato di buganvillea viola con sullo sfondo l’azzurro scuro del Mar Ionio, si incamminarono per i vialetti del parco vicino alla piscina, contornati di macchie di colore che creavano una visione da quadro impressionista, con pennellate di lilla, azzurro bianco e argento date dalla salvia russa, dall’ibisco lilla dall’aglio selvatico e dalla gaura: due piccoli prati verdi erano incorniciati da alberi di jaracanda blu, erythina o alberi di corallo, ceiba speciosa, aloe arborescenti e palme d’argento.

Il protagonista principale è Alessandro Greco

un uomo sui cinquant’anni, alto e dal fisico sportivo, col volto leggermente abbronzato e i lineamenti marcati ma molto attraenti

È un antiquario, specializzato in opere molto antiche, con un secondo lavoro importante e impegnativo: collaborare con la polizia nei casi più spinosi di furti d’arte.

È una persona integerrima, salda nei principi e nei valori, ama la bella vita ma il lavoro viene sempre prima di tutto.

La logica e le deduzioni sono gli elementi che muovono il suo operato.

le ipotesi vanno bene per indirizzare le ricerche, ma i verdetti si devono tirare solo dai fatti comprovati altrimenti si fa la fine del tacchino di Popper.

Ha però una malinconia di fondo, i suoi due lavori gli impediscono di vivere a pieno la vita, nonché la relazione segreta con la sensuale farmacista Elena.

Traspare in lui la voglia di qualcosa di più, ma il senso del dovere e i viaggi continui lo frenano.

Compagno di indagini di Alessandro è un giovane chimico, Michele, di origini siciliane ma trapiantato a Milano, esperto in restauro.

È un ragazzo sveglio e dotato nel suo lavoro, capisce subito che il lavoro propostogli è una sfida impossibile da non accettare e, nonostante qualche scheletro nell’armadio, si adatta alla nuova vita e al nuovo lavoro.

L’indagine ruota attorno a un furto di reperti antichi durante una mostra appena inaugurata sui tesori rinvenuti nel Mediterraneo.

Una nave ricca di gioielli e reperti storici è affondata durante un viaggio intrapreso per vendere le proprie mercanzie.

Gran parte della mostra è costituita dai reperti di questa nave tra cui un astrolabio, un pezzo tanto strano quanto incredibile.

La refurtiva è di immenso valore e difficilissima da piazzare. Inevitabile chiedersi se si tratti di un furto su commissione o di ladri sprovveduti che non hanno capito cosa rubassero.

Una serie di personaggi secondari si alterna nella narrazione e si delinea come potenziali sospetti, ma non tutti arricchiscono la trama con le loro particolarità e unicità.

Menzione speciale per la cuoca di Alessandro, Sarina, che oltre a sfornare ogni giorno delizie e manicaretti spiazza con le sue “perle” in siciliano stretto

prima o poi i serpi nesciunu d’a tana

Fabrizio Virtuani

Classe 1966, di origini siciliane (Acireale), è milanese e romano d’adozione.

È appassionato di classici della letteratura, di archeologia, pittura impressionista, musica classica e jazz e fotografia.

Oltre al siciliano, sua lingua madre, parla molto bene lingue straniere come l’italiano, l’inglese e il francese.

Altra menzione speciale va alla scelta di Virtuani di alternare alcuni capitoli, con il viaggio della nave che poi si inabissò con i suoi tesori nel Mediterraneo.

Una scelta che aiuta il lettore a comprendere meglio la trama e i tesori esposti e rubati nella mostra, mettendo in luce gli usi e i costumi dell’epoca e facendo meglio comprendere i valori delle opere rubate alla mostra.

Un giallo entusiasmante dove la narrazione scivola tra natura spettacolare e indagini serrate.

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