In salotto con… Giampiero D’Ecclesiis

In salotto con Giampiero D'Ecclesiis

Spazio a cura di Claudia Pieri e Samuela Moro

Intervista a cura di Emanuela Ferrara

Oggi ospite dello spazio interviste “In salotto con…” Giampiero D’Ecclesiis.

Giampiero D’Ecclesiis, potentino, è geologo, ma anche poeta e scrittore. Inizia pubblicando i suoi racconti e le sue poesie in anteprima sulla sua pagina Facebook e sul suo blog. 

Tra il 2017 e il 2020 i suoi scritti sono inseriti in varie raccolte poetiche e di racconti, tra queste Quattro stagioni potentine, Questo fruscio di canneti, La città svelata e Racconti lucani. Collabora con giornali e con riviste on line pubblicando poesie, brevi racconti e riflessioni di natura sociale e culturale. Ha un rapporto critico con il mondo che lo circonda. È curioso, irriverente. Odia ed ama la politica, preferisce infatti quella di prossimità.

Dopo Lo Specchio del Demonio e Vertigini e misteri, nel giugno 2024 per la Casa Editrice Hermaion pubblica Strane occasioni “Sangue sull’Auguraculum – Morte sul sagrato”, altri due racconti con protagonista il Maresciallo Nunziogallo.

I racconti sono stati letti e recensiti per Salotto Giallo da Emanuela Ferrara, a questo link. Con l’occasione, abbiamo chiesto a D’Ecclesiis di rispondere a qualche domanda sul suo libro e l’autore ha cordialmente accettato.

Salotto Giallo: Più che una raccolta di gialli, le avventure del Maresciallo Nunziogallo, sembrano essere una dichiarazione di amore e odio, per la tua terra: la Basilicata e in modo particolare la città di Potenza. Quali sono a tuo parere i pregi e i difetti che caratterizzano questa regione e il suo capoluogo? 

Giampiero D’Ecclesiis: La mia è una città di provincia nella quale le classi dirigenti sono immobili indipendentemente dalla loro composizione anagrafica, lo sono nel loro approccio rapace, che non cambia nel tempo.

La Basilicata e Potenza sono ancora fortemente condizionate da una classe dirigente che ha un approccio baronale ma senza nobiltà, da una borghesia avida e spesso ignorante che, nonostante il mutamento dei tempi ha ancora tanto in comune con i “signorotti del paese” che descrive Levi nel suo libro.

Ciò non di meno, la Basilicata e Potenza che la rappresenta in questo più di ogni altra città avendo incluso per immigrazione negli anni ’50, ‘60 e ’70 tante parte delle comunità limitrofe, ha anche un tratto di sincera, ingenua, ospitalità.

Per il resto Potenza è la città della mia vita, qui ritrovo i miei ricordi, quelli di mio padre, di mio nonno, è la culla dei miei ricordi, dei miei affetti più intimi. In sintesi, per me è impossibile non amarla.

Salotto Giallo: Non fai mistero nel confessare che i protagonisti della serie non sono puramente frutto della tua fantasia. Hai preso spunto, tanto per i nomi quanto per caratterizzazione, da persone a te vicine e da personaggi di spicco della vita lucana. A tal proposito, esiste davvero una Antonietta, che ricordiamo essere la governante di Nunziogallo? La Basilicata è ancora terra “di comare”?

Giampiero D’Ecclesiis:

Ebbene si, lo confesso senza pudori, molti moltissimi dei miei personaggi provengono dalla vita comune, alcuni sono tratteggiati con affetto, con ironia e spesso sono facilmente riconoscibili, sono i miei amici o le persone a cui sono affezionato con cui ingaggio questo piccolo gioco narrativo.

I personaggi negativi che pure, sovente, traggono ispirazione da qualche suggestione vivente, non sono mai riconoscibili, ne ho fatto un punto d’onore.

Antonietta esiste e recita, è una mia meravigliosa compagna di laboratorio teatrale, napoletana, che per molti versi somiglia all’Antonietta di Nunziogallo che però contiene in sé anche numerosi riferimenti letterari e cinematografici. 

La Basilicata è più che mai terra di comari anche se, ahimè, io temo che ai piccoli giochi di invidia e maldicenza giocati tra vicine di casa si siano sostituiti ben altri giochi e trame basate sul desiderio di scalata e di potere.

Salotto Giallo: Con le avventure del Maresciallo Nunziogallo ti sei spogliato da qualsiasi formalismo. Ne è un esempio l’impaginazione dei sei libri che compongono la raccolta. Come mai questa scelta? Immaginiamo ci sia un messaggio che hai voluto trasmettere. 

Giampiero D’Ecclesiis:

L’impaginazione a doppia colonna, così come in parte la copertina è un omaggio, un inchino sentito ai Gialli Mondadori, quelli che da bambino trovavo sul comodino dei miei genitori, impaginati in doppia colonna con le pubblicità e gli annunci delle prossime pubblicazioni.

Salotto Giallo: Giochiamo con la fantasia. Hai la possibilità di sederti nel nostro Salotto con il tuo autore preferito, per fargli una sola domanda: chi inviti? E cosa gli chiedi?

Giampiero D’Ecclesiis: Non ho dubbi. Inviterei il grande Camilleri e gli chiederei di adottarmi senza un attimo di esitazione.

Salotto Giallo ringrazia Giampiero D’Ecclesiis per la cortesia e la disponibilità all’intervista.

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