In salotto con… Ilaria Ferramosca

In salotto con Ilaria Ferramosca

Spazio a cura di Claudia Pieri e Samuela Moro

Intervista a cura di Cristina Casareggio

Oggi ospite dello spazio interviste “In salotto con…” Ilaria Ferramosca

Ilaria Ferramosca è sceneggiatrice e scrittrice. Ha pubblicato graphic novel tradotte in Francia, Spagna, America del Nord e Sud America, vincendo numerosi premi fra cui Orbil (Bologna Book Fair), Zanibelli – Sanofi La parola che cura, Full Comics.

Ilaria ha tenuto seminari sulla sceneggiatura per la Scuola Italiana di Comix di Napoli e per l’Università di Aix-Marseille, in Francia, ed è stata docente presso la scuola di fumetto pugliese Grafite.

Con Il tempo trafitto, Ilaria Ferramosca fa il suo esordio nella narrativa. Questo suo romanzo ha vinto il Premio Giallo e Nero di Puglia nel 2023.

Proprio in occasione di questa pubblicazione, Cristina Casareggio ha letto e recensito per Salotto Giallo Il tempo trafitto (recensione completa a questo link) e posto alcune domande all’autrice, che si è resa disponibile a questa interessante intervista.

Salotto Giallo: La scelta di intitolare il tuo libro Il tempo trafitto, come l’opera di Magritte è singolare ma in linea con la storia narrata. Si può parlare del tuo libro come di un’ulteriore indagine sulla condizione umana?

Ilaria Ferramosca:

A essere sincera, il titolo iniziale dell’opera era un altro. Già da allora, però, ciascun capitolo era intitolato come un quadro del pittore belga, per il richiamo a esso dato dal personaggio di Renato e dall’interpretazione dei suoi disegni.

Tuttavia, gli editor di Giunti hanno ritenuto potesse sia anticipare qualcosa della trama, sia apparire fuorviante ed essere scambiato per una sorta di biografia di René Magritte, per cui hanno preferito cambiarlo.

In ogni caso, sì, certamente la storia si pone anche come una sorta di indagine sulla “condizione umana”, parafrasando ancora una volta il titolo di uno dei suoi quadri.

Salotto Giallo: Renato si esprime attraverso i disegni e anche tu “provieni” dal mondo del graphic novel. Come mai hai scelto, con questo libro, di cimentarti nella narrativa? Quali difficoltà, se ce ne sono state, hai incontrato in questo passaggio e cosa invece ti ha portato a buttarti in questo mondo?

Ilaria Ferramosca:

In realtà le due strade sono sempre state per me parallele, in quanto, oltre ai graphic novel, ho scritto anche racconti, alcuni dei quali proprio gialli.

In parte sono stati pubblicati su libri, altri su riviste. Uno di essi (un giallo umoristico) in un’antologia terza classificata al premio Bancarella (sezione “della cucina”) nel 2023.

Ho scritto inoltre un romanzo per ragazzi (anche in questo caso una sorta di piccola investigazione), basato sul mito di Arianna e Teseo.

In più, molti dei miei graphic novel sono legati a episodi di mafia, quindi alla cronaca, per cui il passaggio è stato alquanto naturale.

Salotto Giallo: I protagonisti, Agopar ed Eliana, sono una “coppia” particolare, quasi improbabile, una psicologa ed un investigatore, diversissimi tra loro ma che arrivano a fare fronte comune per difendere il loro cliente. Da dove nascono questi personaggi, sono interamente frutto della tua fantasia o ti sei ispirato a qualcuno?

Ilaria Ferramosca: È proprio vero, Ago ed Eliana sono molto diversi tra loro. Ma nonostante questo, e a discapito di un incontro un po’ burrascoso, iniziano sin da subito a cooperare per svolgere al meglio il rispettivo incarico.

Circa la domanda posso rispondere sì e no: sono entrambi frutto della mia fantasia, ma al contempo è innegabile che rappresentino due aspetti della mia personalità.

Sono un’appassionata di gialli e d’investigazione da sempre (da bambina giocavo a fare l’investigatrice), i casi irrisolti e le inchieste sono tra i programmi tv e documentari che più seguo.

D’altra parte ho sempre amato la psicologia, che ho studiato spesso per conto mio, oltre a essere una delle materie scolastiche da cui ero più attratta. La mente umana ha, per me, un fascino innegabile.

Salotto Giallo: Porto Ionico, luogo scelto come ambientazione per questo libro, è descritto come una cartolina. Dalla tua scrittura traspare molto affetto per questi luoghi, ci racconteresti perché?

Ilaria Ferramosca: Dietro al nome Porto Ionico si cela, in realtà, una nota città turistica salentina, in cui ho trascorso gran parte della mia adolescenza e non solo.

Tutti i luoghi descritti nel romanzo sono posti ai quali sono in qualche modo legata, e la Puglia è spesso presente nelle mie opere. Ho narrato molte vicende, in racconti, graphic novel e altro, ambientate nel Salento e in Puglia. Proprio perché l’attaccamento alle mie radici è forte, benché ami molto viaggiare e abbia scoperto luoghi meravigliosi in altre parti d’Italia e all’estero.

Salotto Giallo: Nel libro emergono alcuni temi sociali rilevanti, come la malattia, il disagio psichico, i pregiudizi. Che tipo di approfondimenti ti hanno permesso di trattarli nel tuo libro e da cosa deriva questa scelta?

Ilaria Ferramosca: Le tematiche sociali sono spesso presenti nella mia scrittura, come anticipato.

Ho citato storie legate al mondo dell’antimafia e alla cronaca, ma ho raccontato anche di shoah, di donne che hanno lasciato un grande solco nel campo della medicina, creando ospedali e offrendo cure gratuite lì dove non esistevano i mezzi.

Ho raccontato di sindromi, di disturbi della personalità, fino al ritardo cognitivo di Renato ne Il tempo trafitto. Come spiegavo, ho sempre amato la psicologia, per cui documentarmi non è stato poi così gravoso.

Nel romanzo si parla anche di violenza domestica e di genere, una tematica, purtroppo, all’ordine del giorno e sulla quale mi era impossibile, da donna, rimanere indifferente.

Salotto Giallo: Giochiamo con la fantasia: hai la possibilità di sederti nel nostro Salotto con il tuo autore preferito, per fargli una sola domanda: chi inviti? E cosa gli chiedi?

Ilaria Ferramosca: Di autori che mi piacerebbe invitare ce ne sono due:

uno tutt’ora vivente e legato sia al mondo della narrativa, sia del graphic novel, ed è Neil Gaiman.

Al tempo stesso devo molto a un autore di gialli italiano, scomparso abbastanza di recente, che ho conosciuto e che solo nella fantasia e nell’immaginazione potrei incontrare ancora una volta.

Si tratta di Andrea G. Pinketts, di cui ho letto tutti i romanzi e che ho avuto la fortuna di incontrare a Milano nel 2008 (per chiudere il cerchio, lì vidi la mostra di René Magritte che accese la scintilla per questa storia).

Aveva scritto la prefazione a una mia raccolta di racconti e presentò il mio libro. Oltre a essere un geniale narratore, pieno di ironia e di grande esperienza nel costruire un giallo, era una persona estremamente generosa e disponibile con tutti.

Invitandolo nel vostro Salotto gli chiederei cosa ne pensa di questo romanzo, perché il suo parere da maestro sarebbe per me estremamente prezioso.

Vi ringrazio, quindi, per avermi dato l’opportunità di incontrarlo ancora, oltre che per la vostra intervista.

Salotto Giallo ringrazia Ilaria Ferramosca per la sua gentilezza e disponibilità, dandole appuntamento al prossimo romanzo.

Il tempo trafitto Salotto Giallo

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