The watchers. Loro ti guardano di A.M. Shine

The watchers Salotto Giallo

Recensione di Emanuela Ferrara

SINOSSI

Tu non puoi vederli. Ma loro vedono tutto. Una foresta che non è segnata su nessuna mappa. Tutte le auto si fermano al limitare degli alberi, proprio come quella di Mina che, rimasta a piedi, è costretta a addentrarsi nell’oscurità del bosco dove una donna la esorta a correre verso un bunker di cemento.

Quando la porta si chiude alle sue spalle, l’edificio viene assediato dalle urla. Mina si ritrova in una stanza con una parete di vetro e una luce elettrica che si accende al calar della notte quando misteriose creature vengono in superficie per osservare i loro prigionieri: a chiunque non raggiunga il bunker in tempo è riservato un destino orribile.

Spaventata e intrappolata insieme ad altri estranei, Mina è alla disperata ricerca di risposte. Chi sono queste creature? Che cosa vogliono e perché li tengono rinchiusi in quella specie di prigione, desiderosi di osservare ogni loro movimento?

Se M. Night Shyamalan ha tratto un film da questo romanzo, arrivato in Italia solo da poco, un motivo ci dovrà pur essere.

Chi siamo noi, dunque, per smontare l’entusiasmo che ha spinto il regista ad adorare The Watchers. Loro ti guardano?

Eppure, dopo averlo letto e riletto (lo ammettiamo), e dopo aver guardato il film, più di così non riusciamo a fare.

E adesso vi spieghiamo il perché.

Prede e predatori si “rincorrono” gli uni alla scoperta degli altri. Il loro incontro/scontro dovrebbe creare ansia e terrore.

Il libro si presenta, infatti, come un horror. Eppure, nonostante il ritmo e i non luoghi, non è il sentimento della paura a tenerti incollato alle pagine, piuttosto la ricerca del vero terrore.

The Watchers. Loro ti guardano si lascia leggere quasi tutto d’un fiato perché è scritto senz’altro bene, ma ti lascia con l’amaro in bocca e con qualche punto di domanda di troppo che abbiamo cercato di sbrogliare guardano il lungometraggio.

Non dovrebbe essere così che funziona.

Anzi, generalmente i “veri lettori” odiano le trasposizioni filmiche dei loro romanzi preferiti ma in questo caso è diverso.

Guardare il film per capire il libro, può funzionare.

A.M. Shine

A.M. Shine scrive secondo la tradizione dell’horror gotico.

Nato a Galway, in Irlanda, ha conseguito un master in Storia prima di dedicarsi alla scrittura.

I suoi racconti hanno vinto i premi Word Hut e Bookers Corner, ed è membro dell’Irish Writers Centre.

Se non avesse avuto la voglia di inserire il suo romanzo nel filone horror, Shine, avrebbe fatto centro.

Mistery, dark psicologico, sopravvivenza.

Questi sarebbero stati i generi giusti in cui catalogare The Watchers perché gli elementi del mistero, del dark e dei romanzi survivor ci sono tutti.

Che dire, infatti, dell’ambientazione irlandese? I boschi di questa terra ricca di fascino e mistero sono uno sfondo perfetto per una storia così misteriosa.

I motori delle auto che si spengono al limitare del bosco, la casa bunker, le luci elettriche acquisiscono più “magia” di quella che già non hanno proprio perché di mezzo c’è l’Irlanda e le sue leggende.

L’intento sarebbe quello di muoversi nei meandri del sovrannaturale e dell’altrove, ma l’essere prolisso non gioca a suo favore.

Bello, invece, l’inserimento del folkore irlandese che rende più claustrofobico il romanzo. Buoni anche i colpi di scena che mettono costantemente in discussione le certezze acquisite fino a quel momento.

In sostanza Shine si porta a casa un romanzo niente male, dal quale, però, ci si aspettava di più, molto di più soprattutto dagli appassionati del genere horror che trovano lezioni di vita non richieste e un editing non perfetto.

The Watchers. Loro ti guardano, una sorta di non libro (da intendere in chiave positiva) da avere in libreria per passare insieme un fine settimana e, soprattutto, per dare fiducia a uno scrittore che è comunque vincitore di diversi premi letterari conquistati grazie ad alcuni suoi racconti horror gotici.

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