Recensione di Monica Truccolo
SINOSSI
Un dettaglio. È sempre un dettaglio a fare la differenza.
Capita a Cristina Mandas di dimenticare il compleanno del marito. Che vuoi che sia. Invece, la svista è il primo scricchiolio di una vita che sta per andare in frantumi.
Perché a quarant’anni Cristina non è la maestra, la moglie, la madre, stimata e ben voluta dalla comunità di quel paesino sardo in cui si è trasferita tempo prima.
Dietro la cortina di un’esistenza comune, custodisce un segreto che deve rimanere sepolto nelle profondità di un pozzo.
E così è stato, almeno fino a un particolare colto di sfuggita, fino a quella dimenticanza. Qualcuno, però, si è accorto che Cristina non è più la stessa, che è sul punto di cedere.
Qualcuno rimasto nell’ombra a spiarla per anni. Lorenzo Roccaforte è stato uno degli scrittori più amati d’Italia e ha anche vinto il Premio Strega.
Ora che il successo è volato via a causa della sindrome da pagina bianca, si ritrova ad aver mancato lo status di “solito stronzo”, lui che puntava a rimanere un “venerato maestro”.
Ermes Calvino ha un cognome di peso, nessuna parentela con il grande Italo e un abbonamento premium coi guai.
Generoso, legatissimo alla madre e alla sorella, è anche uno sconosciuto scrittore di talento. Diversi come il giorno e la notte, Roccaforte e Calvino diventano gli involontari contraenti di un patto diabolico: Ermes scrive i romanzi che Lorenzo firma.
Lo chiamano ghostwriting. L’ideatore del piano è Arturo Panzirolli, un ex galeotto che in carcere ha avuto l’idea del secolo: diventare editore!
Sotto la regia di Panzirolli, un Roccaforte senza più speranze è ritornato sulla scena come autore di thriller e podcaster true crime.
Scrittore e ghostwriter si ritroveranno in Sardegna a indagare sulla morte di Cristina Mandas e su un misterioso delitto di trent’anni prima, che sconvolse l’isola.
Si era dimenticata del suo compleanno. In diciotto anni di matrimonio non era mai successo. Quella consapevolezza l’aveva fulminata non appena era entrata in sala insegnanti. Aveva posato la tazzina di caffè e, dando una sbirciata all’agenda, si era sentita ghiacciare.
Cristina Mandas è una maestra con un passato che nasconde indicibili segreti, dietro un’apparenza pulita, amata e rispettata come madre e moglie, di donna benvista da tutta la piccola comunità in cui vive, si nasconde un mistero che affonda le radici in una vecchia e torbida storia di trent’anni prima.
Cristina negli ultimi tempi è cambiata, si è chiusa in sé stessa, non parla più e il suo cadavere ritrovato in fondo a un pozzo riporta a galla un omicidio avvenuto trent’anni prima.
Nella livida luce del tramonto il veicolo svoltò in una stradina campestre che si inoltrava in un’ombrosa cattedrale di eucalipti. Il vento agitò le chiome degli alberi, arcuandole, e parve quasi che il portone d’accesso di quel duomo alberato si chiudesse alle spalle dell’auto. Per sempre. Cristina Mandas non torno mai più a casa.
A destare l’interesse su questo caso è una lettera scritta da una detenuta in un carcere della Sardegna e indirizzata a un editore romano, Panzirolli, ex galeotto.
Nella lettera la donna afferma di sapere come sono andati i fatti e che la scomparsa di Cristina è collegata a un misterioso omicidio del passato.
Inizia così l’avventura della strampalata coppia formata da Lorenzo Roccaforte ed Ermes Calvino, entrambi alle dipendenze del Panzirolli. Roccaforte è un ex autore di successo, ex Premio Strega, caduto nella trappola del blocco dello scrittore ed Ermes Calvino il suo ghostwriter dalla vita complicata.
Ermes scrive i testi e Lorenzo li firma, il tutto orchestrato dall’editore che vede in questa enigmatica missiva la possibilità di lanciare un nuovo true crime che scali le classifiche e porti molti introiti alla sua casa editrice.
Così Roccaforte e Calvino arrivano in Sardegna per mettersi sulle tracce dell’assassino, dei mandanti e dei molteplici colpevoli che gravitano attorno a questa intricata vicenda.
Stava per arrendersi e cestinare tutto, quando incappò in una lettera che lo colpì sin da subito per la provenienza: era stata spedita dalla sezione femmnile di un penitenziario sardo in provincia di Cagliari.
Nasce con La donna nel pozzo una nuova coppia di investigatori, Roccaforte&Calvino diversi sia fisicamente che intellettualmente, uno bello, affascinante e brillante, l’altro smilzo, gracile ma in possesso di un grande talento letterario.

Piergiorgio Pulixi
Piergiorgio Pulixi è nato a Cagliari nel 1982.
È considerato uno dei maggiori esponenti del noir a livello europeo.
I suoi romanzi sono stati pubblicati in dodici paesi e hanno ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il Premio Scerbanenco per il miglior noir italiano nel 2019 per L’isola delle anime.
Il suo giallo La libreria dei gatti neri (Marsilio 2023) è stato un caso letterario di successo.
La penna di Pulixi rende entrambi profondamente umani e l’uso del dialetto romanesco nei dialoghi li fa essere anche piacevoli, ironici e divertenti.
Come dice sempre mia madre: la campana nun sona si er campanaro nun tira la corda. Dammi qualche giorno per buttare un occhio su ‘sta storia e vedemo che salta fuori.
Pulixi si avvale della conoscenza degli archetipi del thriller e la sua abilità non si smentisce mai, con una prosa piacevole e incisiva grazie alla quale si empatizza con la storia, rimanendovi avvolti e catturati, è capace di intercalare periodi di grande tensione a fasi ironiche, a tratti esilaranti.
La donna nel pozzo si rivela una lettura penetrante e intensa che il lettore difficilmente riesce a interrompere prima di aver scoperto cosa si cela nel capitolo successivo.
La spia sapeva che l’omicidio della maestra era stato necessario, ma questo non smorzava la sua colpevolezza.
Non poteva mancare, come ambientazione, la Sardegna, sempre presente nei romanzi di Pulixi, con i suoi paesaggi selvatici, le numerose comunità chiuse e isolate che contribuiscono ad avvolgere il lettore in un clima di tensione e mistero.
Ermes ci mise un po’ a individuare il pozzo in cui era stata rinvenuta Cristina. Si era smarrito tra strade rurali sterrate dove il cellulare non prendeva, costringendolo a un improvviso e disperato peregrinare.
La donna nel pozzo è un romanzo che presenta uno stile narrativo diverso da quello solito utilizzato dall’autore, ma non per questo meno affascinante, ricco di colpi di scena e decisamente efficace.
L’epilogo è azzeccato e poco prevedibile, nonostante sia un po’ affrettato tanto da risultare sbrigativo all’occhio del lettore più attento.
Il ghostwriter sorrise e non indagò oltre. Mise in moto e, dopo qualche minuto, si lasciarono il paese e quella storia alle spalle, mentre dall’autoradio Marilyn Manson cantava Running To The Edge Of The World.
Salottometro:


Link d’acquisto

