IL cacciatore di Richard Stark

Il cacciatore Salotto Giallo

Recensione di Samuela Moro

SINOSSI

Torna un’icona del genere noir con una storia di rapine, tradimenti e vendetta.

Dopo una rapina finita male in cui viene tradito dalla moglie Lynn, che finisce per sparargli, e in cui viene raggirato dal suo socio in affari Mal, Parker attraversa il Paese con un unico obiettivo: vendicarsi e reclamare ciò che gli è stato sottratto.

Parker è un ladro professionista, un vero esperto del crimine. Tosto, intelligente, instancabile, determinato e senza uno stralcio di morale. Se tenete alla pelle, vi conviene non ostacolarlo e non mettervi tra lui e il suo bersaglio. Nulla può fermarlo. Ucciderà chiunque incroci sul suo cammino pur di ottenere ciò che vuole. Parker è implacabile e bisogna stargli alla larga.

Un romanzo crudo e intenso, un classico del noir, una gemma nella tradizione dell’hardboiled e non solo.

Leggere Il cacciatore di Richard Stark è come guardare una pellicola americana, uno di quei film in cui il protagonista è un cattivo in abito elegante, un criminale affascinante con una propria, seppure terribilmente cruda e discutibile, morale.

Richard Stark

Richard Stark è uno pseudonimo di Donald E. Westlake (1933-2008), uno degli autori più talentuosi della narrativa poliziesca americana che ha iniziato la sua carriera alla fine degli anni Cinquanta.

I suoi personaggi più noti sono John Dortmunder, un ladro piuttosto sfortunato, e uno spietato criminale di nome Parker.

Le sue opere gli hanno valso tre Edgar Award e un premio Grand Master della Mystery Writers of America.

La pietra che scotta, primo romanzo della serie su John Dortmunder diventato nel 1972 un film con Robert Redford, è già disponibile nel catalogo Timecrime e sarà seguito dal secondo capitolo, Bank Shot.

Nella stessa collana, Timecrime accoglie Il cacciatore, pubblicato con lo pseudonimo Richard Stark, e apre così la serie sul personaggio di Parker, cui seguiranno The Man with the Getaway Face e The Black Ice Score, di ispirazione per il film Play Dirty, in produzione per Amazon MGM Studios e Team Downey, con protagonista Mark Wahlberg.

Questo romanzo di Richard Stark, pseudonimo di Donald E. Westlake, uno dei più famosi e produttivi autori di gialli e noir americani degli anni ’70 e ’80, si legge in una sera.

Ha un ritmo incalzante e un protagonista indimenticabile, che ricalca alla perfezione la tradizione hardboiled.

Proseguiva per inerzia. Non era più sicuro di quanto stesse facendo il duro per  impressionare l’organizzazione e quanto fosse spontaneo. Sapeva di essere un duro, sapeva di preoccuparsi meno delle emozioni di altre persone. Ma non gli era mai piaciuta l’idea di uccidere.

Parker è un ladro professionista, un esperto nel commettere crimini, preferibilmente violenti.

È un uomo solitario, infuocato, cinico, vendicativo e spietato ma estremamente abile nelle sue attività e tutto questo viene messo in chiaro sin dalle primissime pagine del libro.

“Sto cercando di dirtelo per il tuo bene… Ehm… Ho dimenticato il tuo nome. Me l’ha detto Resnick, ma mi dispiace, mi è sfuggito”
“Parker. Non ti sfuggirà più”

Il racconto inizia con la ricerca di Mal da parte di Parker, ma solo a metà del libro scopriamo il perché lo voglia così ardentemente tra le sue mani e no, non si tratta della ricerca di un vecchio amico con cui ci si è persi di vista.

Dopo il colpo che li coinvolgeva, assieme a Lynn, moglie di Parker e ad altri tre complici,

Mal raggira Parker truffandolo.

Tradito e privato di tutto ciò che possedeva, denaro e affetti, Parker vuole vendetta e la vuole a modo suo, plateale e sanguinoso. Inizia dunque a braccare Mal, aiutato da una propria rete di contatti e dalle sue abilità di criminale.

Piano piano si farà strada per le vie di New York, fino a raggiungere il suo obiettivo e arrivare ai piani alti dell’organizzazione malavitosa per cui lavora Mal.

Il cacciatore è diviso in quattro parti, tutte narrate in terza persona, che raccontano alternativamente I punti di vista  di Parker e Mal.

Il racconto del presente si affianca alla ricostruzione del passato, chiarendo le ragioni di tanto odio e desiderio di vendetta, unici motori dell’intera vicenda, assieme al potere.

Violenza e azione sono appunto gli ingredienti principali di questo breve romanzo, a ogni riga succede qualcosa, il lettore viene spinto a girare una pagina dopo l’altra.

I dialoghi sono un continuo “botta e risposta”, lo stile è secco e asciutto ma, nello stesso tempo, dettagliato e incisivo, non tralascia nulla.

Il finale de Il cacciatore rappresenta una chiusura furiosa e perfetta, in un ulteriore crescendo di azione, lasciando inevitabilmente un’apertura verso le prossime avventure di Parker.

Un libro d’azione, nella perfetta tradizione statunitense, di intrattenimento, ideale per chi ama le storie di cattivi e delle loro rapine, brutalità e vendette.

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