Recensione di Francesca Pica
SINOSSI
1870. Bologna è preda delle Balle, le libere associazioni di autodifesa e mutuo soccorso del popolo. Vivono ai margini e contro la legge, sono spesso delinquenziali.
La più temuta e pericolosa è la Balla dalle scarpe di ferro: nata dopo l’Unità d’Italia, si è specializzata in furti e omicidi, molti dei quali concepiti e compiuti per fini politici.
A riportare ordine in città, arriva dalla Sardegna il questore Felice Pinna, che mette su una squadra speciale: una rete di infiltrati nelle diverse Balle del territorio.
Ma il suo piano è ostacolato da una violenza inaudita e da una serie di oscure manovre.
Oggi il questore Pinna lo vuole nel suo ufficio e Trenti Camillo sa che i tempi sono cambiati, che dietro non ha più una plebe che lo sostenga e neppure lui ha le idee chiare come credeva di averle allora.
Il Papa? Via! Gli austriaci? Via! E dopo? Dopo non ci saranno problemi. E invece i problemi sono venuti e hanno complicato le cose in modo che Trenti ci ha perso il filo, la logica e il resto.”
La balla delle scarpe di ferro è ambientato a Bologna nel 1870, un decennio dopo l’unità di Italia. Unità che, a quanto pare, è solo sulla carta.
La situazione politica e sociale a Bologna è alquanto instabile: la città è, infatti, in mano alle “Balle”, delle libere organizzazioni a stampo delinquenziale spesso in combutta con la questura e la politica cittadina.
A mettere ordine dovrà essere il questore Pinna Felice:
Pinna Felice è avvocato e cavaliere. Quarantacinque anni nati e cresciuti al servizio di Sua Maestà. È questore di Bologna da pochi mesi ed è già riuscito a farsi odiare da tutti, compresi gli agenti al suo servizio. Ma è quello che gli serve e quindi non ha rimpianti.
Partendo dall’arrivo del questore Pinna e dalla sua ferrea volontà di riportare l’ordine in città, il romanzo descrive, o meglio, sviscera con accuratezza storica ben documentata le vicende politiche e sociali di Bologna nel 1870.
Una storia molto simile a quella dell’Italia attuale: scandali sessuali, intrighi, commistioni tra politica e malavita …

Loriano Macchiavelli
Loriano Macchiavelli, bolognese, è uno dei fondatori del noir italiano.
Ha pubblicato una cinquantina di libri e ispirato numerose fiction televisive.
Einaudi Stile libero sta riproponendo con successo tutta la serie di romanzi con protagonista Sarti Antonio.
Macchiavelli ha inoltre scritto un racconto per l’antologia Crimini italiani (Einaudi Stile libero, 2008).
Nei Super ET è uscito Trilogia di Sarti Antonio, che riunisce in un unico volume i romanzi Le piste dell’attentato, Fiori alla memoria, Ombre sotto i portici (2009), Sequenze di memoria (2011). Nel 2013 ha pubblicato E a chi resta, arrivederci, scritto con sua figlia Sabina (Einaudi Stile libero), nel 2016 Noi che gridammo al vento (Einaudi Stile Libero) e nel 2024 La Balla dalle scarpe di ferro.
Il suo sito ufficiale è all’indirizzo www.loriano-macchiavelli.it
La balla delle scarpe di ferro di Loriano Macchiavelli, fa conoscere al lettore una realtà storica poco nota a livello nazionale.
I capipopolo, gli agitatori erano i “briganti” di città.
In una sorta di visione futuristica, Pinna capisce che per riportare l’ordine dovrà fare buon viso a cattivo gioco, giocare sporco, ma avere sempre la camicia pulita. In un gioco di doppi, di spie e infiltrati, il lettore si troverà spesso a chiedersi chi è che muove i fili.
Il ritmo narrativo è incalzante, soprattutto grazie alla brevità dei capitoli e al titolo che ne riassume il contenuto.
La scrittura è fluida e la nota di colore, ma anche il difetto per chi non lo mastica, è data dall’utilizzo del dialetto bolognese per rendere i dialoghi più veritieri.
Le descrizioni dei personaggi e degli ambienti sono il fiore all’occhiello di questo romanzo.
Attraverso una minuziosa caratterizzazione di ognuno di loro (anche quelli secondari) e dei luoghi in cui si svolgono le vicende, Macchiavelli proietta il lettore nella storia.
Gliela fa vivere.
I romanzi sono come le persone. Come le persone nascono sotto buona o cattiva stella e, sempre come le persone, muoiono dopo una vita lunga o breve, felice o tribolata. Non tutti per nostra fortuna. I giganti di carta resistono al tempo.
Questa appendice è doverosa per raccontare la rocambolesca avventura vissuta da questo romanzo.
Edito nel 1983, il libro non ottiene il successo che merita, ma la sua buona stella fa sì che, sia nel 2015 che nel 2023, venga ristampato.
La scarpa delle balle di ferro è nato sotto una buona stella ed è un bene, perché la storia dei capipopolo e del questore Pinna sono un piccolo gioiello per chi ama i romanzi storici.
Salottometro:



