Recensione di Barbara Terenghi Zoia
SINOSSI
Ci sono persone per cui mentire è facile, altre per cui è praticamente impossibile.
Perché mentire è difficile, e una bugia non è mai isolata.
Una ne richiama inevitabilmente un’altra, e poi un’altra ancora, e occorrono grande lucidità e freddezza per fare sì che lo scintillante ma fragile castello di carte che abbiamo eretto tra noi e gli altri non cada all’improvviso, rivelando una volta per tutte chi siamo.
Poi ci sono persone per cui mentire è, semplicemente, un mestiere. E in questo Evie Porter è la migliore.
Per questo Mr Smith, il suo misterioso datore di lavoro, fa ricorso alle sue doti quando la parte da recitare è quella di una ragazza dell’Alabama fidanzata di Ryan Sumner, il tipico ragazzo d’oro che chiunque vorrebbe sposare.
Peccato che sia la solita bugia e che Evie, come al solito, stia mentendo per carpire informazioni da un tutto sommato forse non così limpido Ryan.
Peccato, perché la sua vittima questa volta è davvero carina e la vita che le promette è proprio il genere di esistenza che Evie ha solo potuto brevemente sognare di tanto in tanto leggendo qualche romanzo d’amore. In fondo si trova lì per fare il suo lavoro, in cui è così brava, e poi sparire.
Ma un giorno, durante una festa, le si avvicina la fidanzata di un amico di Ryan e sorridente le si presenta.
Strano nome, il suo: Lucca. Lucca Marino. Molto strano. Anche perché è il vero nome di Evie.
Qualcuno almeno bravo quanto lei a mentire, improvvisamente, è sul terreno di gioco.
Ma il gioco, questa volta, qual è?
La protagonista di questo avvincente thriller, che esplora le complessità dell’inganno e della ricerca perenne della sopravvivenza, è Evie Porter, una giovane donna che vive dietro un castello di bugie meticolosamente costruito.
Con un fidanzato perfetto, una casa lussuosa e una cerchia di amici benestanti, Evie sembra avere tutto, finché il suo passato non la raggiunge nuovamente.
Evie non è il suo vero nome, ma un’identità assunta per portare a termine un nuovo incarico affidatole da Mr. Smith.
La scrittrice alterna abilmente due linee temporali: il presente, in cui Evie vive immersa nelle sue bugie, e il passato, segnato da incarichi spesso conclusi miseramente.
Ciò che Evie non si aspetta è di incontrare un’altra donna che impersona sé stessa, evento che la proietta in uno scenario devastante e la costringe a un livello di allerta massimo.
Mentre Evie naviga a vista tra le complessità della sua situazione attuale, il lettore viene trascinato in una rete di mistero e suspense, alimentata dall’incertezza su cosa sia davvero reale e su chi si possa fare affidamento.
Inizia così una sorta di gioco stile “nasconditi e fuggi” in cui vengono svelati poco per volta frammenti del passato della protagonista, e ci si addentra in un presente in cui neppure Evie sembra capire come muoversi.
La giovane donna ripensa alle sue bugie, a quali mosse ha sbagliato e a come uscire dalla situazione critica in cui si trova.

Ashley Elston
Ashley Elston, dopo aver scritto diversi romanzi young adult, debutta nel thriller con La prima bugia vince, ottenendo un grande successo internazionale: diritti venduti in più di 30 Paesi, oltre 16 settimane nella top ten del New York Times e un’opzione per l’adattamento televisivo.
Vive in Louisiana con il marito e i tre figli.
La Elston tenta di confonde il lettore con continui salti temporali di back and forward, e colpi di scena ben studiati che, tuttavia, in alcuni punti sembrano orfani di una scrittura avvincente tanto quanto lo è invece la trama.
Il personaggio principale de La prima bugia vince è ben delineato, e prende forma con la storia.
In ogni capitolo, scopriamo una donna a volte forte, altre vulnerabile o resiliente. La trama si sviluppa parallelamente alla sua evoluzione, e l’empatia del lettore cresce man mano che l’autrice rivela parti del passato della protagonista.
La tematica dei social media, e di come sia facile manipolare la realtà o, al contrario, cadere vittima di un selfie, , emerge come un monito attuale e importante, che corrobora la trama e ricorda come tutto ciò possa accadere anche nella vita quotidiana.
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