La lunga notte senza luna di Simon Jimenez

La lunga notte senza luna Salotto Giallo

Rubrica a cura di Rosaria Sorgato

Recensione di Rosaria Sorgato

SINOSSI

Anticamente, Luna e Acqua si amavano. In cerca di un modo per stare insieme, crearono il Teatro Riflesso, un luogo sospeso tra i mondi e nel tempo, a cui anche ai mortali è consentito l’accesso attraverso il sogno.

Quando arrivi, sai già dove andare: ottava fila, posto centrale. Attratto da una forza sconosciuta, ti siedi e assisti al racconto di questa storia: un tempo, uno dei Primi Uomini scucì Luna dal cielo con la punta della sua lancia.

Lei gli concesse quindi un desiderio: una discendenza investita di doni sovrannaturali che da allora ha regnato sull’Antica Patria, soffocandola, tuttavia, con la propria sete di potere e gettandola in un’oscurità sempre più profonda.

Gli imperatori hanno tratto per secoli la loro forza da Luna, imprigionata nelle segrete del palazzo reale, ma una divinità non può essere rinchiusa per sempre…

Mentre l’Ottavo Imperatore si prepara a un pellegrinaggio in cerca del segreto della vita eterna, e i suoi eredi, i Tre Terrori, tramano per prendere il suo posto, Luna convince Jun, figlio prediletto del Primo Terrore, ad aiutarla a scappare per rimediare al suo passato da feroce assassino.

Durante la fuga, i due incontrano Keema, un giovane guerriero con un solo braccio e dalle misteriose origini, che si unisce a loro in questo pericoloso viaggio verso i confini più estremi del regno, alla ricerca di un modo per riportare la libertà e la luce nell’Antica Patria.

Grazie a una capacità narrativa estremamente originale e stratificata, Simon Jimenez dà vita a un incredibile romanzo corale, che è allo stesso tempo un’avventura epica e una storia d’amore, un’esplorazione profonda dell’identità e del senso di appartenenza, e un tributo all’immenso potere delle storie e del racconto.

La lunga notte senza luna di Simon Jimenez è un romanzo fantasy che richiama la complessità delle storie orientali, dove il tempo si dilata e si comprime e la narrazione si sviluppa su più livelli, creando un gioco di scatole cinesi in cui il lettore è costantemente stimolato a rimanere vigile.

Jimenez originario delle Filippine, sembra attingere alla sua eredità culturale per costruire una storia che affonda le radici in una tradizione narrativa fatta di miti, archetipi e profonda ricchezza filosofica.

Grazie all’introduzione del personaggio di “tua lola”, una figura di anziana saggia e narratrice, che introduce il nipote (e il lettore) in un mondo segreto e misterioso, assistiamo a un racconto a più strati: la storia della lola con il nipote, quella del nipote che assiste allo spettacolo, la rappresentazione all’interno del teatro e infine la storia epica che viene raccontata nello spettacolo stesso: il Teatro Riflesso.

Un luogo a cui si può accedere una sola volta nella vita e dove il tempo si dissolve, permettendo rappresentazioni al di fuori della realtà convenzionale, dove ogni racconto è anche un frammento di una verità universale che riflette le sfumature dell’esperienza umana.

Simon Jimenez

Simon Jimenez è un autore americano di origini filippine.

Nel 2021 il suo romanzo d’esordio, The Vanished Birds, è stato finalista al Locus Award e all’Arthur C. Clarke Award.

La lunga notte senza luna è il suo secondo romanzo, vincitore del Crawford Award e del British Fantasy Award, finalista al prestigioso Ursula K. Le Guin Award e selezionato tra i migliori libri dell’anno dalle maggiori riviste dedicate al fantasy.

Jimenez gestisce questi strati con padronanza, mantenendo sempre alta la tensione e coinvolgendo il lettore in un gioco di specchi.

La lunga notte senza luna oscilla tra momenti epici, con battaglie, imperatori tirannici, ed eroi in cerca di riscatto, a cui si aggiungono riflessioni intime e personali dei personaggi.

L’imperatore tirannico e i suoi figli, i Tre Terrori, le tartarughe magiche, l’anziana imperatrice e molto altro, evocano un mondo governato da poteri antichi e divini, mentre i protagonisti, Jun e Keema, rappresentano la speranza e il desiderio di cambiamento, anche tramite la loro storia d’amore.

La lunga notte senza luna è un viaggio onirico e avventuroso che, pur richiedendo attenzione, ripaga con la bellezza di un mondo immaginario ricco di suggestioni e profondità.

Il linguaggio è un esempio di prosa evocativa, in cui lo stile letterario gioca un ruolo cruciale nel creare un’atmosfera densa e carica di tensione.

La narrazione diluita in mille rivoli di particolari è sensoriale, con dettagli che evocano sensazioni tattili e olfattive, che conferiscono una concretezza al ricordo, rendendolo vivido e immersivo.

Colpisce anche l’uso sapiente del ritmo e della suspense, tanto che in alcuni passaggi il ritmo del brano appare deliberatamente rallentato attraverso l’impiego di frasi lunghe e complesse.

Questo crea un senso di attesa e angoscia che si amplifica man mano che la narrazione prosegue.

I personaggi di Jun e Keema sono costruiti con un’intensità che li rende più che semplici eroi di un’epica fantastica.

Ognuno di loro porta con sé un carico emotivo che li rende profondamente umani, nonostante siano immersi in un contesto mitico.

Il loro viaggio è insieme personale e universale e rappresentano metaforicamente la resistenza contro l’oppressione, e il bisogno di riscatto e libertà.

Un viaggio epico e introspettivo, che affascina e fa riflettere.

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